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Cronaca sovversiva. (Barre, Vt.) 1903-1920, December 26, 1903, Image 3

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CRONACA SOVVERSIVA
ispeziona i bacini carboniferi di Trinitad
scegliendovi i punti strategici per una
eventuale e forse imminente occupazione
da parte della milizia, a New Castle, Colo,
cinque case di scioperanti sono state la
scorsa settimana mandate alFaria di not
tempo ad opera dei soliti ignoti clie la po
lizia identifica subito colle procedure più
sommarie quando" degli attentati dinami
tardi sono vittime le persone e le pro
prietà dei capitalisti ma che lascia in per
petuo incognito quando son bersaglio al
l'attentato criminoso le capanne e le vite
di poveri minatori indocili e fieri.
A Scofield nell'Utah il soprintendente
dell' Utah Fuel Company con una banda di
manigoldi armati d'ascia e di rivoltelle ha
cacciato in istrada tutti i minatori che oc
cupano case proprie sul terreno delle com
pagnie, rompendo e spezzando a colpi di
ascia il mobilio, radendo al suolo le case
dei più ostinati, trascendendo ad atti d'in
qualificabile violenza contro coloro che
osano bollare di sinceri giudizii le nefan
dezze del selvaggio vandalismo padronale.
A Clear Creek gli arresti arbitrari, le
provocazioni, le violenze sono all'ordine
del giorno. Gli estranei al campo non vi
possono per nessuna ragione penetrare,
gli assembramenti per le vie sona formal
mente interdetti, proibito riunirsi nelle
case anche tra parenti ed amici ed al tra
monto anche la libera circolazione per le
strade è assolutamente proibita.
A Salt Lake City la Utah Fuel Company
ha emanato sotto la firma del suo gerente
Kramer il seguente editto:
I minatori che intendono lavorare per
V Utah Fuel Co., debbono scegliere tra là
Compagnia e V Unione. La Compagnia av
verte intanto che non riametterà' al lavoro
nessun scioperante che sia iscritto all' Unione
Minatori. Firmato: Kramer.
Tra i rovi ed i detriti, presso i forni di
Segundo, si è rinvenuto, crivellato di fe
rite il cadavere d'uno scioperante ita
liano. . . V .
Perchè continuare? Non è cosi ogni
giorno, ad ogni insurrezione del proleta
riato contro la tirannide capitalista?
E può egli essere altrimenti? Il regime
borghese non ha soltanto asservito al
solco dei suoi campi, alla torbida galera
delle sue miniere, dei suoi bagni indù
striali i nostri omeri incurvati, le nostre
braccia schiave; ha aggiogato, cieco di
pregiudizii e di devozioni aberrate, l'ani
mo, il cervello, la fede dei poveri lavora
tori alla sua morale, ai suoi codici, ai suoi
idoli impastati di menzogna e di canniba
lismo. Non è quindi a meravigliare se, sviati,
i paria non sanno ritrovare le vie della
risurrezione e della salute neppur quando
-I : 1 . 1
ai giorni ai parossismo i arrugauia
.ghese strappa incautamente, brutalmente
dai loro occhi la benda ingannatrice.
Così ad onta delle . provocazioni essi
persistono, nella calma, a dispetto delle
sopraffazioni confidano nella legge, a di
spetto dell'arbitrio sperano nell'autorità.
L'autorità e la legge! meriterebbe dav
vero il conto di discorrerne.
Autorità e legge si sarebbero mosse
spontanee, sollecite, terribili ad imporre
sanguinose espiazioni se la cartuccia di
New Castle invece di mandate in ischeg
gia cinque capanne di scioperanti avesse
frantumato i vetri nell'ufficio dell' Utah
Fuel Co. e se avvisatisi un bel dì i mina
tori che del loro lavoro s'alimentano esclu
sivamente le casse, i dividendi e le fortu
me degli sfruttatori e procedessero ad un
esemplare, legìttima espropriazione, au
torità e legge non dormirebbero sulla ca
vezza ed al temerario esperimento dareb
bero soluzione così prontamente così fe
rocemente suggestiva da precluderne per
sempre il tentativo.
Le forche di Chicago, le stragi di Cro
ton, di Homestead e delPIdaho sono am
monimenti di ieri.
Non si rizzeranno le forche, non echeg-
gierà la fucilata pei sicari che a Segundo
fecero macello dei minatori inermi, che a
New Castle ne arroventarono il nido, che
a Scofield, connivente l'autoiità, complice
. la legge ne rovesciarono sulla strada la
miseria, le donne ed i figliuoli.
L'autorità e la legge qualunque au
' torità, qualunque lègge , in qualunque
tempo, in qualunque paese sono state,
saranno sempre espressione, strumento,
arma di sfruttamento, d'oppressione e di
tirannide di classe.
I minatori del Colorado e dell'Utah vi
possono ingenuamente crederne, possono
ingenuamente attenderne la giustizia e la
salute assicurandosi colla rassegnazione e
colla pazienza le felicitazioni dei furbi e
la simpatia degli eunuchi.
I padroni per consolarsene si sono as
sicurato qualche cosa di più positivo: si
sono assicurata la miniera a cui autorità
e legge sono gendarme ed arca.
G. PlMPINO.
Manutengoli
Il Tribunale di Roma a cui erano stati
deferiti come responsabili d' omicidio col
poso il Direttore delle Carceri di Regina
Coeli, il medico dello stabilimento, il capo-guardia
ed alcuni aguzzini minori del
le stesse carceri' con senten 'a 2 Dicembre
corrente ha, per inesistenza di reato, assol
to tutti gli imputati.
I fatti sono troppo recenti, troppo no
tor?, perchè noi abbiamo a ripeterli qui.
Un marinaio, Giacomo d'Angelo, era stato
mesi sono arrestato a Fiumicino in segui
to ad attriti col suo padrou di barca e
tradotto alle carceri di Roma. -
Arbitrariamente arrestato, illegalmente
detenuto il; d'Angelo aveva protestato e
- come tutte le protoste che osano rom
pere il cupo silenzio dei penitenziario
la sua fu soffocata con uno di quei mezzi
spicciativi che paiono esclusivo privilegio
della santissima Inquisizione e della ba
era Romana Rota, di epoche nel tempo
e nella barbaria lontane mentre sono in
realtà consuetudine viva ed attuale di
tutti i sistemi penitenziarii del nostro
mondo civile.
Insaccato nella camicia di forza, strin
rrato ad un pancaccio di sicurezza, immo
bilizzato tra i gambaletti, il povero d'An
gelo fu soffocato una triste notte in cui le
proteste della sua innocenza ribelle tur
bavano il sonno di un onorevole in galera
dell'onorevole Pahzzolo. r
Fu Uno scaldalo! L'indignazione popò
lare insorse spontanea e minacciosa chie
dendo luce e giustizia. Sospetti di con
nivenza, sotto l'anatema dell'esecrazione
pubblica, governo e magistrati iniziarono
inchieste officiose ed istruttorie domesti
che: la luce venne scialba, fosca di pe
nombre reticenti e misteriose; la giustizia
viene ora pure, ma per irridere scellerata
alla vittima ed alla pubblica coscienza.
Al principio dell'autorità e dell'ordine
umiliato sul banco dei reietti cenciosi re
cò sussidio di lóschi maneggi, di false te
stimonianze, di scaltre suggestioni, di pe
rizie bugiarde e di sollecite premure tutto
il canagliume burocratico salariato e pa-
. 1 - . -
gnoltista dei bargelli, dei lacchè, dei gian
nizzeri che alla greppia delle patrie isti
tuzioni s'arrotondano di prebende, d'im
pudenza e d'impunità.
Gli assassini di Giacomo d'Angelo fa
rono assolti mentre sotto le volte tetre dei
Filippini rompevasi echeggiando Tinge
hua invocazione della vecchia madre del
pòvero assassinato: rendetemi giustizia!
giusitzia voglio!
Giustizia? Ma per chi e contro chi?
Contro tutto l'ordine costituito?, contro
la maestà della legge e contro il prestigio
delle istituzioni? contro i custodi dall'or
dine della sicurezza e della pace sociale?
Per un cencioso, per un paltoniere, per
un oscuro mozzo di barca senza scarpe
senza nome, senza pane, senza lavoro?
E volete, poveri vecchi disfatti a cui
ammazzarono il figliolo, volete che pr la
nuda miseria della sua memoria e per la
nuda miseria della vostra vecchiaia 1 giù
dici dello Stato buttino su questo, sui suoi
sacerdoti, sui suoi pretoriani, colle mani
salariate, un anatema d'infamia, una con
danna d'assassinio?
CaseriD, Angiolillò e Bresci vi mo'stra
rono per quali vie s'incontri la giustizia
pei morti del popolo: quell'altra si prosti
tuisce pei lupanari giudiziari! a Tanlon
go, a Palizzolo, a Bettolo ed a Giohtti.
il sole risplenda sulla poltroneria umana;
là come qui.
Il 21 Aprile scorso a Stanford City, W.
Tirginia, John Harless, un minatore in
isciopero, veniva assassinato da un pa
drone John Laing e da uno scabs, Ste
wart Hur. Veniva assassinato proditoria
mente con due revolverate nella schiena.
Come pel fatto di Roma fu anche qui una
convulsione, una tempesta furiosa dell'ira
popolare, invocante come la povera madre
del d'Angelo, giustizia pel povero mina
tore assassinato: e qui come a Roma l'au
torità fece inchieste ed istruttorie, promi
se luce completa, giustizia esemplare, ri
parazione solenne ed abbonacciò l'onda
minacciosa delle collere proletarielascian
do scorrere qui dove la giustizia è fret
tolosa e sommaria settimane e mesi
senza indire il processo.
Ora dopo nove lunghi mesi di gestazio
ne la giustizia borghese ha partorito e co
me sempre, come dappertutto, ha parto
rito l'infamia.
Il giudice Jackson ha assolto la scorsa
settimana da ogni imputazione il padrone
Laing e lo scab Hur, ì due assassini del
povero minatore. v
Berkmann e Czolgoz mostrarono anche
.luì per quali vie s'incontri pei morti del
popolo la giustizia, quell'altra si prosti
tuisce nei lupanari giudiziari! a Morgan,
a Baer, a Rockefeller a tutti ì clienti che
nel grembo impudico le buttano la man
cia ed il salario.
era forse un sovvertire totalmente ogni
gerarchia, un attentare al loro diritto di
rubare, domandare, per esempio, d'esser
pagati settimanalmente, voler comprare
da mangiare e procurarsi da dormire al
trove che nelle case affiliate alle Compa
gnie delle miniere?
G. PlMPINO.
fi A ...
La Spagna insegna
Si prostituisce a chi la paga dovunque
Dopo i massacri che saranno conosciu
ti nei loro particolari solo quando sarà
tolto lo stato d'assedio e abolita la cen
sura, lo sciopero di Bilbao, in Spagna,
è terminato in questi giorni con la vitto
ria degli operai.
Fin dal 1890. quando avvenne lo scio
pero ultimo precedente, il generale Lorna
ebbe a constatare che le catapecchie, ove
si ammassano a dormire i minatori, con-
verebbero meglio ai porci che agli uomi
ni. In questo angolo della Biscaglia esi
steva infatti il più raffinato sistema di
sfruttamento, organizzato m modo che lo
scarso salario dato dalle Compagnie agli
operai, era a questi ritolto indirettamente
per l'intermediario di commercianti com-
pletainente alla mercè ed al servizio dei
padroni. - -
Gli operai erano pagati a mese, elapa-
ga non era neppure regolare; bisognava
che essi l'attendessero perfino quaranta
giorni. Chè, se non si rassegnavano a
morir di fame prima di riscuotere il saia-
rio, la Compagnia "tutelare" veniva loro
in aiuto con qualche acconto; ma la mo
neta sonante è così rara nelle casse delle
indigenti e caritatevoli Compagnie mine
rarie, che l'acconto prendeva forma di
buoni su questa o su quel a casa di com
mercio designata e imposta dall operaio.
In cambio del buono, il commerciante of
friva mercanzia di ultima qualità, avaria
ta o nociva alla salute, con un aumento
di prezzo da quaranta al cinquanta per
cento.
Se l'operaio voleva scambiare il suo
buono con moneta sonante, il commer
ciante medesimo se ne incaricava prele
vando sulla compera dei buoni una rite
nuta del cinque per cento. I minatori più
miserabili, specialmente quelli che veni
vano da fuori, pagavano un'imposta usu
raia anche sul sonno; in cambio deibuoni
eiano accolti nei dormitori molto cari,
malgrado che, secondo l'espressione del
generale Lorna, convenissero meglio a
porci che ad uomini.
- la m 1
Così con meravigliosa coalizione di pi
rateria borghese, le Compagnie ed i com
mercianti complici ed associati tosavano
a sangue l'impecorito operaio.
Talvolta la pecora brontolava; aveva
l'audacia di lagnarsi e protestare, e s'av
venturava fino a delegare degli incaricati
che portassero ai padroni 1 eco del comu
ni dolori. Ila allora 1 padroni, coscienti
della loro dignità, rifiutavano brutalmente
di transigere e discutere coi loro servi, e
li cacciavano via non senza insolenza fton
Pure, a lungo andare i minatori hanno
perduta la pazienza; hanno abbandonata
la tattica della rassegnazione stupida e,
dichiarato lo sciopero "si lasciarono an
dare ai peggiori eccessi", come bxloì dirsi
ogni volta che le vittime riescono ad es
sere per un momento i pil forti. Tumulti
sanguinosi, fucilate, stato d'assedio: e il
generale Zappino fu incaricato di ristabi
lir l'ordine. Ciò non avvenne, naturalmen
te, senza qualche violenza, e prestole
carceri furono piene di gente stimata pe
ricolosa. Pure lo sciopero durò e i mina
tori, questa volta, s'ostinareno malgrado
tutto nella resistenza.
La stampa di Madrid era completa
mente favorevole agli operai, di cui espo
neva le condizioni di lavoro con tutte lo
tristi conseguenze, i padroni di Bilbao
erano abbandonati perfino dai giornali
borghesi. Questi -avevano in principio ri
fiutato ogni colloquio coi delegati operai
e dicevano di voler esaminare soparata
mente le proteste individuali, e ciò solo
dopo la ripresa del lavoro. , .
In capo a qualche tempo fecero un'al
tra proposta: i minatori riprendessero
prima il lavoro, e poi avrebbero ciascuno
con una dichiarazione scritta dimandato
d'essere pagati a settimana, a quindicina
o a mese. Il sistema che risultasse voluto
dalla maggioranza sarebbe stato adottato
per l'avvenire. Il capitano generale Zap
pino trovava questa soluzione molto buo
na, e insistè molto perchè i delegati ope
rai la accettassero; prometteva inoltre che
gli operai sarebbero consultati per mezzo
dell'autorità militare senza che potessero
immischiarvisi gli industriali o i loro di
pendenti. I minatori rifiutarono il proposto acco
modamento, giudicarono poco utile con
segnarsi, così, mani è piedi legati ai pa
droni: la questione dei salari meglio sa
rebbe stata tiattata in una assemblea de
gli scioperanti che del resto, avevano ab
bastanza chiaramente detto quali fossero
in proposito la loro opinione e la loro in
crollabile volontà. Per il che lo stesso ca
pitano generale non seppe trattenersi dal
dire loro: "Non capisco come mai vi cre
dono degli imbecilli; voi potete dar le
zioni a molti che passano per molto furbi!"
.
Venuto a mancare ogni tentativo di ac
cordo, l'autorità militare comprese che
decisamente gli scioperanti erano i più
forti ed i più abili, e domandò nuova
istruzioni al ministro della guerra. La ri
sposta non tardò molto: il governo rico
nosceva pienamente giustificate le esigen
ze dei minatori ed invitava il capitano ge
nerale ad imporne l'accettazione alle com
pagnie delle miniere. E l'affare fu presto
regolato.
Il capitano generale Zappino non fece
imprigionare, nè fucilare alcun padrone;
si limitò semplicemente a prevenire quei
signori delle Compagnie che, se non aves
sero ceduto immediatamente, egli avreb
be ritirato tutte le truppe dai distretti
minerari e lasciato senza alcuna difesa le
miniere e le fabbriche.
Questa semplice dichiarazione di neu
tralità governativa bastò a terrificare gli
intrattabili signori della Biscaglia; sape,
vano bene costoro che rimanere senz'ai
tro faccia a faccia con gli operai, i quali
mostravano di voler risolvere molto per
le spiccie le quistioni' di lavoro, vo èva
dire la propria scomparsa immediata. E
cedettero.
Vollero salvare le apparenze; e dissero
di . cedere non perchè obbligativi dagli
onerai, ma per non esser causa di nuovi
disordini: però, nel fatto, cedettero su
tutti punti.
I minatori ritornareno al lavoro.il due
novembre alle condizioni da essi volute:
v paga settimanale a" cominciare dal prime
gennaio venturo, libertà per gli operai di
procurarsi vitto e alloggio dove vogliono
ispezione sulla vendita delle derrate ali-

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