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Cronaca sovversiva. (Barre, Vt.) 1903-1920, August 08, 1903, Image 1

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Ciac vtj'y inn
NUMERO 10
Ebdomadario anarchico di propaganda rivoluzionaria.
Ut redeat miseris abeti fortuna, superbis!
. abbonamento annuo per I interno per I' estero, $1.00
semestre " " " " , .50
I manoscritti non si restituiscono
Reda'ione ed Amministratone, P. O. Box I, Barre, Yt
ANNO I.
BABRE, VERMONT., SABATO, 8 AGOSTO 1903.
" Cronaca Sovversiva " The italìan weekly
newspaper published every Saturday. Editor F. MA
RIANI Barre Vermont
A mio fratello
lo scab
Dimmi: Sai tu che i tuoi compagni
di lavoro si sono messi in sciopero,
che essi domandano qualche soldo di
più, una giornata meno penosa? Tut
, tavia lavori. E' dunque per solidarietà
che tu aiuti il padrone mentre i tuoi
compagni stringono la cintura?
" Molti altri lavorano perchè ri
marrei burlato, a guardarli?" Prima,
prima assai che tu venissi al mondo
lavoratori come te si sono messi in
isciopero, senza di essi tu guadagne
resti oggi molto meno, tu lavoreresti
Ancora. Io non nego l'importanza sindacati operai costituiti da tutti i
d'un salario piti elevato ma credi tu lavoratori d'una determinata industria
proprio che l'operaio non desideri e mettano la mano sui mezzi di produ
non voglia che qualche soldo all'ora zione e la esercitino in comune: imma
di pili? T'immagini tu proprio che egli gina le immense cooperative di di
si rassegni ad essere, in eterno, lo stribuzione a cui tutti o quasi tutti i
schiavo del padrone, che dopo essere lavoratori attingano per le esigenze
per cinquantanni sfuggito ai rischi della vita e tu vedrai che non sol
dei mestiere egli si rassegni a morir tanto la produzione sarebbe assoluta
d'inanizione sulla via? Oh, noi voglia- mente regolata ma ancora i bene-
mo qualche cosa di più, e noi avremmo Mei . profitterebbero a coloro che li
fatto a quest'ora ben altro cammino creano fino a quando almeno non sarà
se non vi fossero tra noi i falsi fratelli convinzione comuneessere molto più
come te che ci costringono a cammi- semplice che ciascuno lavori a seconda
nar passo passo!
Io non voglio farti oltraggio: so che
quandoiassù in soffitta geme la com
pagna e chieggon pane, riarse, le boc-
delle sue forze e consumi a seconda
dei suoi bisogni.
Non credi tu che società cosifatta
potrebbe fare a meno e di padroni e
che degli innocenti, è difficile restar di sbirri e di gendarmi e di giudici e
fedele ai principj. Ma questo non ti di soldati?
scusa: la solidarietà-assicura sempre Non per nulla io ti ho chiamato fra-
l'indispensabile alla vita anche quando tello. Tutti i lavoratori sono fratelli,
non può dare più che la magra sco- comuni sono gli interessi, comuni i
7 A,A1 A'. ':. t.. '
ocrcri aQcni ni,', F vedi? Se tu hurrah pp Lumu.uMd. iu un guai- nemici: per qucbio noi uouuiamu mar
o i j: ! i i- i. n t . r -, .
ui incraviguato, ru mi aomanai cne ciare cone destre iraternamente sirene
la vanga, altri farebbero forse come
te ed il padrone, stretto dal bisogno,
cederebbe.
" Il padrone m'avrebbe in uggia non
me la perdonerebbe mai! Povero ami
cosa sia? Molte volte, vedi, in luogo e così soltanto strapperemo la vittoria
dj dare ad ogni scioperante i pochi nella lotta che deve darci un pò pili di
soldi indispensabili alla resistenza, si pane oggi, domani un pò più' di be
comprano all'ingrosso, quindi a mi- nessere e di libertà. Ogni defezione
CO, credi dunque che la tua fedeltà 1 V1VC" n. i,c marna i ora ueiia iiueraziuue e tutu
possa renderti qualche cosa? Il giorno "V ira inni: aure vp.ie si coloro cne non sono per la solidarietà
in cui egli non avrà più bisogno di te comPran e si cucinano in comune; é sono pel padronato, per la; fame, per
ti lascierà sulla strada: quando, dive- .zuPPa comunista. Si passano le la miseria, per la vergogna, per la
nuto vecchio, potrai essere surrogato giornate gomito a gomito, si ragiona,, morte precoce . . . .
con suo profitto da un operaio più ga- 51 dl,scut 51 attende P,u Vilmente.. Fratello mio lo scab! rifletti e tu la-
frUarHn t ti trnverr ahK9nHnnatn. senz accidia e senza sconforti. Pensi scerai i tuoi ferri, tu rientrerai nei
' . '1 7. JT ' r . i i i i
tu aue grauui e povere agapiiraterne rangni oi coloro cne sono 1 tuoi com-
a cui sono assisi, uomini, donne, barn- pagni di classe, di dolore, di lotta, tu
bini, tinjti uniti dallo stesso fine, dalle li aiuterai, essi ti aiuteranno a conqui-
stesse speranzé? Là vi si sente forti e stare pel domani una vìta menò triste,
fiduciosi anche se la zuppa sia magra
o scarsa.
Coleste agapi saranno frequenti
nella società futura, provocate non
sul lastrico, Checché fino-a o dica il
padrone non ama l'operaio. Il lavora
tore non é per lui che una macchina,
una macchina che si sostituisce facil
mente. L'agricoltore che ha un ca
vallo lo risparmia per paura di vederlo
crepare, di doverne comprare un altro;
ma quando tu, proletario, vinto, di-
tu affretterai con noi tutti l'avvento
della Rivoluzione sociale!
r c v i i Pm dai bisogni della resistenza ad un
statto dalla fatica reclinerai sul solco r , . .,.-' .
vedrai preso il tuo posto da un altro
costretto come te a penare per non
morire d'inedia. Per dare a te come agli
altri una sorte meno sciagurata i tuoi
compagni s'impongono una disoccu
pazione forzata e penosa e tu, tu li
abbandoni, tu corri in soccorso dei Sno che non si realizzerà! mai, i pa-
Odoacre.
Oberland (Svizzera), 27 Luglio 1903. -
padrone - padroni non vi saranno
più 'ma dalle leggi intime e vive
della sociabilità e della fratellanzar
Questa tua società1 futura e1 un so-
Lo Stato n
e la Rivoluzione
loro nemici, del tuo nemico per gua
dagnarne i favori.
droni sono necessarii; sono essi che ci
danno lavoro, pane e vita. Tu credi? E
di, che cosa farebbe il padrone se tu e
LO STATO OPERAIO
.Ti lusinga forse un posto di sopra
stante? Non sarai solo anzitutto e, dimmi,
Lo Stato è ceffi l'espressione, l'organo
i tuoi compagni non lavoraste più per delle classi dirigenti, è dunque lo Stato
lui? Creperebbe di fame o dovrebbe borghese, sia!
lavorare come noi, come tutti! Se invece del caporalume clericale o di
Se delle officine, dei cantieri, dei caltrit.i ? tìtato se'.nelle mani
che. cos'è .dunque un assistente, un campi noi avessimo il libero uso la piu radicali più libertFarìe) più rivoluzio.
soprastante, un capO-iaDDrica Odiato nostra vitd wrcuuc più wrga e più j,arie,-se esso fosse insomma nelle mani
dai suoi operai? tu non sei più cosi lieta di quel che oggi non sia. E' fa- stesse dei lavoratori, sarebbe perciò meno
giovane che tu non Pabbio veduto. cile a comprendersi: i padroni pel per- lo Stato, il governo? Non sarebbe esso
Supponi che tu abbia il posto; sibi- messo che ci concedono di lavora- sempre la dittatura?
Unnn intnmn a tP l'Imnia. In crWl re nelle loro officine orelevanosul E la dittatura, per essere operaia, sa
no, il disprezzo, mormoreranno le mi- frutto dei nostri sudori la parte del "bbe essa meglio disposta e più adatta
r . ' . t -r-t i i i i a risolvere la questione sociale?
naccie sorae e ic congiure sature icuuc. .uiu wu.c u.unu Nq! La dittatura, qualunque essa sia
d'odii. La tua vita sarà amareggiata e un potere, un autorità ne usano, ge- non potrà mai rappresentare il popolo,
tu non vi troverai rimedio: sono soli- neralmente ne abusano, e che si possa Essa rappresenta pure, può osservare
dali gli altri, tu non sei dei loro. E se fare a meno di questi intermediarii qualcuo, le classi dirigenti,
essi torneranno sotto di te al lavoro a costosi, non é pili verità che bisogni Seuza dubbio. Ma che cos'è la borghe-
eoJnJntn a11 VArs ,.nfrn di rlimnctv.inne. Le forme rnnnerp- sia? Che cosa sono le classi dirigenti? Una
. . r . x ... . ... . v j. j . j. oligarchia che ha interessi proprn, mte
jauwiiwwmiwi i4v,&.v v.iììjv,w r ... res3i particolari m opposizione all' mie
terà dei livori delia aisiatta . suDita: il ' sumo, per quanto riposino oggi esciu- venerale. Si comprende anindi rer-
padrone, i suoi favori non ti proteg
geranno mai in modo sicuro.
sivamente sul regime capitalista, ne fedamente che essa possa incarnarsi in
sono una prova. Ma immagina che i una breve accolta di individui ed imporre
leggi conformi alle sue cupidigie senza
alcun rispetto al diritto altrui; che sotto
l'egida di un governo il quale è l'espres
sione delle sue passioni e dei suoi appetiti
essa divida i buoni porti, i canonicati tra
i suoi fedeli. Le oligarchie non possono
sussistere che nella dittatura. Come vr
lete dunque che la dittatura possa rap
presentare il popolo che è quanto dire
l'universalità degli interessi armonizzati
nella giustizia?
Se essa non può esercitarsi che da un
ristretto numero di individui, non può
sussistere che a condizione di concentrare
di riassumere nelle mani dei pochi tutto
le forze della società, tutti i mezzi d'azio
ne. Esso non sarà dunque mai il governo
diretto del popolo pel popolo giacché il
popolo è da esso spossessato. ,
Supponiamo che la dittatura sia eser
citata da lavoratori in nome di pretesi in
teressi proletarii e socialisti a profitto di
un sedicente socialismo.
Forse che qualchecosa sarà mutato?
Perchè confidare le soluzione del pro
blema, il trionfo dei vostri interessi a
qualcuno, sia pure dei vostri! Forse che
cotesti delegati operai conosceranno me
glio di voi, meglio che la classe stessa dei
lavoratori il problema sociale e sapranno
meglio che non l'insieme dei loro colleghi
risolvere le questioni pendenti e cono
scere quanto possa convenire a tutti ed a
ciascuno?
Per esser operaio o socialista cesserà
o Stato di essere un ingranaggio al di
sopra ed all' infuori di voi, una forza ac
centrata a danno della libertà e della si
curezza di tutti?
Quando avrete rassegnato tutti i vostri
diritti, tutte le vostre volontà a questi O
perai, fratelli vostri, che hanno oggi con
voi comunanza d'interessi sotto il giogo
dell'oppressione comune che cosa resterà
a voi, la gran massa, per proteggervi con
tro i facili errori e contro la possibile de
fezione dei vostri delegati?
Chi vi garantisce che essi saranno do
mani quel che sono oggi, chi vi assicura
che essi continueranno a vedere ed a sen
tire come oggi quando invece di essere il
grano che la macina stritola, saranno do
mani là macina che stritola il grano?
E ammesso pure che questi proletarii
saliti al governo rimangano impeccabili,
puri, devoti, che il potere non li inebrii e
che essi cerchino con immutata buona fe
de la soluzione, senza riserve del proble
ma sociale: ammesso ancora che la vostra
scelta sia felice che i vostri eletti sieno i
più intelligenti ad un tempo ed i più one
sti, che essi vogliano come noi tutti la giu
stizia e l'eguaglianza sociale; poiché que
sta giustizia sociale si chiama per gli uni
comunismo, per gli altri collettivismo,
mutualismo, cooperazione, etc., quale so
luzione adotterà lo stato operaio?
Sarà pel Comunismo o pel Fourierismo
per Saint-Simon, per Proudhon, per Marxi
o per Bakounine?
Una cosa è certa, che lo Stato, la ditta
tura non potrà realizzare tutte ad una
volta le diverse tendenze, che non può ad
un tempo organizzare il lavoro sulla base
collettivista e comunista, nè seguire Prou
dhon e Cabet, nè legiferare in nome di
Fourier e di St Simon nè fondare l'egua
glianza assoluta sull'equivalenza delle
funzioni e' stabilire allo stesso tempo il
governo delle capacità.
Lo Stato è l'unità, la centralizzazione,
deve dunque scegliere una soluzione esclu
dendo tutte le altre, che la codifichi e la
imponga.
In virtù di quale infallibilità?
Perchè ove non venisse ad una scelta
che cosa sarebbe lo Stato ed a che cosa
potrebbe esso servire?

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