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Cronaca sovversiva. [volume] (Barre, Vt.) 1903-1920, January 21, 1911, Image 2

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CRONACA SOVVERSIVA
ne l'impeto enorme Chi opera non scri
ve o non scrìve che allorquando non
può operare ed a patto di convertire'la
penna, in un bisturi e le smilze pagine
febbrili in una cartuccia di dinamite.
Ma l'opera di Pietro Gori agitatore ed
aununziature rimane documenti d'ener
gia avventurata e d'abnegazione esem
plare che i lavoratori rimpiàngeranno a
t.- 1 - ' i : .." 'li
iuuu e ncuiuciiinuu kiiiic luu ammi
razione, affetto e gratitudine. ,
L'odio dei vili e lo scherno' degli im
potenti, di prima o di poi, non sono che
lo sfondo cupo da cui trarrà bagliori più
vivi la sua memoria luminosa e cara.
G. PlMPtNO
Italia. "Oltre il rogo non ; five ira
nemica" è verso che certo Ugo Foscolo
non scrisse pei borghesi, anche .se tutta
la buona morale dei nostri padroni
e signóri colloca l'odio tra le passioni
meno umane e meno civili della specie
anche se i codici borghesi abbiano per gli
eccitamenti all'odio le più severe sanzio
ni. L'odio dei borghesi non si ferma sul
l'orlo del sepo'ero: chi ha figli lo lega in
sieme alle sostanze ai legittimi eredi, chi
non ne ha fa dome il sgnor Antonio Se
goni di Collevecchio in provincia di Pe
rugia, il quale crepando senza eredi nel
1902 lasciava tutto il suo (si sa che il
suo era tutto quello che aveva impune
mente rubato agli altri) alla locale Con
gregazione di Carità coli 'obbligo di isti
tuire tre enti di beneficenza pei poveri
del Comune.
Soltanto i pdveri del Connine gli ave
vano dato del filo da torcere in vita, noti
si erano, sjiecie negli ultimi anni ed in
grazia ad una Lega dei contadini di Col
levecchio Lisciati sfruttare come i loro
padri, come i nonni e gli avi che allo
sfruttatore milionario benedicevano e fa
cevano tanto di cappello.
E Antonio Segoni nè ai ribelli nè alla
Lega, aveva saputo perdonare, neanche
morendo; e nel suo testamento aveva in
eluso un codicillo con cui nessuno avreb
be potuto bereficiare della sua eredità se
non quando, sulla fede del Vescovo, fos
se sciolta la Lega dei Contadini di Colle-
vecchio. Così l'eredità del fegatoso bor
ghese rimane l'osso della discordia ed il
lievito di tutti gli od ii. Il Vescovo che
nell'interim se la gode, non può certifì
care lo scioglimento della Lega, il Con
siglio di Stato non vuol dichiarar nullo
il codicillo bilioso, ed a Collevecchio non
scoppia per poco intorno alle tre o quat
trocentomila lire dell' Arrigoni, la guer
ra civile,
Oh, si... vive oltre il rogo ira borghese !
Stati Uniti. Che non ci credessero
i preti alle fandonie che sballano e di cui
abbrutiscono e deformano il cervello dei
bimbi e degli ingenui è cosi vecchia; è
nuova però l'audacia crn cui vengono
ora a confessarlo, come ha fatto il vesco
vo Lavrence la sera dell' 8 corr. al Ford
Hall dichiarando che "la leggenda di
"Adamo ed Eva non è che una frottola
"con cui si cominciò ad acquetare la cu
"riosità dei bimbi dei primi abitatóri
"della terra, con cui si soddisfa provvi
"sonamente anche oggi l'indagine fret
tolosa e curiosa dei nostri bambini fino
"a tanto che la loro mente non si sia svi-
"lppata da comprendere la teoria del
"l'evoluzione".
La parola rivelata di dio è una frotto
la, lo ammettono, anche se di mala vo
glia, i preti stessi. A rialzar l'autorità
della genesi non rimangono che i caca
dubbi, mascherati magari d'anarchismo,
che ne rintonacano l'autorità ghignando
stupidamente di Galileo e di Darwin.
Portogallo. Il rombo di scioperi e
di rivolte che per poco non scrollava dal
le fragili basi la nuova repubblica Lusi
tana, ha rinsavito d'un colpo il governo
provvisorio che ha allestito un program
- ma denso di riforme e si propone tradur
lo in corpo di leggi avanti di rimettere i
suoi poteri alla Costituente del Marzo
prossimo: riposo festivo, pensioni opera
ie per la vecchiaia, leggi protettive delle
donne e dei fanciulli, scuola laica e gra
tuita, refezione scolastica, riordinamento
dell'istruzione secondaria, tutto ciò in
somma che può dare la borghesia senza
scalfire i privilegi e la dittatura della
classe, I mezzi per l'attuazione delle ri
forme verranno dalla legge di separazio
ne della Chiesa dallo Stato, e dalla con
I f . ,... à-rZ
seguente confisca di tutti i beni delle
congregazióni religiose.
Se le riforme si compiranno, e vi sono
millanta ragioni per diffidarne, la cadu
ta della repubblica portoghese sarà... dif
ferita non scansata, perchè i lavoratori
che si sono ledati in armi per cacciar dal
regno il monarca infrollito, si accorge-,
ranno ben presto della burla repubblica
na e non sciuperanno nè un secolo nè cin
quantanni a persuadersi che ogni go
verno, il repubblicano compreso, serve
àgli interessi della 'classe dominante; che
non può anche lo volesse nè mi
gliorare in modo sensibile le condizioni
del proletariato, il quale è schiavo igno
rante e misero perche il frutto del suo
lavoro è accaparrato dalla borghesia or
ganizzata per la rapina, perchè il modo
del suo lavoro gli chiude la scuola e gli.
nega la vita del pensiero, perchè l'orga
nizzazione dello sfruttamento del suo la
voro gli confisca indipendenza e libertà.
Benessere e libertà non possono emer
gere, non possono assidersi vittoriosi che
sui ruderi della proprietà e dell'autorità,
l'emancipazione del proletariato non tro
verà la sua consacrazione che nell'egua
glianza economica, nella solidarietà de
gli interessi, nell'anarchia." v'
Alia prossima rivoluzione dunque!
Messico. Da anni, da un b".on de
cennio, pubblicisti coraggiosi, rivoluzio
nàri d'avanguardia, hanno denunciato e
denunciano le infamie della n-.acabra dit
tatura di quel Caligola da fogna che è
Porfirio Diaz, e ultimamente la denun
cia, terrìbilmente documentata, fu riba 4
dita con tale vigore da Carlo Fornaro e
da J. Kenneth Turne che il governo
Americano scandalizzato mandò il
Fornaro a BUk Island in galera per un
anno, e organizzò attorno al Barbarous
Mexico del Turner la sorda e felina con
giura del silenzio.
Ci voleva un'insurrezione, occorreva
che quest'insurrezione trovasse fortuna
alla propria audacia, e che Diaz avesse
nella sua rocca di Chepultepec gli incubi
ed i brividi di Teodorico, perchè le na
zioni civili, perchè la stampa cosidetta
liberale si accorgesse di quello che suc
cede nella cosidetta repubblica Mexicana.
A dire la verità William R. Hearst ed
i suoi giornali, che pnr vi sanno dire le
ultime notizie di cronaca del pianeta
Marte, non se ne sono ancora accorti,
ma è proprietario di tante miniere, di
tanti acri di terreno, di tanti schiavi, al
Messico, William R. Hearst che si capi
sce abbia altro da fare in questo momen
to di crisi.
Ma se ne è commossa 1a Lega anti
schiavista della Gran Brettagna, se ne è
commosso il Ministro degli Esteri d'In
ghilterra, il quale ha dovuto finalmente
toccar con mano che in ischerno di tutti
i trattati la schiavitù e la tratta imper
versano nel Yukatan, che le pacifiche e
laboriose tribù degli indiani Yaquis so
no malandrinescamente spogliate, dis
pèrse e distrutte, che all'ombra della
bandiera repubblicana e con la complici
tà usuraia delle cosidette nazioni "civili,
vigoreggia nel Messico, indisturbato il
più feroce il più cinico regime di barba
rie e di onta.
C'è voluto un'insurrezione armata vit
toriosa, c'è voluta nella trama gelosa de
gli interessi consertila minata villana
dei lavoratori in armi perchè dalla sordi
tà é della miopìa guarissero miracolosa
mente le vestati della civiltà putibonda.
Ma, già; è l'insegnamento di tutti i
giorni; i piagnistei e le , lagrimucce e le
bestemmie hanno mia così monotona tra
dizione' d'incuranza e d'indifferenza che
dóve non venga la zampata brutale a
mettere un po' di scompiglio, alla leggen
da del leone popolare nessuno crede più.
Ma alla zampata, se ci credono, se si
commuovono, se si muovono!
Argentina. L'on. Enrico Ferri ha
finalmente esaurita la sua scrittura, co
me Tina di Lorenzo, ed è tornato in Ita
lia con altri centomila franchi e con tut
to un rinnovato bagaglio di entusiasmi
argentini. A Roma il corrispondente del
Corriere della Sera (il giornale che pa
ga profumatamente le interviste dei
grandi istrioni della politica) ha voluto
un saggio delle impressioni sud-america
rie dell'onorevole Ferri e questi, ad un
tanto la riga, si è sbottonato parlando di
tutto un po', formulando gli auspici più
lusinghieri per l'avvenire della Repub
blica Argentina pilotata ora da un ùoìno
d'ingegno di carattere, di altissimo spi
rito moderno qual'è l'amico suo il Presi
dente Saenz Pena.
Ora a Buenos Ayres oltre alle recenti
"léggf d'eccezione di cui l'ex presidente
Figuera Alcorta ha dotato quella repub
blica di fazenderos e di negrieri, il parla
mento è chiamato a votar nuove leggi di
eccezione e d'inquisizione.
I socialisti avevano ' organizzato un
pubblico comizio per protestare contro il
bieco proposito e l'amico dell'on. Ferri,
il Presidente Saenz Pena, l'uomo di cri-
terii liberali ultra moderni, ha posto a
quel meeting il suo veto irremovibile.
La Protesta il giornale libertario che
fu assalito e distrutto dai camelots delle
università argentine, dai lupicini della
borghesia repubblicana, aveva riprese le
pubblicazioni appena tornata la normali
tà della temperatura politica. Ma l'ami
co dell'on. Ferri, il civilissimo, il moder
nissimo Saenz Pena ha fatto sopprimere
il giornale in forza della Lev, de defensa
social emanata dal suo predecessore Al
col ta e ne ha fatto arrestare tipografi, ri
venditori e strilloni!
All' Argentina la stampa è lilera a
condizione che serva il governo, la chie
sa e la polizia!
-1 relegati alla Terra del Fuoco dopo
cinque mesi di soffetenze inaudite dove
vano essere rimpatriati. E rimpatriaro
MAX STIRNE1R
II. l dualismo nell'opera stlrneriana
Stirner è generalmente rappresentato
come un logico impeccabile, il suo libro
come un flusso perpetuo d'idee incatena
te l'una all'altra immutabilmente. E così
suggestionato anticipatamente, trasci
nato dall'impeto magnifico del verbo, il
lettore non suppone il più delle volte
neppure quale stridente conflitto fra due
metodi di pensare si riveli nell'opera
stirneriana pervadendone ogni meandro.
Quantunque idealista d'origine, Stir
ner ha combattuto il metodo di pensare
per. astrazione, di non vedere che attra
verso il prisma dei concetti, ed ha fatto
sforzi immensi per estirpare dal proprio
cervello la metafisica. Ed ha vinto, dalla
lotta è uscito realista, ha saputo veder
chiaro intorno a sè, adattare alla vita il
proprio pensiero e non enunciare un'idea
che come la generalizzazione dei fatti
osservati.
Ma i lettori, noi che assistiamo a que
sta lotta strana dell'autore attanagliato
tra due diverse direzioni mentali, noi
proviamo a volte un certo malessere ed
a coloro che cotesta lotta dello Stirner
non rilevano, l'opera sua dimora .' impe
netrabile. Ecco in qual modo cotesto dualismo si
rivela. Stiner analizza, per esempio, i
rapporti fra gli uomini e la società; e
due tendenze lo spingono in due diverse
direzioni.
Prima : iu luogo d'esaminare questo
rapporto iu sè, Come tale, egli porta tut
ta la sua attenzione sulla nozione di que
sto rapporto ; trasforma una coinciden
za di fenomeni reali in urto d'idee e,
senza tener conto della realtà, opera sui
diversi concetti ; distruggendo in seguito
questo pensiero, non proclamandolo più
che un pensiero, crede di abolire lo stes
so rapporto.
Secondo : esamina questo rapporto da
un punto di vista diametralmente oppo
sto, come una cosa concreta, come un
fatto; ne dimostra il valore empirico, ps
serva le condizioni in cui si è prodotto,
segue il metodo induttivo, e giunge così
ad un risultato prezioso : alle generalità,
a pensieri che nella loro espressione con
densano la moltitudine dei fatti osservati.
Ed i due metodi egli adopera con
uguale maestria. '
Vediamo qualche esempio :
Egli scrive un articolo su I misteri di
Parigi di Eugenio Sue. È da notare che
ai suoi tempi, ad eludere l'attenzione
della polizia, la questione sociale ed i
problemi politici si dovevano esaminare
come questioni romanzesche o poetiche,
giacché la censura sequestrava ogni
scritto che non andasse di queste forme
travestito. Ora, I misteri di Parigi han
no scatenato nei Tedeschi un entusia
smo immoderato, apparvero in Germania
come il primo romanzo sociale. Marx
ed Engels l'hanno flagellato di una criti
ca aspra e violenta (vedi Die heilige Fa
miiie), e l'articolo dello Stirner si rat
tacca a questa critica apparsa di poi.
Egli scrive con veemenza : "Sue è il
"poeta della borghesia virtuosa e libe
"rale!..... Banchieri e moralisti giudicano
"gli uomini da un identico punto di" vi-
"sta Rodolfo, questo "fratello di ca-
"rità" vuol rendere inoffensivi quelli
"che sono caduti e li punisce di raffina
nte torture morali..;... veramente non si
"potrebbe descrivere con violenza mg
"giore, con maggior crudeltà l'epoca
"nostra, e.... Rodolfo è certamente la
"copia fedele del suo autore miserabile
"e virtuoso".
no quelli che avevano i quattrini per pa
garsi il lunghissimo viaggio. Gli altri
dovettero rimanerci, e quando il Comi
tato di soccorso portò la causa dinanzi
al magistrato, sostenendo che il govèrno
li aveva deportaci e il governo doveva
rimps triadi; ed il giudice federale Ro
driguez Larreta decise che il rimpatrio
doveva farsi a mezzo ed a spese del go
verno, l'amico dell'on. Ferri il moder
nissimo il libéralissimo Saenz Pena fece
annullare dalla Camera Federale la deci
sione del giudice Larreta, ed i deportati
sono semprealla Terra del Fuoco!
Da capitano del socialismo rivoluzio
nario ed intrànstgente a panegirista del
l'Inquisizione, a Cimotodei pìccoli cali
gola sud americani è un bel salto, ed è
un antidoto eroico contro le manie ido
latre delle folle.
Almeno l'esempio e la lezione avesse
ro a servire.
Mentana.
È splendido. . -
Ebbene Stirner "completa" le - sue
conclusioni con una serie di riflessioni.
Ma' quale abisso tra le due parti che pur
formano tutto un blocco nel testo !
Egli sollevava testé il velo dell'ipocri
sia delle classi dominanti, spiegava con
cause e circostanze materiali i loro giù
dizii morali ; comincia ora a veleggiare
nel mondo delle astrazioni eretto lontano
dalle realtà terrestri, e degli atti delle
cose della vita non fa altro più che ri
flessi tenui del principio morale da cui,
come l'acqua dalla fonte, la vita emana.
Tratta Rodolfo di spiritato, oppone il
bene al male, ne fa due principi i indi
pendenti dalla realtà, e "tutto l'urto
"conchiude egli si riduce ad un con
fitto tra due ossessi, posseduti dal fan
tasma del bene e del male".
Ma, nello stesso tempo, attratto dal
l'altra tendenza della sua mente ricondu
ce lo stesso "conflitto" al suo vero posto,
nell'insieme della vita reale di cui partè-
I cipa E allora quest'uomo che, poche
pagine innanzi costringe il "principio
morale" a "creare gli esseri" scrive che
"il principio morale non può essere il
"motore della vita reale...... I fatti e gli
"atti della vita si burlano dei nostri fra
"gili principii".
Trascinato dal filo dei suoi ragiona
menti astratti egli, non giunge poi che
difficilmente ad arrestarsi.
Scrive ad esempio : "La proprietà non
"è un furto, è in grazia ad essa soltanto
"che il furto diventa possibile" e otto
righe più innanzi sventola, senza uri
preambolo, questa "scoperta" : "La Pro
"prietà non è un fatto come crede il
"Proudhon. ma una finzione, un'idea"
(L'Unique, pag. 303).
Egli penetra il meccanismo della no
stra società vedremo poi come lo com
prenda ma il ticchio, metafisico allo
gato in un angolo del cervello lo spinge
rà a scrivere molte lamentevoli pagine
sull'origine della società la quale "non è
"che l'occupazione in comune di una
"sala".
Ne consegue una confusione manifesta
ma si sente che a misura che egli proce
de ne L'Unico l'ha rotta definitivamente
con la sua antica concezione del mondo.
Le incursioni nel dominio della pura
astrazione si fanno sempre più rare e si
vede che esse sono la parte effimera del
l'opera sua, che il carattere durevole è
nell'altra parte.
Una conclusione intanto è acquisita,
fuori di dubbio : Stirner ha superato il
suo dualismo e quando cotesta vernice
speculativa è ben raschiata, la struttura
dell'opera appare intiera, solida e solida
mente piantata nella vita reale.
Il nostro sguardo afferra, prima, nello
Stirner la nozione de l'io. Se egli ha for
zato il santuario delle idee preconcette,
delle - tradizioni, delle menzogne innate
ed innoculate egli l'ha fatto per cristal
lizzare l'io reale, l'io vivente in tutta la
pienezza dei suoi bisogni e delle sue fa
coltà. Questo compito un'analisi psicolo
gica irresistibile lo ha meravigliosa
mente assoluto. Noi abbiamo la chiave
di volta del suo edificio.
L'errore fondamentale in cui cadono
quanti hanno scritto intorno allo Stirner
è di situare il suo punto di partenza nel
l'io, nell'individuo.
Ora lo Stirner ha cominciato invece
dall'analisi della coscienza individuale la
quale, sia per l'educazione ricevuta, sia
per la speciale cultura da cui siamo as
serviti, curvati, è avviluppata da un
deriso strato ideologico.
Qual'è la meta dello Stirner?
Perche tèmpra egli la sua critica che
schiàccia tutte le superstizioni e scuote
la vigiiàccKéria inteliettuaìe?
Egli vuole arrivare sino al fondo del
l'io reale dell'individuò posto nei suo
ambiente sociale : vuole dargli la coscien
za dei suoi veri bisogni vitali ; vuole che
l'individuo faccia suoi i suoi proprii inte
ressi, non quelli del padrone il quale
cerca naturalmente, di soffocarli. "L'in
"dividualità vi richiamerà, a voi stessi.
"Ritorna a tei essa vi grida" (L'Uni
que, pag. 196).
Non bisogna cader più oramai nelle
insidie che altri ci hanno tese. "Io ri
prenderò nelle mie mani la potenza che
"ho fin qui abbandonato agli altri igno
rando che ero del valore delle mie forze".
Vuole infine ricondurre le idee agli
uomini.
Allora, l'ideologia, estranea ai nostri
proprii interessi dilegua nel fumo e lo
Stirner arriva al suo io, all'io reale e
concreto.
E noi vedremo che l'io di cui egli par
la costantemente non è un essere vago,
ma che appartiene ad una classe deter
minata. V. ROUDINR l).
(Continuerà al prossimo numero).
1) ho studio del Roudine protraendosi du
rante quattro o cinque numeri, sospendiamo le
"Memorie autobiografiche" di Clemente Duva,
perchè la pubblicazione contemporanea di pa.
recchie rubriche framentarie stanca il lettore e
nuòce rello stésso tèmpo alle pubblicazioni stes
se; ma appena esaurito lo studio sullo Stirner
riprenderemo regolarmente le "Memori!1' del
Duval che suscitano tanto interesse nei lettori.
Bisogna accontentare un po' tatti.
N.d.R.
B
Nel Westmoreland
Quattro crumiri conciati a dovere.
Nel West moreland lo sciopero perdura
colla stessa pertinacia che nella Florida
quello dei sigarai, e gli scabs, la rognosa
progenie di Giuda, non trovano in . Pen
silvania miglior fortuna che in Tampa.
Nel Westmoreland tuttavia gli sciope
ranti procedono con rito sommario e la
fanno più franca. - Quattro carogne, era
miri e sensali di crumiraggio hanno avuto
la settimana scorsa il conto saldo della loro
vigliaccheria. Uno ebbe tagliato il naso,
un altro andrà in giro da oggi innanzi
senza un orecchio, un terzo porterà tut
ta la vita un bràccio storpiato e potrà
raccontare che l'ha scappata bella, l'ul
timo ha in vólto uno sfrégio orribile che
gli spacca il naso, la guancia ed un orec
chiò. Tutti e quattro meditano melanconica
mente all'ospedale sul triste bilancio del
tradimento caino. Potevano fare come
gli altri starsene a casa, stringer la cin
tola od allungar santamente le mani sul
becchime per la nidiata che abbonda in
ogni luogo ed ammicca agli audaci da
ogni vetrina, e per piacere al padrone,
per un sorriso ebete dèi guardaciurme,
per non metter mano al libretto della
banca, per un senso sciagurato di dome
sticità sono andati 'a prostituirsi a tradi
re l'interesse e il diritto dei compagni e
il proprio, per buscarsi una rasoiata! -
E devono corichiudefe che non ne va
leva la spesa. .
Devono conchiudere che è bravura
selvaggia , un' rigurgito impuro del can
nibalismo atavico la rappresaglia feroce
di cui sono vittime, ma non potranno a
meno di riconóscere che anch'essi la loro
rasoiata l'avevan data cori minor violen
za apparente fórse, ma con maggior per
fidia e con risultati pràticamente più tri
sti e più terribili. La rasoiata con" cui
hanno stracciato il patto solidale coi
compagni in armi ha tolto il pane dal de
sco povero delle madri e dei figli, ha ag
gravato sulla resistenza dolorosa un me
se di digiuno, ha compromesso forse per
sèiripre le sortì della battaglia disperata.
Selvaggi fórse i giustizieri misteriosi,
che con un colpo di rasoio han loro rad
drizzato i connotati, ma clementi ancora
rielle loro sommarie esecuzioni!
I crumiri che vogliono il loro conto
vadano nel Westmoreland.
I lavoratori coscienti e fieri a cui l'ope
ra di tradimento "ripugna, si rallegrino:
nel Westmoreland il vessillo delle riven
dicazioni proletarie non sarà abbassato,
e chi tentasse l'impresa codarda trove
rebbe la nostra giustizia più sollecita che
non la mancia o la tutela dei banditi del
capitale!
Un minatore
ì É

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