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Cronaca sovversiva. (Barre, Vt.) 1903-1920, September 11, 1915, Image 2

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CRONACA SOVVERSIVA
Lo hanno voluto occusatore pubblico
nel processo di Caplan e Schmidt gli in-
teressi coalizzati di uua grande corpora
li zione nota a Los Angeles per la sua guer
ra inesorabile al lavoro organizzatoe dei
maggiori capitalisti della piazza, i quali,
per le rivincite dell'ordine, hanno sno
dato seuza iudugi e senza .riserve i cor
doni della borsa inesauribile. ' -
A presiedere il dibattimento è destina
to, dalle stesse influenze onnipossenti, il
giudice Willie del quale il Los Angeles
Labor Coucil, il Building Trade Council
e la Socialist Assembly hanno in queste
ultime settimane denunziato le scandalose
complicità colla Merchants and Manu-
factureros Association, non' che l'impu
deuza svergognata con cui ha legittimato
la turpe, fraudolenta costituzione della
mercenaria giuria che sulla forche di Ca
plan e Schmidt insegue la restaurazione
del compromesso prestigio capitalista
Cosi sono attanagliati fra boia e tira
piedi Caplan e Schmidt senza speranza
di veder altro lume se in conspetto del
l'orrendo agguato che insidia nei due
ostaggi il comune diritto, il proletariato
non vigila in armi, deciso alle rappresa
glie esteme.
Con quale zelo lavori per la forca e pel
boia, James W. Noel, è apparso al pro
cesso di Indianopolis. Quantunque le
prove della fantastica cospirazione dina
mitarda siano sempre di là dall'apparire,
James V. Noel ha strappato alla giuria
di Indianopolis, sapientemente organiz
zata e lubrificata alla bisogna, così unani
me verdetto di domesticità e di complici
tà che vi sono insieme ribellati ed i giu
dici della Suprema Corte e Woodron Wil
S m, che pur non hanno per gli attentati
alla dinamite la più lontana indulgenza
e ricusando l'ultima sanzione al giudicato
mercenario, accordando la libertà condì
zionale alla maggior parte dei condannati
ed indulgendo largamente ai reclusi, han
no mostrato di comprendere e di sdegna
re la disinvoltura impudica e disastrosa
della magistratura da servizii della gran
de repubblica.
Tuttavia potrebbe vittoriosamente il
proletariato rompere l'ordito della fosca
trama sol che misurasse da ogni succes
so, anche dai più tenui, anche da quelli
che egli ha ottenuto col minimo sforzo,
col semplice spiegamento della sue forze
solidali. -
John Lawson consegnato all'ergastolo
da un giudice senza scrupoli manifesta
mente salariato dalle Compagnie, e da
una giuria vassalla ai loro corsari, ha
trovato nella Suprema Corte dei giudici
che gli hanno temporaneamente so
speso l'esecuzione della sentenza, che gli
hanno promesso la revisione della causa
e garantito che dal nuovo dibattimento
saranno esclusi i giudici dallo stampo di
Granby Hillyer cuciti a filo doppio colla
.geldra e cogli interessi della pirateria
-rochefelk riana.
Non perchè sia più facile trovare nelle
'corti supreme una magistratura meno
servile che nelle sedi inferiori, chè le bot
teghe della giustizia sono eguali dapper
tutto e delle merce non muta se non il
prezzo; e neanche perchè il giudice della
'Suprema Corte S. A. White sia più ri
spettoso o più tenero dei diritti del lavo
ro che non i suoi subalterni; ma perchè
dove la protesta romba densa d'indigna
:zioni unanimi e decise, il depositario sa
igace dell'ordine è costretto a domandarsi
se Rockefeller coi suoi milioni pesi su le
bilancie della giustizia più che tutte le
istituzioni della repubblica, più che la
repubblica stessa per dovergli ciecamen
te sacrificare questa e' quelle in un con
flitto che, sbarrate alla speranza tutte le
vie, deve chiedere alla disperazione, su
lo sfacelo dell'ordine costituito, l'epilogo
dell'estrema salvezza dell'ordine e della
libertà.
Bisogna fare per Caplan e Schmidt
quello che si è fatto per Mover, Hayvvood
e Pettibone, quello che si è fatto per Al
damas, quello che si è fatto per John
Lawson: agitarsi ed agitare senza tregua,
senza indugi, senza paura, fino alla vit
toria definitiva.
Il compito ai buoni !
NOI
costa
$1.25. Comperate subito
la vostra copia, mandando va
glia al GRUPPO AUTONOMO
Box 53, EAST Boston, Mass.
É3 V k r PI A A FACCIA 62J
B rAvtlA C0L NE- m
'B-'rvwirMICO costa fÓR
CLEMENTE DUVAL
Memorie Autobiografiche ,
: PARTE TERZA
(Continuazione vedi numero prec).
All'indomani, dopo il primo appello,
in luogo di spalancarci le porte pei la
vaggi, pel consueto bagno domenicale, i
sorveglianti del servizio reintegrarono ai
pelottoni gli uomini delle diverse corvées,
così chè fuori non rimaneva se non il
personale di custodia insieme coi contre
maitres;e con mia grande sorpresa, Gas
set, al quale avevo particolarmente rac
comandato che venisse a tirarmi di gab
bia, non si vedeva.
C'era dunque del nuovo, ed il nuovo
era di malaugurio. Ciascuno, ed indarno,
si domandava che cosa mai forse capitato.
Di tanto in tanto due sorveglianti passa
vano dinnanzi ai cancelli affaccendati,
ed un contre-maitre andava1 o tornava
correndo dalla marina intanto che qual
che moccolo, un ordine imperioso od
una maledizione, "nell'aria passava come
un baleno.
Alle due e mezzo del pomeriggio il
motto dell'enigma si disegnò nettamente
nell'animo mio sconvolto ed angosciato :
il Comandante, il sorvegliante capo, cin
que, sei secondini, parecchi ccntre mai
tres, fra i quali Gasset, s'arrestavano
dinnanzi alla porta del pianterreno del
J'ospedale. C'è stato un rapido scambio
di domande e di risposte fra i berrettoni
dello stato maggiore, poi il sorvegliante
dei lavori cercò indarno aprirne la porta.
Fu mandato pel fabbro . che venue e ne
tentò invano con un mazzo di grimaldelli
la serratura. La porta fu allora sfondata,
e lejjtrionfanti gesticolazioni dei sorve
ghante capo dicevano a noi tutti, a me
con particolare amarezza, che si era sco
perto ancora un tentativo d'evasione. I
contre-maitres portavano via galleggianti
e travi, abiti e cordame, ferri ed utensili
mentre passando innanzi alla nostra ca
merata, con la gioia sul volto il coman
dante ed il sorvegliante in oapo discute
vano animatamente.
Non sapevo' in alcun modo darmene
pace o ragione. In mezzo a noi mi affati
cavo indarno a cercare lo spione, il rin
negato, il traditore: noi. ci poteva èsse
re ! Tutte le trattative per la provvista
dei materiali e dei viveri erano state con
dotte da'me non soltanto con persone che
mi erano legate da una devozione asso
luta, ma con tanta cautela che non ne
poteva essere filtrato il più lontano so
spetto.
te, tutto andava alla malora ancùe una
volta ! e questa, definitivamente. Io mi
aspettavo di minuto in minuto d essere
agguantato e portato alle celle, così che
quando alle quattro circa, Grasset venne
a trarmi ciana camerata, mi son detto
dentro di me : "vecchio mio, tu ci sei; e
spacciato!"
Trovai invece il mio contre-maitre di
ottimo umore, gentilissimo, fino a farmi
le sue scuse del non essere venuto prima
come gli avevo chiesto ed egli m'aveva
promesso.
- Non è stata colpa mia, Duval ; è
stato quell'imbecille di Prat che ha mes
so tutto il mondo a soqquadro.
Prat? e che cosa c'entra Prat?
Se c'entri ve lo dirò al cantiere.
Può sbucar di dietro ad un muro la fac
cia d'un sorvegliante o, anche peggio,
starvi in agguato, mi bisbigliò sotto vo
ce, e non vorrei farvi torto perchè insie
me con Prat c'entrate voi pure.
-Io? con Prat? voi mi parlate san
scrito, Gassec, e poiché mi fate brancolar
nel buio, avrò pazienza : discorreremo
arrivando.
Al cantiere mi raccontò che Prat il
quale era alle celle, in prevenzione per
essere penetrato nella camera del sòrve
gliante Genais ed avervi rubato una
ventina di franchi, era riuscito la vigilia
a farsi trasferire all'infermeria e che nel
la notte si era suicidato.
Suicidato ?
Per burla. Il sorvegliante accompa
gnato dalla suora trovò mancante alla
prima ronda il vostro amico Prat e ne
informò subito il Servizio Interno che
iniziò immediate ricerche le quali furono
inutilmente proseguite tutta la notte.
Questa mattina all'alba, un sorve
gliante trovò sulla spiaggia, alla Rocca
Piatta, la maglia, il calzone di Prat con
un biglietto così concepito : "Sono con
dannato a perpetuità, ed ho sulla groppa
una nuova istruttoria per furto qualifi
cato che è quanto dire altra e più aspra
reclusione, la morte lenta in un sepolcro.
Meglio andarle incontro a farla finita.
M'affogo. Chieggo scusa del male che ho
fatto e mando l'ultimo addio a coloro
che ho più amato. Prat."
- Ma allora si è davvero affogato ?
Aspettate. Quando portarono il bi
glietto ed i cenci al comandante in capo,
questi apparve come rassegnato e persua
so: "uà avuto in tutta la sua vita, per
la prima volta, un lucido intervallo. Non
aveva oramai altro scampo", ".
"Rimase qualche minuto sopra pen
siero -il Comandante, fece venire uno scri
vano quasi volesse sbrigare le formalità
di rito coi rapporti alla Direzione di Ca
jenria, poi d'un tratto siahò avviandosi
all'ufficio del sorvegliante in capo a chie
dergli se lì, accanto agli abiti non avesse
trovato iudizii sospetti : "Capirete, bron
tolava il Comandante, capirete che se si
fosse ammazzato tutto sarebbe per il me
glio, così per lui come per noi ; ma ci
avesse burlati ? Se il suicidio fosse simu
lato esclusivamente per coprire un'eva
sione audace? Pigliate qualche uomo ed
andiamo a vedete".
"La caccia fu ricominciata su area più
vasta e coti maggior animazione, ed a
mezzodì Prat erà scoperto a qualche cen
tinaip di metri, sdraiato, esausto, mezzo
morto per davvero in una macchia di
palmizi. L'interrogò subito .il Coman
dante stesso ed il disgraziato confessò
che d'ammazzarsi all'ultimo momento
gli era mancato il coraggio".
In tal caso sareste tornato a conse
gnarvi evitando d'addossarvi oltre il prò
a: e i 11 .
aau ui ìunu queuo nuovo e più grave
di tentativo d'evasione.
Non me ne sono sentito più
raggio.
Ammettendo così che non vi
il co-
nma-
neva oramai altro scampo ed altra solu
zione che di evadere? incalzava il Coman
dante. Se pure il trucco del suicidio non
era già organizzato a coprire un propo
sito lungamente maturato.
Portarono Prat alle celle, sfinito.
Poi sotto gli ordini e colla diretta par
tecipazione del comandante si sono ri
calcate tutte le vie, frugati tutti i recessi,
perquisite le lavorazioni a scovare gli ele
menti che suffragassero il sospetto del
Comandante; senza risultato. Tanto che
si ritornava agli uffici ed era egli stesso
persuaso che non vi fosse nel mancato
suicidio di Pratt se non il gesto di un di
sperato, quando passando dinnanzi al
l'infermeria chiese al sorvegliante-capo
se ne avesse perquisito il pianterreno.
Inutile, nbn c'è più nulla. Si è por
tato via quanto v'era iu deposito allorché
Poitou se n'è andato iu cella.
Non è inutile, aveva soggiunto bru
sco il Comandante: fate aprire.
Non era cosa facile: il sorvegliante dei
lavori, il fabbro tentarono indarno farvi
giuocare chiavi e grimaldelli e si dovette
atterrare la porta. ,
Per trovarvi un bel nulla se all'epo-'
ca del voluto tentativo di Poitou ne ave
vano asportato ogni cosa.
Per trovarvi quanto bastava all'eva
sione d'un pelottone, quello che voi vi
avete accumulato, Duval. . .
- Smettete la burla, Gasset, non mi
piace. . .
Smettiamola tutti e due, Dùval,
tanto più che, voi lo sapete, io non sono
arnese da farvi la forca, nè di impicciar
mi degli affari vostri, e tanto meno farvi
del male, chè del resto.
Del resto?
Del resto le prove le avrei trovate
stamattina là dentro ed avrei potuto of
frirle subito all'istruttoria e voi sareste
ai ferri da un paio d'ore.
Prove, dite?
Prove: sei maglie , e sei calzoni di
liberati che vengono . da un magazzino
che io ho in consegna e di cui tengo, le
chiavi al cantiere; lamine di raccordo in
ferro, per tener le parti della zattera, che
io vi ho visto fare ai lavori senza dirvene
mai nulla pensando che fosse camelotte
cui chiedevate un po' di profitto; ferri,
viti, strumenti. . .
- Meno male che vi siete persuaso a
non dir nulla, Gasset! Perchè queste ter
ribili prove hanno l'aria di stare assai
più al carico vostro che al mio. Come?
voi avete l'ordine di sorvegliare Duval,
il più pericoloso dei deportati, e voi gli
lasciate fare scalmi e lastre, timone e car
rucole con cui preparerà la zattera ad
evadere? Voi avete in consegna i panni
dei liberati, glrutensili del cantiere, e ne
lasciate con una negligenza che sa di
complicità, le chiavi e la libera disposi
zione a Clemente Duval cui non possono
servire se non per evadersi? Ebbene, il
vostro è un granchio paradossale Gasset,
e nella peggiore ipotesi voi siete deciso a
tacere; ma fosse vero il vostro sospetto,
ed aveste davvero voglia di parlare,' le vo
stre prove v'accompaguertbbero in cella
ai ferri, dinnanzi al tribuna.e speciale di
marina, mio povero Gasset, insieme con
me,- che vi metto al sicuro da ogni timo
re e da ogni minaccia, subito: non so del"
tentativo d'evasione che mi illustrate. .'.
Eppure se mi saltasse il ticchio di
illustrare potrei aggiungere ancora una
circostanza terribile e positiva, nume
rando i complici. .
- I complici del mio fantastico tenta
tivo d'evasione?
Già, Pini. ,'.r
Smettetela, Gasset. Voi dite che i
muri hanno orecchie, voi sapete che è
fogne
patriottarde
Figli, non tornate J" l'appello che
le madri italiane hanno, a mezzo del no
stro giornale, rivolto ai figli emigrati
nelle due Americhe perchè non tornino
laggiù dove sarebbero immolati, al trion
fo d'una menzogna orrenda e sanguino
sa, al trionfo della patria "che pur edifi
cata coll'abnegazione," col sacrifizio, col
sangue dei nonni ingenui ed eroici, dì noi
non volle mai sotto le grandi ali benigne
ai parassiti ed ai vampiri" diffuso in più
che cinquantamila esemplari pei quaran
totto stati dell'Unione ha sommosso tutte
le 'fogne del patriottume ventraiolo, ri
gurgitandone i magnaccia che vi si in
grassano vendendo al Kaiser od allo Czar,
a Giorgio V od a Poincaré od a Genua
riello, egualmente spregevoli, ai vampiri
della Banca di Francia o d'Inghilterra,
della Deutsche Gesellshaft o della Terni,
del Krupp o dello Schneider egualmente
àvidi e spietati,' la rettorica e l'entusia
smu lenone per la ciotola di broda e per
la pagnotta quotidiana che non saprebbe
ro egualmente guadagnare.
E se ne siano venute a galla coscienze
ptitride, ceffi patibolari, merdose anim
di sicarii ansanti all'onesto mestiere del
boia, si può immaginare senza sforzo.
La mutria più oscena nella geldra mer
cenaria è senza contrasto quella di Lau
rent Casas che l'idrofobia manigolda sfo
ga nelle latrine de l'Echo de l'Owest.
Laurent Casas è stato un anarchico ai
bei tempi, uno di quelli anzi che non ba
dava a scrupoli nella scelta dei mezzi di
agitazione e di insurrezione, più fami
gliare assai colla rivoltella che non colla
dottrina della rivoluzione sociale, tanto,
che la preferenza dovette scontare con
una lunga residenza alla Gujana dov'è
rimasto sempre il panegirista fanatico
della propaganda del fatto ed in modo
particolare di Ravachol.
Scappatone pel rotto della cuffia e ve
nuto qui, è andato incontro alle prin e de
lusioni : voleva la nicchia pel suo marti
rio, voleva la pensione per la sua carrie
ra, un canonicato qualsiasi nel movimen
to, e quando si è accorto che bisognava
riconquistarselo a furia di fervore e d'ab
negazione il suo posto a l'avanguardia,
Lourent Casas ha messo la sordina al
l ideale, lo ha accomodato a tutte le bi
sogna, ha pianto ad ogni porta, ha tre
scato con tutte le organizzazioni,, indar
no : ha finito per ultimo di recitare din
nanzi al console francese di San Franci
sco il suo atto di contrizione, rinnegando
l'anarchismo e tutto il suo passato, tutta
la sua fede, chiedendo umilmente che le
porte della patria gli fossere riaperte.
Un rottame in mare al quale si indul
gerebbe pietosi se in lui lo squallore del
rinnegato, che non ha oramai altro orgo
glio che della sua pusillanime diserzioue
e della sua abiura svergognata, non si
compiacesse d'ineffabile vigliaccheria.
Non crede più all'anarchia, Laurent
Casas? e va b;ue ! Se ne va. Se ne va
senza rimpianti. Contava poco assai quan
do s'illudeva di aver degli anarchici la
temerità di pensiero, l'audacia dei pro
positi e la tenneia necessaria dell'azione,
conterebbe ancora meno, sarebbe un'im
paccio iu mezzo a noi ora che non crede
più, ora che ha soltanto la nostalgia de
la patria e dell'ombra del natio campani,
le : buon viaggio !
Gli è che non se ne vuol andare.
Le porte di Francia sono spalancate,
ora.
La mala guerra miete nelle Fiandre e
nei Vosgi, a manipoli, i figli della terra
generosa ed obliosa, ed a colmare le la
cune beanti i Consigli di Leva non bada-
questo ambiente di sospetti e di perfi(r
in cui il nome più innocente connesso À
sospetto alla più lieve delle contrav-.
zioni, diventa zimbello . d'un tratto T
persecuzione ed alla tortura - e f-.t
1 ,,ue il no.
me d un uomo, col quale, ve lo dico
drei in capo al mondo se le circostan"
me ne aprisseroja via, ma iu questo
mento è all'ospedale, malato gravenienj'
e degno di ogni più geloso riguardo v
d'altra parte, che cosa importa a v ?
Fosi'anche vero che col Pini avessi orgà
nizzato l'evasione e me ne volessi anda'
re, voi, che pur siete un deportato,
galeotto, che cosa ci avreste a veder"
fuor di questa differenza: che voi galeot!
to leccate la zampi che vi percuote, e n "
saiwin iviv.mauiu invece ai trovar le
della vita e della libertà?
vie
Clemente Duval.
in tumulto
uu inmu sunne, s acconciano dei ri
fiuti, rifiuti del trivio, della sentina e del
bagno, scrofolosi e rachitici, ottusi e stor
pii, anarchici contriti ed ergastolani in
rottura di bando; aprono le braccia a
quanti inutili a sè, inutili agli altri non
trovano scampo e prezzo che all'ammìtz.
zatoio : e col berrettone rosso dello zUa
vo, con un po' di fegato nella giberna
Laurent Casas deciso a marciare pel hon
te troverebbe in Francia, oggidì, l'j.
dulgenza piena di ogni suo antico peccato
Non vuole, non parte ; e passi ancora i
Ma che cotesto lazzarone abbia l'impu!
denza di chiedere alle madri, d'Italia o
di F rancia o di Germania, che è tutt'uno
poiché l'utero ed il cuore delle madri è
dovunque senza patria, e sono le stesse
sotto ogni latitudine, le loro tragedie
che cotesta carogna imponga, sotto pena"
della forca o del vituperio, alle madri no
stre di dare alla guerra la carne ed il
sangue dei figli, ogni loro gioia ed oga
loro speranza, mentre non leda etrli
Laurent Casas, insieme coi compari de
l'Echo de l'Oest Che la rettorica grep
paiola, che l'incitamento salariato, è im
pudenza che va oltre tutti i confini della
pazienza e della fantasia, e non si ripaga
che della pedata con cui si rovescia nella
fogna, definitivamente, l'immondo baga
scione.
Chè se si potesse pigliar sul serio cinque
minuti soli, e regger dinnanzi in un con
fronto impossibile, senza nausea altri
pinnno minuti li i
& jucuuc pusare una
questione con tutta sicurezza che non ri
sponderà mai : una questione assai seni
plice, tuttavia.
L'azienda della Cronaca è pubblica.
Essa mostra" numero per numero i soldi
che riceve, quelli che spende, quelli che
deve, dal momento che in cassa non ha
che debiti da cui si illustra l'irrevocabìle
orgogliosa miseria di coloro che la fanno,
dai suoi tipografi all'amministratore ed
redattore: non ha tra i suoi oblatori un
tedesco, come non ha fra i suoi abbonati
nè il Kaiser nè i suoi agenti.
Ha la casa di vetro, la Cronaca, ed
ogni galantuomo, ed ogni sfacciato, vi
può guardar dentro : il pane vi si guada
gna col lavoro, e si mangia scarso col su
dore e coll'angoscia per companatico.
Faccia altrettanto l'Echo de l'Oucst,
mostri ai suoi lettori come campi e con
quale denaro possa tenere alla greppia
doviziosa la vasta famiglia dei suoi seri
bivendoli, e se non il diritto di chiamar
noi agenti del Kaiser, che ci auguriamo
di veder appeso allo stesso lampione a
cui, riconquistati a sè stessi, appicche
ranno i paria d'ogni patria, Gennariello,
Nicola, Poincaré e Cecco Beppe, que-
jst'inverno o l'altro quando
... più che il dolor potrà il digiuno,
trarrà almeno la buona occasione di di
mostrarci che nelle sue casseforti insieme
ai quattrini dei colli torti che pagano per
gli annunzi delle messe e delle novene, e
dei tedeschi che vi fanno la reclame alle
loro ciurmerie, non si confondano men
dicati con eguale accatonaggio ed incas
sati colla più internazionale delle com
piacenze i marks del Kaiser e le sterline
di Giorgio, i rubli dello Czar ed i buoni
luigi della patria; come sospetta insieme
con noi ognuno dei suoi lettori smaliziati.
Ma Laurent Casas uon risponderà mai
a cotesta sfida categorica e tra il correre
e pagare, si ritirfferà nella belletta sordi
da in cui ingrassa nell'attesa del prossi
mo voltafaccia, e dalla quale ha avuto il
torto di metter fuori il grugno venduto.
A la fogna ! et parce sepultis !
A San Francisco sempre, la diffusione

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