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Cronaca sovversiva. [volume] (Barre, Vt.) 1903-1920, June 10, 1916, Image 2

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CRONACA SOVVERSIVA
si
- - Trecento immigrati dal sud dcl
aEttropa, molti dei quali dall'Italia, so
no stati trattenuti al porto di Boston e
forse saranno deportati, perchè dai loro
passaporti risulta che furono eseuziati
dal servizio militare per debolezza di co
stituzione fisica.
; Si tiene i figli più forti e più robusti la
unadre patria, e li immola pel sacrificio
orrendo. Agli altri: i debo'i, i fiacch', i
inalati, nega il pane e il lavoro, e li caccia
pel mondo raminghi, a raccattar un toz
sto con l'elemosina.
Se li rifinta il loro re per la sua gu rra,
SI re che ha tanto bisogno di uomini,
avranno le ossa fradice e il sangue mar
cio, bau detto le autorità americane
non li vorranno neanche i re della in
dustria d'America.
E li rimandano in patria a nmcire nei
tuguri, negli ospedali, negli ospizi di
rmendicità.
Il barometro.
La seconda delle misure da adottarsi
per la grande preparaziane bellica, è sta
ila approvata dalla Camera dei rappre
sentanti. Riguarda la costruzione di 5
àucrociatori, 4 esploratori, 10 torpedi
miere, 50 sottomarini e 130 aeroplani.
IProvvede per la istituzione di una fab
jbrica governativa di corazze. Autorizza
Taumeuto di circa 17.000 reclute per
la. marina. Si appropria la somma di
1269, 900,000 per attuare le suddette pro-jposte.
Dalle trincee e dai focolari
Le lettere fioccano così numerose e così assidue che lo spazio non basta, e sono
' iu genere così monotone che letta una si può facilmente giudicare delle altre.
Non cestiniamo, badate bene ! perchè sono gli accenti diversi d'una protesta che
tsi fa ogni giorno più diffusa e più suggestiva ; ma ne limitiamo la riproduzione alle
poche righe interessanti e differenziali, con uguale sollievo del giornale e dei lettori.
Palmanova, 9 Aprile 1916
Carissimo fratello,
- "Vengo a darti mie notizie che sono buo
ne ed altrettanto spero di te e della tua
ffamiglia. Sono impensierito per la par
tenza di Bruno, che non avesse a succe
dergli qualche disgrazia pel viaggio: i
sottomarini sono tanto attivi... ma spe
lliamo che tutto vada bene ed appena ar
rriva ti prego di darmene notizia. Oggi
'la sua classe è stata chiamata a passare
la visita, fortunato lui che partendo si è
.levato tutti i pensieri.
Vi auguro che passiate bene le feste...
iìo le passerò fra iJ pianto ed il pensiero
della famiglia lontana; in mezzo" al con
tinuo pericolo senza sapere quando po
ltro riunirmi ai miei cari.
'Sono undici mesi che fui richiamato e
pare che la guerra debba incominciare
adesso. Se tu sapessi quanto sono stan
co di questa vita. Se avessi le ali come
volerei lontano da questo inferno.
rLa notte del sette passò di qui a Pal--ananova
una squadriglia di aeroplani au--striaci
che lasciò cadere qualche bomba.
Wi furono quattro morti e parecchi feri
"tti.., la morte arriva ad ogni momento.
Potessi avere la fortuna di riabbrac
ciare la mia famiglia... Ricevo lettera
oggi da casa e mi dicono che mio figlio
Oddone è ammalate di morbillo. Ci
mancava anche questa per compire la
serie delle mie disgrazie ; ormai la morte
-sola mi posso aspettare, e spesse volte la
r'Jesidero, pure di non contemplare il tri-
ste spettacolo della mia famiglia ridotta
.sul lastrico.
Torquato pure è stato richiamato e se
ila guerra continua sarà anche egli rnan--dato
al fronte.
Intanto ti saluto e ti raccomando di
fscrivermi e non ti scordare di noi.
Antonio.
Da una lettera del fratello a Vitto
rio Minardi di Mt. Vernon, N.J.
Sortino, 16 Marzo 1916
Giuseppe carissimo,
tu per ora ti trovi al sicuro, men
tire io poveretto non so come mi andrà a
.finire, perchè è facilissimo che mi mette
ranno abile, con mio sommo dispiacere,
:ma del resto bisogna far coraggio e spe
dare non giunga mai il momento di par
aire per l'inferno.
La guerra si fa solo per i ricchi e tu
mon puoi immaginare che tristi tempi
rsiano questi per noi operai. Sortino sem
Ibca un cimitero, si vede qualche vecchio
i-ma i giovani no, perchè ce li ha tolti il
sgoverno per sacrificarli nella sua guerra.
Ora il paese abbonda di arabi ed è pro
babile che vi lascino la stirpe, perchè per
guadagnare qualche soldo, i poveri sono
Nuove monete speciali sono state
coniate espressamente per la preparazio
ne militaresca, e saranno fra breve messe
in circolazioue. Il segretario del tesolo
dandone notizia alla cameri ha aggiunto
che " queste nuove monete sono intese a
ricordare ai cittadini l'interesse' per la
protezione del paese."
Lo stato del Massachusetts ha
votato parecchie leggine in merito alla
preparazione bellica. Fra le quali : quel
la che toglie alle guardie statali (militia)
il servizio di p lizia . negli scioperi, per
affidarlo a un nuovo corpo di constabu
larys; quella di ricompensare gli impie
gati di Stato, mentre rimangono nella
guardia nazionale.
Il congresso nazionale vuole che
tutti i vascelli della marina mercantile
siano usati come ausiliari dell'armata in
caso di guerra.
Con lettera circolare diramata a
tutti i comuni aventi una popolazione non
inferiore ai 4000 abitanti, il governo fe
derale invita i direttori delle scuole pub
bliche a cooperare con le autorità citta
dine nell'opera di ' ' aniericanizzazione'"
degli stranieri.
Più chiaramente si vuole che nelle
scuole serali s'iustilli l'amore verso la
patria adottiva nel cuore degli immigrati,
e il dovere di servirla in ogni modo, in
modo che in caso di guerra ne sia facile
la coscrizione.
Per tuie opera è richiesto anche l'aiuto
delle chiese. Hobo.
costr:tti a tenerli in casa da mattina a
sera.
Sento che la mala stagione ti danneg
gia, ma contentati così, e non venire
a Sortino come hanno fatto certi mam
malucchi.
Verrei volentieri in America, ma fin
ché dura la guerra non mi rilasceranno il
passaporto... e salutami la tua famiglia.
Con affetto fraterno.
Tuo amico Grimaldi Nunzio
Da una lettera di un amicò a Vin
cenzo Bonviciuo di N. Y.
Bulgaria 26 Marzo 1916
Caro nipote,
la nostra casa dopo la partenza di
Primo è desolata...
Desideravo tanto quel figlio a casa, co
me un cieco brama la luce, e credevo di
restare con lui fino alla morte, ed invece
non ho nemmeno potuto vederlo quanto
ho voluto.
- Credilo, Pietro, non si descrive il do
lore di una madre che ha tanto sofferto
per allevare un figlio, e quando è grande
è strappato agli affetti domestici per an
dare per forza a sciupare la sua vita in
terre straniere dove si semina la morte.
Che male avevamo noi fatto per farci
tanto soffrire... Spero di morire presto
perchè non mi sento la forza di soprav
vivere a così grandi dolori.
Scrivi qualche volta anche a lui, ed a
me le tue notizie mi sono care come
quelle del mio povero Primo.
Ricevi i saluti e i baci di tua zia
Rosa Crociati
Da una lettera della zia a Pietro
Crociati di Cambridge, Mass.
Domegge, 31 Marzo 1916
Carissimo fratello,
Qui passiamo un periodo tutt'al
tro che desiderabile. . . Si salva chi può.
Gli esercenti fanno la bàrba d'oro que
sta volta; le loro case, le loro sale, le
chiese devono rimanere per il loro uso,
mentre le nostre case, le case dei poveri
vengono danneggiate perchè devono ser
vire di riposo ai soldati.
Ci sfondano le porte senza nemmeno
domandare le chiavi, come hanno fatto
nella nostra casa; e si servirono del fieno
senza alcun compenso.
Io reclamai e quei signori dalle stri
sele, che sono peggio degli arabi, mi ri
sposero che se fossero venuti i nemici
avrebbero fatto di peggio!
Ho reclamato perchè almeno mi vuo
tassero la fogna ricolma fin dal mese di
Aprile e ricorsi al Sindaco, il quale disse
che bisognava essere imbecilli per rivol
gersi a lai, e poi al Comitato della mobi
lizzazione civile con successo uguale, fiu
chè un giorno m'arriva a casa la guardia
municipale per dirmi che toccava a me di
vuotarla... ed io che credevo che la guar
dia venisse per pagarmi l'affitto ed i dan
ni avuti... faremo conto che siano entrati
gli austriaci e nella lotta abbiano abbru
ciato ogni cosa.
Quanto a salute sto bene e lavoro
sempre. - -
Quest'anno dimstrimoni non se ne
sin visti, però queste ragazze perdono la
testa a vedere le "monture" e f anno al
l'amore lo stesso; anche le "femmine" si
divertouo preparando sorprese ai mariti
lontani.
Altre novità non ho a dirti e ti mando
i miei saluti sinceri.
tuo fratello Gaetano.
Da una lettera del fratello al comp. Augu
sto Pinozza di Detroit, Mieli.
Cornuda, 31 Marzo 1916
Carissimo fratello,
Con molto piacere ho ricevuto tue no
tizie... e se sei stanco di stare lì dove sei,
fatti coraggio perchè qui è peggio e si è
sempre in pericolo di morire. Io, mi ac
contenterei di mangiare un solo pasto al
giorno piuttosto che es-:er qui... si dorme
all'aperto e senza paglia e da trenta gior
ni non mi levo più i panni di dosso.
Mi fauno fare istruzione tutto il giorno
e correre con lo zaino sulle spalle, ci sia
il sole o piova ; in questo mese ho preso
più pioggia che in tutti gli altri trenta
anni della mia vita.
Siamo tremila tutti di terza categoria
e presto dovremo partire per il fronte.
Sarà difficile ebe io possa tornare a ca
sa... e vorrei dirti che forse questo sarà
l'ultimo mio scritto e gli ultimi miei sa
luti. Fratello, se io dovessi morire ti
raccomando i nostri cari.
Io dovrò lasciare i miei piccini soli al
mondo, senz'altro aiuto che quello della
loro povera madre. Ti raccomando d'aiu
tarli, almeno finché potranno guadagnar
si un pezzo di pane, ed insegnar loro la
strada migliore.
Anche i vecchi nostri, poveretti, ri
mangonosoli, e li raccomando caldamen
te a te; però non venire in Italia, sareb
be la tua rovina.
A casa scrivo sempre bene perchè sono
abbastanza afflitti, ed anche tu quando
scrivi non far sapere quanto ti ho detto.
Spero poterti scrivere ancora, ma ram
menta la famiglia.
Addio.
Tuo fratello Francesco.
Da una lettera del fratelli ad Augusto Gal
lina di Strawn Tex.
Silerno, 28 Marzo 1916
Carissimo Cugino, "
Ai quattro di Giugno 1915 fui ar
restato per sospetto di spionaggio e per
principii politici ed internato insieme ad
altri ad Avellino, dove abbiamo sofferto
la fame poiché il governo ci passava una
minestra giornalmente, un soldo di pane
ed uno di vino, per un totale (compreso
l'alloggio) di cinquanta centesimi.
Poi fui arruolato e dopo un mese mi
processarono, o meglio, tentarono un
falso processo prima come spia, poi per
chè facevo della propaganda contro la
guerra, ed infine come cospiratore.
Dopo 15 giorni di segregazione e ses
santa di prigione sono uscito assolto per
mancanza di prove e per. insufficienza di
indizii. . . e 45 giorni dopo l'assoluzione
mi hanuo retrocesso dal grado di capo
rale perchè appartenente a "sette antipa
triottiche." Qui a Salerno sto bene, però sono sem
pre sotto sorveglianza speciale: l'altro
giorno la mia compagnia fu mandata a
far la guardia ai prigionieri austriaci, ma
io venni dispensato da tale servizio: evi
dentemente mi ritengono più austriacan
te di Francesco Giuseppe.
Si è italianissimi, più di tutti gli alto
locati italiani, ma non importa, basta es
sere contro la guerra, perchè ti aizzino
contro il popolo e gli faccian credere che
si è tedeschi, traditori. . .
Per mesi e mesi non ho ricevuto noti
zie dei miei cari essendo tutta la mia cor
rispondenza intercettata.
Ti ringrazio del tuo attaccamento per
la mia famiglia e spero, appena conge
dato, di poter venire in America.
Saluti e baci da tuo cugino
a. a.
Da un lettera del cugino al comp. Clanter
Mattia di Virian, W. Va.
Siamo Antiorganizzatori?
Nòn è capitato soltanto 'a noi. .
Nella storia sono molti i casi in cui uo
mini e partiti furono, dai loro avversarli
battezzati con un appellativo che, svisan
do la vera sostanza delle idee, riuscisse
ad impressionare coloro i quali si ferula
- no alla superficie delle questioni e delle
parole. .
Il nome di anarchici non fu scelto dai
pionieri delle nostre idee spontaneamen
te; ma fu loro, appiccicato dagli avver
sari appunto perchè anarchia, nel Jin
guaggio comune, significava caos, con
fusione, disordine.
Però, dal'momento che la parola anar
chia, per il suo significato etimologico,
dts'guava molto bene le loro, finalità,
quei primi militi accettarono di buon
grado il nome di anarchici e lo fecero
proprio.
E se l'appellativo di anti organizzato
ri, specificasse esattamente il vero atteg
giaiuento nostro di fronte al movimento
operaio, neanche uoi esiteremmo a chia
marci così.
10 non bado più che tanto alle parole;
ma quando queste parole, usate ad arte,
creano l'equivoco ed il confnsionismo,
sviano le discussioni facendole degene
rare in polemiche vuote ed astiose, è be
ne, dico, chiarire le cose.
A me pare anzitutto che il nome di
"organizzatore" applicato a chi si ado
pra a scuotere i lavoratori dall' inco
scienza e li incita a unire le loro energie
contro il comune nemico, non sia appro
priato. Non vi è uomo capacedi "organizzare"
la classe lavoratrice, se organizzare si
gnifica coscrivere i lavoratori tutti in un
unico esercito. Ed è bene che non vi sia.
Perchè se vi fosse un uomo o degli uo
mini capaci di organizzare l'intera classe
lavoratrice, quegli stessi uomini avreb
bero la capacità e il potere di condurre
la massa organizzata là dove essi vorreb
bero, o di disorganizzarla.
La verità è che il proletariato è di già
organizzato. Se per organismo s'intende
il complesso di organi esercitanti funzio
ni diverse nella forma, ma dirette allo
stesso scopo, allora io' dico che l'organiz
zazione economica del proletariato già
esiste nell'industria.
I lavoratori sono bell'e organuzati in
base alla produzione, ma soltanto a be
neficio dei padroni.
11 fine dei rivoluzionarii dovrebbe es
sere quello di far sì che l'organizzazione
economica del proletariato, cella produ
zione, si rivolga a suo vantaggio.
In fondo, quelli che si affaticano ad
unire in lega gli operai d'una data cate
goria 0 industria, anzi che organizzare il
proletariato, lo disorganizzano; nel senso
che contribuiscono a dividere "la classe"
in sotto classi e categorie. Quando non
riescano a creare le aristocrazie del lavo
ro fra gli operai specializzati in un dato
mestiere, i quali giungono a considerarsi
qualche cosa di distinto e di superiore
dagli operai comuni.
Ora, è logico chiamarci antiorganizza
tori, perchè non ci adoperiamo a que
st'opera di disgregazione?
Se per antiorganizzatore s'intende co
lui ch'è contrario all'organizzazione, a
rispettare la realtà e la proprietà del lin
guaggio, quel nome si addice più ai cosi
detti leghisti od unionisti che a noi, solo
perchè non facciamo nostra professione
abituale quella di coscrivere ed irreggi
mentare operai.
Nè ci è proprio il nome di antiorga
nizzatori, se coeì si vogliono chiamare
coloro che non favoriscono l'unionismo
operaio.
Perchè, intendiamoci bene, noi non
siamo contrari all'organizzazione intesa
come principio d'associazione. Non sia
mo contrari all'associazione spontanea,
naturale, ma all' organizzazione artifl
ciale e formale.
Le donnicciuole del popolino chiamano
eretici ed atei i protestanti-luterani solo
perchè non credono a certe forme este
riori del culto divino. Ma per una perso
na intelligente e colta sono essi veramen
te atei ?
Così i pettegoli ed i fanatici dell'unio
nismo di mestiere; ci vogliono eretici ed
antiorganizzatori soltanto perchè ci ri
fiutiamo di sacrificare le nostre convinzio
ni, le nostre energie e le nostre coscienze,
sull'altare del loro bugiardo feticcio.
Per gli anarchici l'associazione ha va
lore in quanto è un naturale allacciamen
to di relazioni fra individui. I vincoli
debbono essere spontanei, non coercitivi.
Quelli decretati dall'organizzazione im
posta e formale, non possono servire a ce
mentare i coscienti, ad eccitare i torpidi,
a svegliare i dormienti.
Uu anarchico fautore dell'organizza
zione, "Catilina", nei tempi in cui fra gli
anarchici ferveva la discussione sull'or
ganizzazione di partito, ebbe a scrivere:
"l'organizzazione è utile e necessaria sol
quando a base sua c'è la coscienza dei
singoli individui che la compongono, co
scienza anarchica fatta di volontà, d'ini-,
ziativa e di desiderio d'agire."
D'accordo: però quando questa coscien
za individuale esiste, il bisogno dell'or
ganizzazione fittizia non è sentito. Que
sta coscienza fatta d'iniziativa e di desi
derio d'agire, determina l'associazione
spontauea e momentanea per raggiunge
re un dato scopo, per rispondere alle ne
cessità, del movimentò rivoluzionario,
multiforme e fluttuante.
C'è di più: se è vero (e chi potrebb
negarlo) che la coscienza, Catilina
aggiunge anarchica è la base dell'or
ganizzazione, come si spiega che i fau
tori dell'organizzazione vengono poi a
dirci, che fra i tanti, uno dei maggiori
e beuefici effetti di essa, è quello di
"formate" le coscienze e di incitarle
alla lotta?
No. Gli auarchici non sono, non pos
sono essere contro l'associazione in sè
stessa; il principio dell' associazione es
sendo legge naturale della vita.
Guardate alle miriadi di corpi che si
aggirano nel cosmo, repulsi ed attratti
dalle forze naturali contrarie, ognuno
avente un movimento proprio, in un'or
bita propria.
L'umanità infantile, rozza ed incolta,
dice che l'armonia (relativa e non asso
luta) regnante nel cosmo, sia l'opera di
una volontà suprema, che ad ogni corpo
dà vita, e tutti i corpi sorregge e dirige.
Gli uomini maturi negli anni e nel pen
siero affermano e dimostrano che la con
corde armonia dell'universo, è l'ultima
fase di una lunga lotta; che l' equilibrio
attuale è la risultante di mille cozzi e ri
voluzioni operatisi nei secoli, eliminando
con la lotta le condizioni e le cause dello
squilibrio primitivo.
Le mentalità infantili ed incapaci del
movimento operaio, per' dar fine allo
squilibrio sociale odierno, vogliono tra
piantare la divinità in terra, creando una
forza magica, ferrea, suprema, che dia
vita al produttore, ne diriga le azioni, ne
controlli i movimenti, circoscrivendoli
nella stessa orbita: l'organizzazione eco
nomica, il sindacato operaio.
Le mentalità anarchiche, scevre da
ogni preoccupazione autoritaria, vogliono
che l'equilibrio sociale si determini dal
cozzo degli elementi contrari, e che l'ar
monia nasca dall' accordo spontaneo e
volontario delle singole individualità
aventi una vita propria regolata dalla
propria coscienza.
Come negli organi fisiologici, il retto
funzionamento dipende dalla bontà delle
singole cellule, così nell'organismo so
ciale il benessere generale dipenderà dal
la qualità e dal valore dei singoli indi
vidui. Perciò il miglior modo di prepa
rare la nuova società nel seno della vec
chia dovrebbe essere, difetto a sviluppare
"individui " adatti a vivere in una nuo
va forma di società".
Nel processo evolutivo del mondo fisico
come nello sviluppo storico delle società
umane, il miglioramento della specie di'
pende da quello dei singoli individui.
Perciò allo sviluppo sociale sono dannose
quelle associazioni di lavoratori che non
possono sfuggire all'accentramento e alla
repressione delle capacità e delle volontà
individuali.
Preoccupati dalla "forma" dell'orga
nizzazione per la lotta di oggi ed il con
trollo di domani, i cosidetti anarchici or
ganizzatori e i sindacalisti Sicurano poco
o affatto dello sviluppo individuale dei
lavoratori. La storia del movimento
operaio Insegna che tutte le organizza
zioni, anche se nate sotto gli auspicii più
rivoluzionari, degenerano presto o tardi
in una nuova forma di sfruttamento e di
dispotismo: diventano strumenti di con
servazione sociale.
Nelle sue "Memorie" P. Kropotkin
parlando del movimento operaio ai tem
pi dell'Internazionale, scrive: "Man ma
no che io facevo più intima conoscenza
con la popolazione operaia e con gli uo
mini delle classi colte che simpatizzavano
con essa, mi avvedevo come essi tenesse
ro più alla loro libertà personale che al
loro benessere."
Oggi ? Pastori e pecore souo disposti a
rinunziare anche a quella larva di libertà
personale che hanno, a barattare la pro
pria coscienza e le proprie convinzioni
pel soldino dell'aumento immediato.
Perchè non volemmo organizzarci in
partito e rifiutammo di collaborare con la

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