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Cronaca sovversiva. [volume] (Barre, Vt.) 1903-1920, December 28, 1912, Image 2

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FACCIA A FACCIA COL NEMICO
I VENDICATORI DI RAVACHOL '
(Continuazione vedi numero 49) ' . ,,
IV.
Pres. Ancora una domanda a yoi,
Bricou : quando ve ne siete andati non
avete dato a Meunier un abbraccio ed
un addio come ad un amico che si ha ben
poca speranza di rivedere ? .
Bricou- - No, non sapevo nullaGli
ho stretto la mano e gli ho detto sempli
cemente : bada a non far schiocchezze.
Pres. Francis è venuto l'indoman1
da voi, Delange?
Delange. Sì, è venuto ed ha detto
Che doveva avere un appuntamento con
Meunier la sera, presso il leone del gran
de monumento in piazza della repubblica,
per discorrere dell'affare Very.
Francis. Siamo sempre in materia
di fantasie e d'invenzioni con quella si
gnora. -.: '.'.'. '
Bricou. Niente invenzioni È stato
proprio il 24, all'indomani della prepa
razione della bomba, alla vigilia dell'e
splosioni al Very, che tu sei venuto a
a dirci che il colpo era per la sera ; tu
ricordi certamente questo e la raccoman
dazione che ti ho fatta: "hai figli tu,
Francis, non t'immischiare nelle faccen
de di Meunier che non ti porteranno
fortuna". ' '
Francis. Io al tuo posto mi.... ver
gognerei della parte, anche se fosse vera.
Ma dal cauto mio so che di duecento te
stimoni escussi in istruttoria nessuno ha
deposto contro di me, e l'accusa non ha
potuto trovar le fila d'un qualsiasi mio
rapporto coll'attentato Very. Dovevo
essere io l'autore dell'esplosione, poi so
no disceso al modesto stato di complice,
ora, ora non so più che cosa sono. Giu
ridicamente e moralmente sarei colpevo
le soltanto di non aver fatto confidenze
e di ncn...... cantare come con tanto entu
siasmo... cantano la Delange ed il Bricou
Pres. Ma insomma quale interesse
può avere Bricou ad aggravare la vostra
situazione.
Francis. Non m'importa d'appro
fondire il mistero. So -che per condan
narmi ci vogliono delle prove, e prove
finora non ne sono venute.
Pres. Ma scusate, Francis, l'indo
mani, lunedì, non avete voi trovato la
Delange al caffè ? Non le avete detto
"sarà per stasera?" x
Francis. Che cosa le ho detto? Le
ho proibito di rivolgermi la parola e le
ho intimato di levarsi dai piedi. Meno
male che ho testimonii.
Pres. Quali testimonii, se il giudi
ce istruttore Attalin vi ha le mille volte
diffidato a nominarli, e non avete potuto
citarne mai neanche uno. . , ' -
Francis. Li ho fatti venir qui, e li
udrete.
Pres. Siamo stati pervenuti che
vostra moglie, colla quale avete potuto
comunicare dopo la chiusura dell'istrut
toria, porterà qui qualche testimonianza
sospetta.
Delange. Ed io confermo che ad
annunziarci l'esplosione, verso le dieci
della séra è stato il Francis.
Francis. Già, proprio a voi dovevo
questi riguardi
Pres. È malattia tutta vostra, Fran
cis, quella di menar la lingua. Non avete
ad un altro anarchico, ad un certo Lauze,
tenuto propositi uguali se non più gravi?
Che anarchico eravate stato condannato
a morte ai reggimento, che la sera stes
sa si sarebbe fatto il colpo, che voi im
pegnavate la vostra testa, ma che erava
te deciso a far saltare quanti avevano
contribuito all'arresto di Ravachol.
Francis. Bel testimonio costui che
.sapeva tutte queste mie confidenze e
-quando siete andati a cercarlo perchè le
- venisse a confermare non si è fatto più
wivo !
Pres. ìl scomparso e non v'è mezzo
"di rintracciarlo,, ma all'istruzione ha de
posto...... Francis. Quello che piaceva al giu
dice. Pres. Potete dirci, Delange, come
abbia Meunier perpetrata l'esplosione al
al Ristorante Very ?
Delange. L'indomani dell'esplosio
ne sono andata a fare una scampagnata
ad AuteuiLe alla sera disponendomi a
tornare trovai Meunier all'imbarco e pi
gliammo lo stesso battello. Egli mi rac
contò cha aveva acceso in un urinatolo,
proprio di faccia al Ristorante Very, la
miccia del suo apparecchio, che entrato
al caffè vi aveva bevuto un bicchierino
di rhum e l'aveva pagato tre soldi, e che
se ne era andato dopo aver deposto la"
valigia zeppa di dinamite sotto al comp,
toir.
Ho osservato che aveva uno squarcio
nel pantalone, e mi sono immaginata che
fuggendo sia caduto.
L'indomani, mi riportò il gilet eia
giacca che Francis gli aveva prestato.
Pres. Parecchi giorni dopo l'esplo
sione; Meunier non è venuto a cercar
voi, Bricou, per mostrarvi dove era na
scosto il resto della dinamite ?
Bricou. 'Si. -Il I Maggio appressava
ed egli temendo di essere arrestato non
voleva farsi trovar in casa la mercanzia,
e non voleva d'altro cauto che andasse
perduta. ; Venne dunque a prendermi
una sera verso le nove e mi condusse al
Ponte di Fiandra, sotto i ponti della
Ferrovia dell'Est. "È qui, mi disse, nel
fossato tra il secondo ed il terzo pilone
della ferrovia. 3
Pres. Ed è lì infatti che il 3 Giu
gno seguente, dopo il vostro arresto voi
avete condotto il giudice istruttor Attha
lin, il quale ha ritrovato sulle vostre in
dicazioni centotrentacove cartuccie di
dinamite.
sfa ' .
Oh, sì. Bisogna tristamente convenir
ne, Dardare, Decamp e Leveillé avevano
provato generoso Ravachol a trar ie loro
vendette ed a smorzar nei birri la libidi
ne della violenza e della tortura ; e Ra
vachol caduto a sua volta aveva trovato,
generoso, in Meunier il suo vendicatore
il giustiziere pronto ed inesorato del mi
serabile che l'aveva consegnato ai birri
ed al boia, ma intorno ai, due forti, ai
due incoercibili uomini d'azione quanta
miseria di carattere, quanto squallor di
coscienza, quant'abbiezione di venduti,
di pusillanimi e di ciancioni.
Chaumartin, Bricou, la Delange, che
bozzima e che marame! che carogne sul
1d sfondo tetro su cui rosseggia mae
stra a tutti di coraggio, di solidarietà,
e di decenza la Rullière, una donna per
duta, e sfuma ; con un riflesso di bontà
eroica la fragile, figura di Manetta Sou
bert ! ,-, y
Pres. Ancora una domanda, Bri
cou : nel tragitto, tornando dal Ponte di
Fiandra non vi ha detto Meun'er che
egli vestiva al momento dell'attentato la
giacca ed il. gilet di Francis ?
Bricou. Al contrario, quando rim
proverai Meunier d'avermi compromesso
insieme col Francis in questa faccenda,
mi disse subito ridendo : "raccomanda a
"Francis di non vantarsene come se l'e
"splosione fosse roba sua, perchè non
"mi sono neanche servito dei suoi abiti".
Pres. Ma come, non aveva il calzo
ne di Francis? Non l'avevate dichiarato
voi in istruttoria ?
Bricou. ; Non mi pare, non lo credo.
Francis. Eh, allora, che cosa sto io
a fare qui se nell'attentato non entro
manco più pei calzoni che del resto non
ho prestato mai a nessuno?
Pres, Rimane sempre qualche cosa
che vi denunzia, Francis, e vi tradisce.
Perchè siete scappato ? Il giorno in cui
avete letto che Bricou all'istruttoria axre
va rivelato il nascondiglio della dinamite
e che questa era stata trovata sotto il
Ponte di Pantin, voi siete scappato con
tanta precipitazione da non abbracciar
neanehe la moglie.
Francis. Che io abbracci o no mia
moglie quando me ne vado è affare che
riguarda me solo, o tutt'al più mia mo
glie, non voi. Importa invece stabilire
bene che io non sono accusato di aver
avuto della dinamite, d'averla rnbata o
di averla nascosta, e che quindi ne tro
vassero o no, a eie non faceva nè caldo
nè freddo, e non avevo ragione di scap
pare. Pres. Ma siete pur scappato.
Francis. Niente affatto. Non tro
vavo lavoro qui, soffrivo di una disoccu
pazione prolungata, e sono andato a cer
car a Bruxelles il lavoro che qtmqn riu
scivo a trovare. Ecco tutto."
Così si chiude l'interrogatorio degli
imputati, e si inìzierà colla seconda
udienza-( 12 Aprile) l'escussione dei te
stimonii. .
Mentana.
(Continueià al prossimo numero).
Se vi e' scaduto l'abbonamen
to pagatelo senza ritardo.
;;:Dai:aU0.
La guerra ster limatrice fra gli alleati
balcanici ed i Oteci contro la Turchia
ha dileguate le ùltime illusioni dalla
mente di coloro che ancora guardavano
con-una certa slràpatja le straH che ' i
r governi commettimo in nome dell'indi-
, . i "
pendenza naz'onàle. -
L'indipendenza nazionale, il diritto
dell' aggruppamento! delle razze sono,
come furono in tpttf le epoche la libertà'
ed il benessere dei popoli a cui fecero
sempre appello ijtir nni sia repubblica
ni o coronati, il comodo pretesto per
ampliamento di taratori, per accrescere
fastigio e poteri a scettri ed a casati. -
L'inconfessabile retesto che ha fatto
scoppiare in Oriente un formidabile e
sanguinoso confi t, e trascina nei cam
pi micidiali della aorte turbe barbari
che dì tutti gli stati ha avuto la confer
ma più luminosal prova più irrefra
gabile nel fatto degli eccidi dai Bulgari
commessi contro popolazioni musul
mane, i
...:.I1 fanatismo religioso, l'odio di razza,'
fomentatati dai macelli e dai patimenti
della guerra hanno mbestialito ed infe
rocito quella gente primitiva sbucata
dalla capanna, quei i:omadi erranti
evocati dallo squilli della, bellica tromba
alfa lotta cruenta dj sterminio e di san
gue, ed oggi i Bulgari, i Serbi trucidano
i seguaci del profeti, come costoro ièri
trucidavano i cristiani. .
. Gli stessi govercisono impotenti ad ar
restare la furia canti balesca che hanno
scatenato. Oh ! maresciallo Molthe, ecco
la vostra guerra fattore di civ Uà e di
innalzamento del libello' morale !
Ma frattanto che pregiudizii e fanati
smo continueranno chissà per quanto
tempo, a spingere. ragli eccidii quelle
genti che peggiorano e deperiscono per
chè le religioni proibiscono gl'incroci, i
quattro reucci, già venuti in dissidio per
10 spartimento della preda, alla massa
amorfa eh obbedisce infagottata sotto
la livrea del soldato faranno incrociare
le armi. v H .: .'
Già un primo esempio l'abbiamo avu
to tra Serbi e Bulgari. Re Ferdinando di
Bulgaria installato dalia Russia a Sofia
dopo l'espulsione di Alessandro di Bat
berg vuole una parte della Macedonia,
mentre questa provincia per razza, lin
gua e costumi è greca.
Re Pietro, troneggiarne nel palazzo
del Konack, macchiato del sangue del
re Alessandro e della regina Draga re
clama un porto nell'Adriatico mare, ed
a Durazzo il piccolo re, capo di assassini,
osa chiudere le scuole italiane, abbattere
11 tricolore che tanto prestigio ha ac
quistato dopo le sculacciate militari e
diplomatiche tripoline.
Il vecchio Nicola del Montenegro.suo
cero del rachitico Vittorio Emanuele III;
re di una grande nazione, rode il freno
intorno alle fortificazioni di Scutari e
chiede il guiderdone per sè in compenso
dtl sangue dei figli di mamme. E tutti
quei re liberatori, che in nome della li
bertà e dell'indipendenza degli Stati
Ba'canici hanno immolato centinaia di
migliaia di giovane vite, all'Albania ge
mente per secoli sotto l'oppressione del
la Mezzaluna negano l'autonomia.
E intanto ! intanto le potenze occiden
tali che si spacciano propagatici e con
tinuatnci dei principi! liberali della
grande rivoluzione francese, lasciano
viemaggiormente ingravigliare l'arruf
fala matassa degli interessi di classe
di quegli statarelli; anzi il governo im
periale tedesco dichiara in pieno parla
mento per bocca del suo cancelliere che
l'esistenza dell'impero ottomano in Eu
ropa è necessaria come fattore politico
ed economico.
I governi delle potenze occidentali in
nome del rispetto della nazionalità e
dritto di razze, politicamente non posso
no ini porli agli stati in conflitto, perchè
prima d' importi a quei governi dovreb
bero obbligare l'impero croato degli
Asburgo che da secoli opprime gli Slavi e
Magiari, e che, ora, aiutato dalle al
leate Germania ed Italia è pronto rove
sciare su quei paesi desolati dalla guerra
300 mila soldati.
Sè i nostri italiani che per poco non ci
linciarono per la nostra opposizione al
brigantaggio tripolino, sapessero leggere
e ci leggessero forse troverebbero la con
vinzione che il nostro governo non andò
laggiù per proteggere 200 siciliani dalle
sopraffazioni turche se oggi quelle so
praffazioni si accinge indirettamente a
sostenere. ;
Ma anche le catastrofi immani hanno
le loro ragioni di essere.
Come nell'ordine cosmico vi sono delle
leggi fisse ed immutabili che regolano
la-grande macchina che si chiama uni
verso, vi è un ordine economico sociale
che ininterrottamente segue il suo corso.
L'umanità a furia di urti formidabili si
risveglia, pensa e riflette.' Dal cozzo fa
tale si isprigioua la scintilla intellettuale
e rischiara le menti più ottenebrate ed
apre uno spiraglio ai popoli più primitivi
ed arretrati. I nostri proavi trogloditi
battendo la selce per fabbricare pn'arma
di offesa e di difesa fecero scaturire la
scintilla ignea che riscaldò col fuoco, così
la gran massa di oggi che si batte auto
maticamente per la ricchezza e la gloria
degli altri, disingannata per i suoi sacri
ficii di oggi, domani combatterà per, sè,
per la grande e la vera guerra della sua
liberazione e redenzione.
Saraceno.
Chicago, 111., 20S W. 24 Place.
NECESSITA'
delie esecuzioni rivoluzionarie.
L'assassinio politico è, di regola, un
atto di vendetta. Solo quando all'ecci
dio di congiurati politici i superstiti ri
spondono con l'eccidio, il partito rivo!u
zionario può esistere ed affermare la sua
vitalità. Solo vendicando la morte dei
proprii compagnii gli ascritti al partito
rivoluzionario possono diventare una
forza salda, compatta ed efficace. Solo
versando sangue per la buona causa, pos
siamo innalzarci a quella etica suprema,
dalla quale soltanto può trarre origine la
libertà. Solo mostrandoci pronti a ucci
dere e a morire possiamo sperare di trar
re le masse dietro a noi.
Nessuno che conosca lo stato presente
delle cose in Russia negherà che, oltre
ad essere uno dei più efficaci mezzi di
agitazione, l'eccidio sia l'unica arma,
che abbiamo nelle mani. Spargendo il
terrore nei circoli governativi, noi pos
siamo sperare di scuotere l'antico siste
ma e finalmente di far crollare tutto l'e
dificio. Ogni palla, che dirigiamo sui
nostri nemicir opera come una scintilla
elettrica, producendo la trepidanza e lo
spavento, paralizzando le funzioni del
governo nelle estese e lontane provincie.
Finché i campioni della libertà furono
pochi, dovevano nascondere la loro azio
ne e limitarsi a costituire delle società
segrete. Quel segreto organizzato era la
forza. Milioni di nemici divisi e non or
ganizzati videro che era difficile per loro
lottare contro una piccola schiera di co
spiratori strettamente uniti. Come Hert
zen diceva, nel suo famoso foglio rivolu
zionari, il Kolokol (campana), il i
gennaio 1864, i nostri amici si raduna
rono in caverne, in tane sotterranee, é
Ì vi fondarono quelle sante riunioni di
uomini, che non si potevano vincere rè
cogli orrori di una barbara persecuzione,
nè coi moniti di una superba, ma insen
sata civiltà.
Ma, ora che l'arma formidabile del
l'eccidio sicuro e sistematico è aggiunta
al segreto, la cospirazione diventa un
potere nello Stato, formidabile per i suoi
nemici, i quali non sanno mai quando e
dove saranno designati per ricevere la
ricompensa. E giunto il tempo in cui
l'eccidio deve contare tra le forze motri
ci politiche dell'epoca. La misteriosa po
tenza sotterranea, che imbrandisce il
nostro pugnale, ha irrevocabilmente de
ciso di citare innanzi al suo tribnnale
tutti i criminali altolocati e potenti,
che hanno goduto per tanto tempo nella
loro iniquità.
Abbiamo incominciato appena a dare
pochi colpi che già essi sentono tremar
la terra sotto i loro piedi e con spavento
e con tremiti vedono l'abisso spalancarsi
sotto i loro piedi. Contro chi possono lot
tare? Da chi debbono difendersi? Chi
debbono distruggere nella loro cieca e
spietata vendetta? Un milione di baio
nette, impugnate da un milione di schia
vi, sono prontead ubbidire a qualunque
ordine venga loro dato. Venga dato
il cenno del comando e quei soldati uc
cideranno a destra e a sinistra, senza
pensare al numero di fratelli che peri
scono. v Ma contro chi gli attuali padroni pos
sono dirigere questa terribile forza ad
destrata dalla corruzione e dalla tiranni
de dei secoli? Non vi è alcun nemico in
vista. Niente può indicare donde sia ve
nuto il vindice colpo e dove si sia ritira
ta la mano che ha colpito. Essa è scom
parsa, non appena è venuta fuori, non
lasciando altro che un cadavere e il si
lenzio della morte. :
Il ripetersi normale di questo feno
meno dell'eccidio politico misterioso co
mincia a convincere i nostri nemici che
1 tempo di fare i conti è giunto, e che,
per quanto formidabile sia la potenza
che li protegge, essi scompariranno pre
sto dalla faccia della terra. L'eccidio,
che non può essere impedito da interi
corpi d'esercito, che non sì può preveni
re con legioni di astutissime spie, è il
mezzo supremo degli amici della libertà.
Poche meschine esecuzioni, da noi
compiute, hanno costretto il Governo a
proclamare lo stato d'assedio, a rad
doppiare la polizia polìtica, a porre
stazioni di cosacchi in ogni angolo,
a spargere sciami di gendarmi nella
campagna. A tutte queste misure noi
abbiamo costretto con pochi risoluti
quella autocrazia, che non si potè scuo
tere con anni ed anni di segreta agita
zione, con secoli di agonia, con la dispe
razione dei giovani, i gemiti degli op
pressi, e le maledizioni di migliaia di
persone, assassinate nell'esilio, o tortu
rate a morte nei deserti e nelle miniere
di Siberia. , -
Tenuto il debito conto dì tutto ciò,
noi riconosciamo l'eccidio come uno dei
mezzi pricipali, che siano a nostra dispo
sizione per uua guerra efficace contro il
dispotismo russo.
da Zemiia y Volja.
organo della società segreta omonima, pubbli
cato il 25 aprile 1879.
Gli Anarchici -;- --
e i Sindacati
Alcuni anni or sono ( 1 007 ) , f ra il sin
dacalista Lagardelle ed . il compagno
Pierrot si accese una vivace polemica su
gli Anarchici e i Sindacati. Durante il
dibattito, il Lagardelle si compiacque di
accennare ad uua vecchia lettera di Kro
potkine contro il sindacalismo, chiaman
dola "misteriosa". il compagno
nostro (Kropotkine) rispose pubblicando
la'lettera la che segue :
Cari compagni.
Avevo accettato di scrivere una prefa
zione al vostro opuscolo : Gli Anarchici
è i Sindacalisti 1), prima di averlo letto.
Ora, dopo lettura, vedo che dovrei scri
vere non una prefazione, ma una cri
tica, ed anche abbastanza severa in alcu
ne parti.
Invece di limitarsi a far rilevare gli
argomenti che si possono produrre in fa
vore di una parte più attiva da prendersi
alle lotte dei sindacati, gli autori hanno
messo avanti delle idee generali sull'a
narchia, che non posso condividere, e
danno di sfuggita, su coloro i quali pen
sano differentemente da loro, giudizii
ai quali non posso associarmi.
La concezione dell'Anarchia che do
minava nella Internazionale federalista
e collettivista non è certamente quella
dei compagni d'oggi e non è neppure la
mia (pag. 10). Vi ha tutta una evoluzio
ne compiuta durante questi ultimi tren
fannia a rovescio, diranno forse, gli
uni in avanti, secondo la mia opinio
ne. Fra l'Idea sulla organizzione sociale
della Federazione Giur8ssiana e La 'so
cietà' nuova, La società' all'indomani
della rivoluzione, La conquista del pa
ne, ecc., ecc., vi ha tutta una generazio
ne la quale, a mio modo di vedere, . non
ha nè pietiné sur place, nè . marcialo' a
rovescio, e che sarebbe stata salutata cor
dialmete da Bakouninè 'medesimo, se
vivesse ai nostri giorni 2).
La concezione "anarchica poiché co
munista", è la vostra 3). Benissimo.
Essa ha, forse, il vantaggio di far risal
tare l'importanza del comunismo; ma
ammettete, almeno, che non è condivisa
da un grande numero di anarchici ; che
per molti la libertà è tanto cara quanto
il pane (io sono di questi) 4); che molti
si dicono anarchici quantunque comuni
sti ; e che dei compagni assolutamente
sinceri pensano essere il comunismo e
l'anarchia incompatibili (ciò non impe
disce a molti di essi di ritenere esservi
molto da fare nei sindacati). .
Nella terza parte del vostro opuscolo
vi lasciate trascinare dalla vostra tesi al
punto di fare parecchie affermazioni che
vi sarebbe difficile giustificare. Certa
mente, entrando in un sindacato, l'anar
chico fa una concessione così come ne
fa depositando il titolo del suo giornale do
mandando l'autorizzazione del Trafalgar
Square alla prefettura di polizia di Londra
per un meeting,' firmando persino l'af
fitto del . suo alloggio o del suo potere
cooperativo, o lasciandosi mettere le
manette senza rispondere con dei pugni.
Trattare d'ideologi coloro i quali dimo
strano che vi ha concessione, non è nè
giusto, nè giustificabile. Senza codest

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