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Cronaca sovversiva. [volume] (Barre, Vt.) 1903-1920, August 29, 1903, Image 1

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SUMERO 13
Ebdomadario anarchico di propaganda rivoluzionaria.
Ut redesi mtseris àbeai fortuna, superbis!
Aiboilameiito annuo per I' interno per I' eetero, $1.00
semestre M " " .60
I manoscritti non si restituiscono
Redazione d Amministrazione, P. O. Box I, Barre, Vi
SATURO AY, AUGUST 29 1903.
BARRE, VERMONT.
SABATO, 29 AGOSTO 1903.
ANNO I.
SOVERSIA
'CRONACA SOVVERSIVA"
Angus 89 1903. N. 13
Pablisheb verj Saturday, Barre Vt. Subseription
One year f 1; - Six montbs0,50; Thrae montila 0,25
Cents. Single copy 2 Cents. F. Mariani, Publisher.
; ' ; t . ..... : .
BIIMI!!MMBEKBM
U Annunciazione
Quali sorprese ci ammanirà il pros
simo inverno, l'inverno delle carestie
e delle rigide miserie ;sobbillatrici se
l'agosto, l'agosto ridente di pampini,
di fiori, di messi, di sole non ci porta
né pane nè promesse di sicurezza o di
pace? se muore, com'è nato, tra i fu
rori e le convulsioni d'una guerra di
sperata? . :
Perché queste che insanguinano tra
i campi fiorenti, sull'asfalto delle città
lussuriose la terra di- tutti i continenti
non possono essere effimere, Isolate
avvisaglie senza-eco. .
All'Andalusia, alla- Catalogna fre
menti di rivolte che le Corti marziali
non giungono a contenere, alla Fran
cia proletaria che come ai bei tem
pi del compagno Millerand conta
a dozzine ad Hennebont ed a Lorient
le vittime della mitraglia repubblicana
risponde l'Italia classica della pellagra
e dei Bava Beccaris, della fame dei De
Benedetti e dei Centanni rispondono,
lontane, l'Argentina fremente tra le
strette d'un pugno di sbirri feroci,
l'Australia ammanettata da una rea
zione selvaggia, gli Stati Uniti agitati
periodicamente da conflitti immani
quanto sono qui paradossali l'organiz
zazione del' monopolio, l'audacia de
gli sfruttatori, l'impudente complicità
dello Stato.
Risponde con voce insolita con una
insospettata temerità di sintomi e di
promesse il proletariato russo, assurto,
titano irresistibile alle riscosse su
preme. ' , '': ' ' :
La Russia è in fiamme!
L'azione dei rivoluzionarii che si
era, nel passato, circoscritta ad una
lotta epica ed eroica contro l'oppres
sione politica, si e venuta da qualche
anno integrando di una illuminata, pa
ziente, ardua propaganda economica
di cui gli ultimi avvenimenti sono la
conseguenza pili diretta e l'esponente
più sincero. . V
Gli scioperi dei macchinisti, dei fuo
chisti, dei marinai e degli scaricatori
di Odessa a cui seguono quello dei ti
pografi, dei macellai, dei contadini di
Tiflis le rivolte di Michailow e di Baku
in cui treni sono presi d'assalto e cin
quanta pozzi di petrolio distrutti; quel
le più gravi di Kiew e di Riazan in
cui i feudali, i signori come i principi
Gagarine e Chertboff sono assaliti nei
loro castelli, percossi, cacciati, rincorsi
pei campi dai loro schiavi di ieri, dai
loro contadini, oggi come ieri flagella
ti, affamati e.disprezzati ma non più
mansueti né docili nè devoti, ricorda
no i podromi con cui s'annunziò la ri
voluzione borghese dell'ottantanove,
denunziano anche ai ciechi, anche ai
sordi che la semenza rivoluzionaria
fecondata dal sangue di migliaia di vit
time eroiche fermenta e prepara il
germinale sacro della rivoluzione, del
l'emancipazione umana. .
Non v'è inganno di miraggi. Siamo
qui fuori dei consueti atti di rivolta
isolata che la disperàzione suscita, la
fame alimenta, la sete di vendetta dif
fonde e spegne poi, generalmente, ful
mineo un atto di brutalità reazionaria.
L'agitazione che scoppia improvvi
sa, inattesa in uno dei più-floridi cen
tri del commercio moscovita, ad Odes
sa, iniziata da una delle ' meno disa
giate categorie di lavoratori, i macchi
nisti marittimi; che non s'acqueta né
per minaccie, nè per lusinghe; che . al
contrario si estende, si diffonde e si fa
nel contempo più energica e più viva
ce rivela fattori d'educazione rivolu
zionaria' a cui nessuna' forza di- reazio
ne potrà lungamente far argine.
. Rivela anzitutto preparazióne e co
scienza, sentimento profondo e lunga
consuetudine di solidarietà, tutto un
ambiente in cui l'iniziativa, il corag
gio, T abnegazione sf alimentano di
convinzioni, d'esempio e di sacrifizio,
in cui la fede trae inesauribili sorgenti
di fermezza, d'impeti e d'audacie.
Ma la piìi eloquente delle rivelazio
ni é nelle forme sintomatiche della ri
Le rivolte popolari, quelle dei con
tadini in ispeaie se superano facilmen
te, sotto il pungolo dei bisogni, le bar
riere che religione, morale e codici
hanno eretto a difesa della proprietà e
l'assalgono, l'espropriano o la distrug
gono minando, valicano difficilmente
il confine dei rispetti dovuti alla per
sona del padrone, del signore, il con
fine delle mistiche paure che hanno
di lui.
Questa devozione alla persona del
padrone, del signore ha radici profon
de nel cuore dei contadini russi, schia
vi" ancora ieri, schiavi oggi ancora del
terrór misterioso per cui ai loro occhi
il signore, circondato, solo, tra le turbe
ignude, dalle benedizioni di dio, dalla
protezione dello Czar e da ogni ter
rena dovizia è quasi un essere sovru
mano, schiavi ignari e sémplici del
pregiudizio religioso che questa devo
zione alla persona del padrone con
forta di rassegnate predestinazioni e
vangeliche per cui la rivolta più che
criminosa appare loro impossibile,
ostacolata da dio.
I contadini di Riazan hanno sfidato
dio, le ire del codice, lo knouted han
no osato alzare la mano sacrilega sui
loro signori i principi di Gagarine e
CherbofT.
E' la fine di un mondo! v "
CV
E tramontano ben altri dei!
Il Daily News del 19 corr. ha da
Pietroburgo un telegramma signi
ficativo in cui si annunzia la condanna
a morte d'un ufficiale dell'esercito che
mandato a reprimere i moti di Kiew
avrebbe gridato ai suoi soldati: non
tirate sui poveri vos'-ri fratelli che
muoiono, difame! -;
I telegrammi tacciono il nome del
giovane seminatore di insubordinazio
ne. Esso é forse ancora uno dei tanti
nomi aristocratici che come quello glo
rioso dei Bakounine e dei Kropotkine,
portano nell'esercito imperiale il seme
della disgregzaione rivoluzionaria. Ri
peterlo sarebbe scandalo pericoloso, il
vento soffia alla perdizione e l'esem
pio potrebbe trovare seguaci ed imi
tatori; Nononta: l'ufficiale adolescente
che, sfidando la consegna ,e la morte,
sulle canne dei mauser trattenne con
una parola d'amore l'omicidio non é
che l'araldo di pili arditi ufficiali che
fraternizzando coi proletari della ca
serma, cogli schiavi della coscrizione
rivolgeranno un giorno, domani forse,
le armi contro coloro che in nome del
privilegio l'omicidio e la strage co
mandano. . ' - "t : ,
L'atroce equivoco, la frode sangui
nosa per cui i senza pane cenciosi sono
mal loro grado e contro ogni loro inte
resse ed ogni elementare s'tato di co
scienza, trasformati in difensori del
privilegio che li affama che li opprime
si dilegua consegnando allo sfacelo
istituti e regime, privilegi e classi ir
reconciliabili coi sentimenti di giusti
zia e còlle aspirazioni di libertà che
turbinano e minacciano nel risveglio
universnle delle coscienze e dei cuori.
Tra le sorprese del' prossimo inver
no non tornerebbe questa né teme
raria ne' inopportuna ne' sgradita.
El Vecc.
LA RÈI TRA T Ò
Ogni tanto i borghesi, e special
mente i borghesi riformatori ", sco
prono un rimedio per risolvere la que
stione sociale; tutte storje, s'intende,
per gabbare i gonzi e continuare a
godersela alle loro spalle.
Oggi il rimedio alla moda, tra gli
'amici degli operai" come quelli del
del giornale II Secolo e come certi mi
nistri ed asp iranti ministri ''socialisti"
é l'arbitrato. Ed é tanta la fede che i
detti borghesi hanno nell'arbitrato co
me mezzo per risolvere i conflitti tra
capitale e lavoro, che per minchiona
re gli operai vorrebbero renderlo ob
bligatorio. Basterebbe guardare da che pulpito
viene la predica per mettersi in guar
dia. ''Temo i greci anche se pprtan
doni", dicevano gli antichi; "temo i
borghesi, sopratutto se portan doni",
dovrebbero dire gli operai. Del resto,
il lodo Zanardelli nello sciopero di
Genova, quello di Waldeck-Rousseau
nello sciopero del Creusot, e cento al
tri casi recenti dovrebbero bastare co
me esperienza.
Ma il popolo è purtroppo la bestia '
più credulona che si possa immagina
re e, peggio dell'allodola, si precipita
sugli specchietti di tutti gli uccellatori.
Non mancano quindi tra -gli opera?
quelli che credono nell'arbitrato e vor
rebbero che fosse ufficialmente rico
nosciuto dalle Organizzazioni operaie
come mezzo per risolvere, le. questioni
tra padroni e lavoranti ad evitare o
terminare gli scioperi. Giova perciò
occuparsene.
Lasciamo da parte il cosidetto arbi
trato obbligatòrio, che ci pare una si
nistra buffonata al disotto di. ogni di
scussione, e parliamo solo. dell'arbi
trato liberamente accettato.dalle parti
in contesa.
In generale l'arbitrato é certamente
il mezzo più civile che si conosca per
risolvere i conflitti che si. producono
nella società; ma solo quando si tratta
di interpretazione, applicazione, con
ciliazione di diritti che le parti si rico
noscono reciprocamente. Altrimenti, è
il caso di guerra e non d'arbitrato.
Chi oserebbe, per esempio, propor
re la costituzione di una Commissione
di arbitrato per risolvere il conflitto
tra l'assassino e la vittima designata?
Quale popolo che aspira all'indipen-V
denza, o voglia conservarla, sottomet
terebbe all'arbitrato la questione della
sua esistenza nazionale? E consenti
rebbero i proprietari a sottomettere
ad artìitri la differenza che hanno con
noi che vogliamo espropriarli? Espor
rebbe il re la sua corona alla fortuna
di un lodo arbitrale?
Ora, quello che gli operai contenta
no o dovrebbero contestare ai padro
ni, é il diritto di esser padroni. Aspefr-v
tando il giorno in cui padroni non ve
saranno più, cercano intanto di farsi h
,rubare il meno possibile. Che c'entra
no "gli arbitri, e che cosa potrebbero
decidere? E' come se, trattandosi di
un ladro volgare, un arbitro dovesse
decidere che cosa egli può appropriar
si: in fatto ed a ragione il derubato
' chiama al soccorso e si difende come
può, e se no si lascia derubare; ma
agli-arbitri egli non ci pensa davvero.
Ci potrebbe pensare il ladro, quando
avesse dei complici che col pretesto
di risolvere la cosa all'amichevole ten
tassero di paralizzare la resistenza del
la vittima.
Fra operai e padroni vi è guerra, e
come in tutte le guerre, é questione
di forza. Pensino gli operai a diventa
re i più forti. Altro mezzo per vincere
non v'é.
Ebrico Malatesta.
La fame genera la somr; o sa: l'idea sola
partorisce le rivoluzioni. La sommossa è
la convulsione d'un malato che noi si ras
segna a morire, il grido della disperazione
che invoca Li pietà, l'eco dolorósa di tutto
le agonie passate: la rivoluzione è la voce
del pensiero che si espande, il grido della
speranza che saluta l'avvenire, l'aurora
d'una nuova era pei Tiutelligenza umana.
Ledeu-Roluk.
: V

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