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Cronaca sovversiva. (Barre, Vt.) 1903-1920, October 15, 1910, Image 6

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6
CRONACA SOVVERSIVA
menti di Sua Eccellenza senza curarsi di
salutare gli ufficiali che incontravano al
passaggio. Costoro entravano nei loro
uffici col revolver carico ed avendo cura
di chiudere per bene le porte a chiave,
tanto temevano la rivolta dei soldati.
"Durante la giornata del 28, furono
incendiati altri conventi ed altre chiese,
vi ebbero alcuni scontri fra il popolo e la
forza armata, sopratutto nei sobborghi.
Nelle strade dell'interno ddla città, cir
colavano delle compagnie di fanteria e
squadroui di cavalleria in un'attitudine
tutt' affatto passiva. Molte donne del po
polo davano da bere e da mangiare a
soldati e gli uomini li invitavano a ,bere
ed a fumare.
"Si sarebbe potuto facilmente impos
sessarsi del Palazzo di Città e far prigio
niero il capitano generale. In breve, si
sarebbe potuto fare tutto quello che si
voleva "
Perchè noi fecero ? Perchè non procla
Francisco Ferrer davanti agli inquisitori.
L'agguato
Srivendo intorno al processo che con
dusse Francisco Ferrer alla morte, se
guendo le orme della quasi unanimità di
coloro che ci precedettero in tale studio,
ci sarebbe facile dimostrare cli3 il fonda
tore della Scuola Moderna non fu giusti
ziato, ma assassinato per mano di un tri
bunale militare ispirato, nella sua op:ra
di vendetta, dall'elemento ultra reaziona
rio. dai preti; ci sarebbe facile conclude
re colla dimostrazione dell'innocenza di
colui che volle la redenzione dell'umani
tà redimendo la scuola. Una dimostrazio
ne di tal genere, se può piacere alla mas
sa radicale ed anticlericale, cioè a coloro
che si compiacquero uti anno fa a levare
alta la voce e sfruttare un momento ec
cezionale di indignazione popolare, non
può piacere a noi che amiamo vedere in
Ferrer non l'innocente (giuridicamente
parlando), ma il colpevole, non la vitti
ma casuale, ma il ribelle spezzato nel
momeuto vivo della lotta, non il santo
degno di trovare adoratori, ma l'uomo
degno di trovare degli imitatori, dei con
tinuatori che sappiano raccogliere le fila
sparse dell'opera troncata dal piombo,
nel fossato di Santa Eulalia, e condurla
a buon fine. Gl'innocenti, le vittime ca
suali possono servire al canagliume radi
caloide, agli eunuchi di un anticlericali
smo bottegaio, ai borghesi in fregola di
un volterrianismo larvato, noti a noi,
non a noi che amiamo i ribelli e sopra
tutto le ribellioni che sanuo suscitare.
Dunque, se, nella rapida corsa che fa
remo tra i documenti ufficiali del pro
cesso Ferrer, non troveremo tracce di
colpabilità giuridica, non saremo noi ad
apportarla, sostituendoci al procuratore
generale, ina ci limiteremo a rilevare ed
a denunciare i mezzi che servirono agli
sgherri del tribunale militare per giun
gere alla redazione della sentenza di'
morte.
Sedata la rivolta di Barcellona, soffoca
ta nel sangue di centinaia di ribelli, il
governo di Maura diede libero sfogo alla
sua sete di vendetta. Visto che il caratte
re principale della rivolta era stato: l'op
posizione alle mene guerresche del mon
do finanziario e la demolizione delle chie
se e dei conventi, non tardò, con un ra
ziocinio degno della Sacra Compagnia di
Gesù, a far accusare dalla stampa offi
ciosa, Francisco Ferrer quale principale
responsabile della rivolta. Il Ferrer che
nel frattempo s'era nascosto in luogo si
curo, vedendo specificata l'accusa lancia
ta contro di lui, malgrado le insistenze
dei suoi amici, volle presentarsi sponta
neamente al fiscale del tribunale supre
mo; ma riconosciuto per istrada fu, la
notte del 31 agosto, arrestato e condotto
marono la repubblica, come era desiderio
di alcuni ?
Ahimè ! Nelle principali città della
Spagna e nei piccoli centri, il movimento
era fallito. Il Comitato lo sapeva e volle
evitare una carneficina. Ila fatto bene ?
ha fa'.to male? Risponda chi vuole.
Noi vogliamo solo qui registrare i fatti.
Da questo momento incornine ò la re
pressione. Essa, fu terribile, feroce. Men
tre il popolo si riuuiva festante e fiducio
so nella vittoria, le truppe, passive pri
ma, e la polizia sparavano sulla massa,
seminando il suolo di cadaveri e di fe
riti. I tribunali di guerra fecero il resto :
in due settimane, terminarono l'istruzio
ne di oltre mille processi. Le prigioni ri
gurgitarono di prigionieri, come ebbe a
confessare poco dopo lo stesso ministro
dell'interno.
E Ferrer? Di Ferrer, del suo pro
cesso e della sua morte diremo in altra
parte.
giudiziario
davanti al governatore di Barcellona pri
ma, poi al Carcel Modelo in attesa del
processo, che si svolse il 9 ottobre.
Così l'istruttoria del processo durò 39
giorni, condotto dapprima dal coman
dante Vincente Llivina y Fernandez, in
di dal comandante Valerio Raso, una
specie di "Becerra del Toro di cattiva
memoria", come scrisse l'imputato stes
so. Durante questo tempo, i due coman
danti, interrogarono migliaia di persone,
arrestate o non, compulsarono una quan
tità grandissima di documenti sequestra
ti a Mougat, al mas Germinili, abitazione
del Ferrer, nel corso di due perquisizioni
minuziose, e, conforme alla requisitoria
del fiscale (accusatore pubblico davanti
al Consiglio di guerra), mandarono l'im
putato davanti alla giustizia militare sot
to l'accusa di ribellione a mano armata,
in applicaziore degli articoli 243 del Co
d;ce penale ordinario, 237 del Codice di
giustizia militare. Di fatto, secondo le
leggi spagnole, la ribellione a mano ar
mata è considerata come un delitto mili
tare, (regalo fatto alla Spagna dal mini
stro liberale Moret, nel 1890.) Diremo
inoltre che il Codice di giustizia militare
è quanto di più mostruoso possa concepi
re la mente di un inquisitore. Basti cita
re: l'art. 145, il quale stabilisce che l'ac
cusato di un delitto militare non può
scegliere un avvocato di sua fiducia, ma
deve designare come suo difensore un uf
ficiale sopra una lista preventivamente
preparata; l'art. 553, dice: "Soli saran
no ammessi i mezzi di prova i quali, se
condo l'inchiesta, sono di natura a chia
rire i fatti the formano l'oggetto dell'ac
cusa e le responsabilità incorse, senza
che vi abbia luogo di ritenere quelli che
non si basan 3 sufficientemente sugli in
dizi già forniti dall'istruzione"; l'art.
563, avverte che il difensore non può
consultare il dossier che quando l'istru
zione è chiusi, e non ha che un periodo
di 24 ore per il suo studio; l'art. 596 in
fine, stabilisce che non vi ha ricorso
possibile per l'accusato, per il semplice
fatto che questo non conosce la sentenza
se non quando è divenuta definitiva.
Potremmo spigolare ancora fra gli ar
ticoli del Codice di giurisdizione militare
riguardanti le garenzie accordate agli
accusati; ma, a che prò'? Gli articoli
menzionati dimostrano abbastanza il fun
zionaménto di questa moderna inquisi
zione. lvntriamo piuttosto nel vivo del pro
cesso. Diamo uno sguardo all'atto d'ac
cusa. Esso incomincia col ricordare le
dichiarazioni del capo di polizia di Bar
cellona. Riportiamole : "Questo magi
strato ha avuto l'occasione di rendersi
conto del lavoro costante degli elementi
anarchici, il quale è stato del resto favo
rito spesso dal partito repubblicano avan
zato. Ferrer Guardia è un anarchico fer
vente, grande propagatore d'idee di que
sto genere e che sostiene qui la Scuola
Moderna per inculcare codeste idee nella
gioventù... Dopo l'epoca dell'attentato)
Morrai, ha fatto numerosi viaggi a Lou
dra per mettersi in relazione coi rivolu
zionari di marca e cogli anarchici più
noti: poi rientrò a Barcellona, ove si tro
vava al momento in cui scoppiarono i
torbidi, per una coincidenza strana o
naturale date le sue relazioni col gior
nale El Progreso del quale è nota la
campagna."
Per smentire queste dichiarazioni, ba
sta ricordare che in nessun momento la
Ecole rénovfe, diretta dal Ferrer e redat
ta da Charles Albert, rivista di pedago
gia pratica, ricercava unicamente i meto
di meglio appropriati alla psicologia del
fanciullo, nei diversi rami dell' insegna
mento; che mai pubblicò articoli anticle
ricali o antireligiosi; e basta ricordare le
lettere che il Ferrer scrisse a Tarrida del
Marmol a Londra, a Charles Albert a
Parigi, a C. A. Laisant a Parigi, a A.
Naquet a Parigi, a Ch. Malato, lettere
scritte alla vigilia del movimento di Bar
cellona e che dimostrano come l'autore
si occupasse allora specialmente della
Scuola Moderna e dell'edizione di varie
opere.
E continuando, l'accusatore, dice che
non volle inquisire "nè l'incendio di un
convento determinato, nè la distruzione
di tale o tal altro edilìzio, nè quello di
tale o tal'altra linea telegrafica", ecc.,
ma inquisire "nel suo germe stesso il
movimento rivoluzionario" e trovare le
cause che gli d edero vita "e, per afferra
re coloro che lo prepararono, riunire tut
ti i fatti parziali che lo costituirono, on
de farne una grande sintesi che permet
terà a tutti di consideralo come un tut
to organico e omogeneo... Sicuramente,
ciascuno di questi fatti ha avuto i suoi
autori materiali, ma è egualmente certo
che fino a questo momento, questi autori
ci sono ignoti... Per conseguenza non vi
ha altro partito a prendere... che dichia
rare sussidiariamente responsabile di tali
fatti, in materia criminale e civile, il
prevenuto Ferrer Guardia come capo
principale della ribellione".
Non si potrebbe confessare più chiara
mente che, malgrado la buona volontà
del giudice, nessun carico materiale ha
potuto essere ritenuto contro Ferrer.
Per dimostrare che l'accusato era ve
ramente il capo della ribellione, il fiscale,
riporta la testimonianza di una sessanti
na di testimoni iutesi durante l'istruzio
ne. E' immensi maggioranza di essi non
vale la pena di confutarli: non sono che
dicerie, le quali trovarono la loro confu
tazione nella formula felice trovata dal
difensore, capitano Galceran: "Piaccia
al Consiglio di considerare che questa
magnifica prova testimoniale si ricondu
ce a delle supposizioni basate su dei ru
mori." Resterebbe da discutere le depo
sizioni dei repubblican. lerrouxisti, Ma
nuel Moya, Narciso Verdaguer Callis,
Emiliano Iglesias, Baldomero Bonet e
Lorenzo Ardid. Ma, a togliere ogni valo
re alle deposizioni di questi signori, sta
il fatto che in codesto momento i suddet
ti partigiani del repubblicano Lerroux si
trovavauo in lotta aperta contro la Solida
ridad Obrera favorita dal Ferrer, ciò che
li indusse ad una bassa quanto vigliacca
vendetta, della quale furono esponenti
principali Juan Puig Llarch, presidente
del Comitato repubblicano di Masnou e
Domingo Casas, alcade di Premia.
A sostegno di queste t stimonian
ze incerte e tendenziose, 1' accusatore
pubblico come prova riporta un' auto
biografia di Ferrer pubblicata dall'Al
manacco Illustrato del Libero Pensiero
Internazionale ( Bruxelles, 1908 ), un
proclama manoscritto ai liberi pensatori
del Congresso di Madrid del 1892, una
circolare dattilografata tróvata(?)durante
una seconda perquisizione fatta al Mas
Germinai, una lettera di Ferrer a Odon
de Buen. Orbene, questi 4 documenti so
no vittoriosamente distrutti dalla difesa:
il primo è di natura a distruggere ogni
accusa di ribellione rilevata contro l'ac
cusato, il secondo fu già scartato duran
te il processo fatto al Ferrer per compli
cità nell'attentato Morrai, il terzo non
proviene dal Mas Germinai, ma dalle of
ficine della polizia ed è quindi un falso,
il quarto è reso tendenziosio dall'inter
pretazione capziosa datagli dal fiscale.
Resa così l'accusa, è facile vedere tut
ta l'ignominia del processo Ferrer. Di
fatti, è basato sopra un'accusa delle più
vaghe, è poggiato sopra dei sì dice e dei
ritengo incontrollabili, sopra testimonian
ze sospette e documenti falsamente
interpretati, e sopra dei falsi reali. Ovun
que si guardi non è possibile trovare la
prova materiale che deve condurre l'im
putato alla condanna e alla morte.
Ma non basta. Per rendere più odioso
questo processo e più facile la sente n.a
di condanna, l'autorità: 1) esilia Soledad
Villafranca, Jose Ferrer, Cristobal Li
tran, Anselmo Lorenzo, sua moglie e
due sue figlie, tutte persone atte a di
struggere l'accusa; 2) confisca gli abiti
dell'imputato per renderlo ridicolo in un
costume inadatto; 3) cambia il giudice
istruttore quando s'accorge che è troppo
equanime; 4) non permette al Ferrer di
completare lesue dichiarazioni; 5) comu
nica alla stampa i documenti del proces
so più sfavorevoli all'imputato, malgra
do il segreto dell'istruzione; 6) rifiuta
all'avvocato di Ferrer di documentarsi;
') confisca i documenti inviati per posta
al difensore; S) non cita i testimoni a di
scarico; 9) per giudicare l'imputato sce
glie degli ufficiali che avevano preso par
te alla repressione della rivolta di Barcel
lona; 10) dopo la condanna, per assassi
nare il condannato prima che l'indigna
zione popolare si faccia intendere, fa di
ramare ai giornali una falsa informaio
ne dell'Agenzia Ilavas.
Che dire poi dei rapporti dell' Assesso
e e- rdell' Uditore Generale, letti in se
greto dopo la chiusura del processo, in
camera: di deliberaione? Essi sono sem
plicemente rivoltanti. Un accenno è più
che sufficiente a darne un'idea. "Siamo
autorizzati -- ha scritto l'Assessore a
riprovare dei mezzi di difesa dei quali il
solo e unico scopo è d'impressionare la
galleria e che sono illeciti, essendo delle
armi di cattiva lega".
Basta; simili mostruosità sono degne
semplicemente di quella Santa Inquisi
zione della quale la Spagna, e non solo
la Spagna, contri an ora numerosi figli.
Chiudendo questo rapido 1 sanie del
processo del fondatore della Scuola Mo
derna, non saremmo equanimi se 1:011
rendessimo giustizia al valoroso difenso
re, il capitano Francisco Galceran Ferrer,
dicendo che fu di una grande abilità e
sopratutto di una grande sincerità e se
non riportassimo almeno l'ultima parte
della sua arringa.
"Signori disse mi riassumo. Fran
cisco P'errer y Guardia, perseguitato pel
le sue idee razionaliste, spinto, scosso,
fino all'ultima estremità, avviluppato in
un crimine abbominevole, forzato a chiu
dere le sue scuole, insultato ogni giorno
dai partiti inferociti, non acconsente nè
a sottomettersi nè a domandare grazia.
vSe invece di agitare le masse fa la loro
educazione, se dà agli uomini l'impulso
e il movimento verso la luce del pensie
ro, mostra in questo modo il vero scopo
dell'umanità, accomoda e distribuisce la
scienza come la sola arnia della rivolta.
"Se abbiamo visto che non ha preso
parte alla rivolta militare nè come capo
nè come attore, perchè non proclamere
ilio noi la sua assoluzione? Rendiamogli
la libertà, rendiamogli i suoi beni, e per
mettiamogli, fra gli abbracci della fami
glia, d'andare a raccontare sulla terra
dell'esilio come si rende la giustizia nel
l'Iisereito. "Non vi nascondo che così si troveran
no per dubitare del nostro coraggio delle
persone acciecate dall'odio, coloro i quali
non comprendono la giustizia senza pu
nizione ; ma la nostra giustificazione non
si farà attendere, e i ciechi d'oggi ap
plaudiranno alla vostra fermezza.
Antonio Mauet, fucilato a Motjnich.
"E se, per loro sfortuna, la luce della
giustizia ha cessato d'illuminarli, sap
piate che gli applausi dell'opinione pub
blica sono pieni d'amarezze e preparano
i rimorsi ; è in rivincita un compenso
vantaggioso l'applauso della coscienza.
"Ascoltatela. Non domando nulla".
Liank.
P.S. Per redigere queste note ci siamo valsi di
uno studio giuridico fatto dall'avv. Jean-Jacques
Kaspar, edito dalla Grande Revue, e della
Difesa di Ferrer, ed. dalla Società Internazio
nale Esperantista.
Oli ultimi giorni
Quando Francisco Ferrer y Guardia,
dal C.-incl Mnth lo, dov'era stato detenu
to e processato, fu condotto nel forte di
Montjuich. ebbe chiara la intuizione del
la prossima fine. Ma neanche allora si
dipartì da quella serenità dignitosa che
non lo abbandonò mai e lo sorresse, poi
fin negli ultimi passi Solamente, perchè
gli avevano nascosto il nome del nuovo
carcere assegnatogli come asilo (e glielo
dissero cammiu facendo), egli protestò
che con lui non c'era bisogno di ricorre
re a pietose astuzie, ma seii'a spavalde
ostentazioni di coraggio. Poi si chiuse,
fino al Castello, nel silenzio e nella medi
tazione. Lassù gli fu letta la sentenza ch'egli
ascoltò impassibile , .
La sentenza fu ktta al Ferrer il gior
no 12 ottobre alle ore 7 ili sera dal giudi
ce istruttore. Il Ferrer ascoltò la terribi
le lettura con una serenità così grande,
che il giudice militare ne stupì.
Alle otto precise, l'ex direttore della
Iìscuelu Moderna fu fatto uscire dalla
camera dove aveva passato due gio ni,
non senza compiacersi coi carcerieri per
la proprietà e la pulizia dei pochi mobili
(un letto, 1111 tavolo, un lavabo, una se
dia), e fu condotto in cappella, dove lo
raggiunse il cappellano del castello di
Montjuich, don Eloy llernàudez.
lilla conoscerà pur troppo la triste
missione ch'io debbo compiere disse il
reverendo don Eloy al Ferrer. E questi
di rimando cortese, ma risoluto:
La conosco. Ma io vorrei scrivere e
la sua presenza, che pure m'è gradita,
mi distrarrebbe. La prego dunque di ri
tirarsi e di perdonarmi una scortesia che,
l'assicuro, è soltanto apparente.
Don Eloy llernàudez invocò il regola
mento e propose: Mi rilireiò in un
cantuccio, procure! ò di non darle noia,
ed ella potrà scrivere tranquillamente.
Ma il Ferrer insistette ni allora fu
convenuto che il prete san bbe usi ito,
per ritornare ogni mezz'ora a prodigar
gli le cure spirituali di cui avesse potuto
abbisognare.
Entrarono allora il capitano signor
Parga, aiutante del Capitanò' generale
della Catalogna ed ' alcuni altri ufficiali
del reggimento de la Conslitiio òn, di
guarnigione al castello, e con questi il
Ferrer lonversò a lungo, sempre maiavi
giiosamente calmo, illustrando in ogni
particolare, l'ordinamento della Scuola
Moderna e insistendo sugli scopi di cui
tura per i quali egli l'aveva istituita. Il
che dimostra che il Ferrer disse al cap
pellano di voler scrivere soltanto jier al
lontanarlo. Ritiratisi gli ufficiali, il Ferrer chiese
ed ottenne di far testamento. Alle nove,
infatti, il telefono della Capitaneria ge
nerale domandava al decano del collegio
dei notai, I). Ricardo Permanyer, quale
fosse il nome e l'indirizzo dell'incaricato
di turno per ricevere i testamenti dei
condannati a morte. Rispose il Perma
nyer che non essendovi notai di turno la
Capitaneria poteva scegliere nell'albo il
notaio che più le piacesse, e dalla capita
neria si rispose che il testatore aveva fat
to il nome del signor Sorribas. Ma il si
gnor Sorribas fu irreperibile e, dall'altra
parte, tutti i notai, richiesti se volevano
offrire il loro ministero al condannato di
Montjuich, risposero d'esser pronti ad
obbedire agli ordini del loro decano, ma
di non volersi offrire spontaneamente.
Oh cristiana carità!
Allora il signor Permanyer, sebbene
vacchio, prese su di sè il grave incarico
e, accompagnato dal figlio e da un giova
rle di studio, salì in carrozza a Montjuich.
Condotto davanti al Ferrer, dopo le
presentazioni d'uso, il signor Permanyer
disse: Signore, sebbene le nostre idee
sieno diametralmente opposte, io racco
glici ò con somma fedeltà le vostre dispo
sizioni testamentarie, come mi obbliga
no il dovere e la coscienza.
Il Fern r si inchi' ò, ringraziando, e,
accettati, come testimonii, il figlio e il
giovane di studio del notaio, porse al
Permanyer alcuni fogli, con' queste pa
role: Qui è consegnata la mia ultima vo
lontà. Questi fogli sono il mio testamen
to. Veda ella di dare al contenuto una
forma legale.
Allora il notaio osservò che erano ne
cessarii altri due testimoni: che dichia
rassero essere il testatore veramente
Francisco Ferrer y Guardia, e a questo
ufficio si prestarono due de los Ilcrmà
nos de la Paz x Candad, entrati da poco
nella Cappella, non ostante le cortesi ri
pulse del Ferrer.

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