OCR Interpretation


Cronaca sovversiva. [volume] (Barre, Vt.) 1903-1920, December 17, 1904, Image 1

Image and text provided by University of Vermont

Persistent link: https://chroniclingamerica.loc.gov/lccn/2012271201/1904-12-17/ed-1/seq-1/

What is OCR?


Thumbnail for

AlilTD IL
KUMEI10 51
Ebdomadario anarchico
di propaganda rivoluzionari
CRONACA
bonamento annuo per I interno e per r estero, $1.00
emestre " " " " - .50
Ut redesi miseris abeat fortuna superbis!
I manoscritti non si restituiscano
Reda'ione ed Amminittra-ton, P. O. Box I, Barre, tft.
SATTJRDAY, DECEMBER 17:1904.
3BARRE, VERMONT.
SABATO, 17 DICEMBRE 1904.
"Se non ci
il Parlamento
Ho un amico parlamentarista. Nes
suno meglio di lui ricorda i nomi e le
gesta dei deputati dj estrema sinistra
nei varii Parlamenti europei; conosce
il regolamento quanto il Presidente
della Camera e sa spegarvi le diffe
renze essenziali che corrono fra un'in
terrogazione è una interpellanza, il
fatto personale e la spiegazione del
voto, l'ordine del giorno e la mozione;
ha tremato di paura quando il lanter
none di 'Montecitorio-' minacciava di
crollare, ed ha vissuto in uno stato
d'animo indescrivibile durante la cam
pagna ostruzionista.
I resoconti parlamentari sono il suo
pane intellettuale di tutti i giorni, e
durante le vacanze parlamentari i gior
nali quotidiani non sanno più interes
sarlo; leggerebbe, se sapesse dove,
procurarseli! resoconti dei vari Con
sigli municipali. É un uomo sincero e
modesto, posso dunque assicurarvi che
non ha mai sognato di occupare un
pòsTò'" di legislatóre n èj Panarne rito
del suo paese e di esservi altrettanto
eroico quanto i deputati che egli ama.
Ho cercato di interessarlo alle no
stre idee sulla tattica, di fargli condivi
dere le nostre critiche di principio e di
fatto al metodo parlamentare. Tempo
perso; tutte le sue risposte mi ripete
vano con parole ed esempi diversi l'i
dentico argomento, "se non ci fosse
il Parlamento..... tutte le iibertà sareb
bero spaventose, l'ignoranza sarebbe
generale, la civiltà non avrebbe fatto
nessuno progresso".
"La legge tale egli giungeva a
dirmi ha largito alla Francia la li
bertà di stampa, di riunione, di asso
ciazione. Se il Parlamento non l'aves
se votata.... tutte queste libertà non
esisterebbero".
Gli ho rammentate quante rivolu
zioni, quale magnifico movimento d'o
pinione pubblica in favore delle libertà
di stampa, di riunione, di associazione
abbiano preceduto in Francia la legge
di cui mi parlava; ho cercato di fargli
capire come questa legge non fosse
che la sanzione tarda, incompleta di
queste agitazioni extra-legali e ten
desse a limitare la portata delle vitto
rie podolari. Tempo arciperso!
"Le libertà mi rispondeva egli
trionfalmente esistettero nel diritto
pubblico solo quando il Parlamento le
ebbe promulgate; dunque le rivoluzio
ni e le agitazioni furono inefficaci ad
ottenere la libertà che, dopo una di
scussione serena e competente, i de
putati seppero votare".
E così per ogni argomento: igiene
del lavoro, libertà politiche, ecc.
L'amico mio é, come i lettori ve
dono, parlamentarista coerente; non
conosce della storia europea che le
discussioni parlamentari é ragiona co
me.... un deputato in cerca di voti.
Non posso né voglio imporgli di
studiare la storia in maniera positiva,
ed ho rinunciato a fargli comprendere
quale errore di logica commetta! ra
gionahdo come egli fa. Sarebbe asso
lutamente inutile; egli si trova infatti
nell'identica e dolorosa situazione nel
la quale suol trovarsi il credente sìn
cero. Facciano i lettori con me una
ipotesi che non é inverosimile. Un
cattolico convinto passa un giorno da
vanti ad una delle tante immagini di
madonna o di santi, esposte nelle stra
de d'Italia, e dimentica contro ogài
abitudine di levarsi il cappello e di fa
re il segno della croce; non se né ac
corge continua la propria strada.
Dopo pochi minuti i rompe una gam
ba o perde il portafoglio. Riflettendo
sulle proprie disgrazie, ricorda, colle
occupazioni della giornata e colle stra
de che ha seguito, la propria dimenti
canzi e ragiona cosi: '
"Mi sono rotto una gamba od ho
perduto li portafoglio "dopo" che di
menticai il segno della santa croce,
dunque.... ho queste disgrazie "per
ché" non ho fatto il segno della santa
croce". -' : ' . ;:V;?"
E provino i lettori, se incontrar
un tipb'stmìlerà persuadérlo che hatf
torto. '
Il parlamentarista e il credènte com
mettono con parolee in condizioni di
verse lo stesso errore di logica: dopo
ciò, dunque a càusa di ciò (post hoc, er
go propter hoc).
Questo stato d' animo dell' amico
mio mi impediva di fargli compren
dere in tale maniera l'inutilità della
lotta parlamentare e i danni e i pre
giudizii che ne conseguono; bisognava
dunque tentare un altro metodo.
, "Se non ci fosse il Parlamento, egli
mi diceva, voi anarchici non potreste
esporre liberamente le vostre idee an
tiparlamentari" Tale argomento implica per avere
un valore tre condizioni:
i che vi sia realmente ora la li
bertà di propaganda per gli anarchici;
2 che anarchici abbiano esistito
prima del periodo parlamentare e non
abbiano avuto quella libertà di cui ora
godrebbero;
3 che il . ragionamento post hoc
ergo propter hoc sia esatto.
Questo argomento però mi suggerì,
all'infuorì della risposta che compòrta,
l'idea di convincere l'amico mio con
un altro metodo di discussione. L'e
spongo ai lettori come lo sviluppai,
servendomi degli avvenimenti recen
tissimi. Il Parlamento esiste, e il procurato
re del re a Mantova sequestra la Con
quista del Pane di Kropotkine, pub
blicata liberamente tino in Ispagna; i
meetings anarchici sono proibiti, se
questrati i giornali, arrestati i propan
disti e i redattori.
Il Parlamento esiste, e, senza le pro
teste dei deputati di estrema sinistra e
col voto óU Millerand, si processa in
Francia il Comitato Federale delle Ca
mere del Lavoro, per aver pubblicato
un opuscolo di propaganda antimilita
rista, Le nouvsau Manuel du Soldat.
Il Parlamento esiste in quasi tutta
l'Europa, e i deputai id'estrema vi
pronunciarono recentemente dei di
scorsi eloquentt e commoventi sui
massacri detdi Armeni e dei Macedo
ni. .Le signore nelle tribune piansero,
i lettori dei resoconti parlamentari fu
rono contenti dei loro deputati, ed il
Sultano continua allegramente sotto
la protezione dei governi europei re
sponsabili di fronte al parlamento, i
delitti e le estorsioni.
Il Parlamento esiste, e gli arma
menti si accrescono ogni giorno per
affamare le nazioni.
Il Parlamento esiste, e le leggi sul
l'igiene del lavoro sono violate abi
tualmente, dove non esiste una forte
organizzazione operaia.
Moltiplicai gli esempiii, e l'amico
mio ne parve scosso. Per non lasciar
gli tempo di ripon e nel referendum la
stessa fiducia e le stesse qualità di giu
stizia, civiltà, ecc., che egli ' attribuiva
al Parlamento, gli esposi quali risultati
diede, in Isvizzera, l'ultima applicato
ne dei referendum. r
Il Parlamento svizzero aveva vota-
tato nuove tariffe doganali p?r ottenere
nuove tasse in vista di nuovi arma
menti; tali tariffe avrebbero resi Vnolto
pili cari i generi di prima necessità e
non sarebbero state apparentemente
utili che ad una classe di cittadini.
Sottoposte al referendum esse furono
accettate da 300,000 elettori e respin
te da 200,000, in maniera che 200,000
cittadini e loro famiglie debbono su
bire la volontà dei 300,000. L' ingiu
stizia diviene tanto pili evidente se si
pensa che 9 cantoni ne rifiutarono Jle
tariffe e debbono tuttavia sopportarne
le conseguenze, avrei continuato ma
l'amico m'interruppe per dirmi:
"Il Parlamento fu utile nel passato
e deve essere utile ora. Se non ci fos
se stato e non ci fosse il Parlamento,
gli altri metodi d'azione che tu preco
nizzi non sarebbero possibili".
Errore madornale quanto mai, e,
per riconoscerlo, basta ricordarsi che
il Parlamento non conta nemmeno 60
anni di vita, mentre la lotta per la li
bertà e pel benessere si continuò inin
terrotta in tutte le epoche della storia.
''E poi, perchè non servirsi del Par
lamento?." egli soggiunse.
La discussione finiva con queste
parole; a che scopo continuarla? L'a
mico mio appartiene alla categoria,
ancora troppo numerosa di persone,
le quali credono a dio e al diavolo, al
la scienza ed alla religione, alla lotta
diretta e al parlamentarismo. "'Il dia
volo è impotente contro la volontà di
dio, dice qualche credente, ma se po
tesse farmi del male, perchè non pro
piziarmelo?" "Dio non esiste, dice
qualche libero pensatore, ma se esi
stesse, perchè non andare in chiesa?
Costa così poco!" "Il Parlamento é
inutile, dicono alcuni, ma perchè non.
esercitare un diritto (?) acquisito?"
Le due prime incoerenze sono trop
po assurde ed evidenti, perchè valga
la pena di confutarle.
Chi é parlamentarista per esercitare
un preteso diritto acquisito, dimentica
che il tempo impiegato per compiere
un atto inutile, non può servire per
un'opera utile; che egli propaga inol
tre i pregiudizi! e le illusioni necessa
rii per allontanare dall'unione efficace
gii operai e addormentarli nelle vane
speranze suscitate dal metodo parla
mentare. La fiducia nell'opera d'altri
é quasi sempre la confessione coscien
te o incosciente della sfiducia nell'o
pera propria. -
Il Parlamento, dunque, inutile per
gli operai, é ut 1 pei borghesi.
M.
,.n-i.n'u,ii.'i('i.i,iM.iS'i.isi'
ili nostro ideale
Sovente, i nostri avversari ci rim
proverano di essere troppo materiali
sti. Abbiamo, è vero la debolezza di
r pensare al nutrimento, perché spesse
volte ri è mancato; esso manca ora a
milioni di nostri fratelli slavi, ì sudditi
à$z&mza, . mllfoai; ,d !.i udiaais? 1 cUl i ri
di . Sua Graziosa Maestà Vittoria(i-), e
a milioni d'altri ancora; ma al di là del
pane, al di là del benessere e di tutte
le ricchezze collettive che può procu
rarci la messa in opera delle nostre
campagne, vediamo sorgere, lungi, da
vanti a noi tutto un mondo nuovo, nel
quale potremo pienamente amarci e
soddisfare questa nobile passione del
l'Ideale che gli amanti eterei del bel
lo, sfidando la vita materiale, dicono
essere la sete inestinguibile del loro
animo! Quando non vi saranno più
"né ricchi, né poveri, quando il fame
lico non avrà più da guardare il ven
truto soddisfatto con occhio invidioso
l'amicizia naturale potrà rinascere fra
gli uomini, e la religione della, solida
rietà, soffocata oggi, prenderà il posto
di questa religione vaga che disegna
delle immagini fuggenti sui vapori dei
cielo.
La rivoluzione terrà largamente le
promesse-; essa rinnoverà le sorgenti
della vita, lavandoci dal contatto im
puro di tutte le polizie e liberandoci
infine da queste vili preoccupazioni
del danaro che avvelenano la nostra
esistenza. Allora soltanto ciascuno po
trà seguire liberamente la sua via; il
lavoratore compierà l'opera che gli
conviene; l'indagatore studierà senza
preconcetti; l'artista non prostituirà
più il suo Ideale di bellezza per il pa
ne dello stomaco e tutti, finalmente
amici, potremo realizzare d'accordo le
grandi cose intravviste dai poeti.
Allora, senza dubbio, si rammente
rà qualche volta il nome di coloro che,
colla loro propaganda attiva, pagata
coll'esilio o la prigione, avranno pre
parata la società nuova.
Eliseo Reclus.
(1) "Rammentiamo che queste parole fu
rono dall'i- scritte nel 1897.

xml | txt