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Cronaca sovversiva. (Barre, Vt.) 1903-1920, September 09, 1916, Image 2

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CRONACA SOVVERSIVA
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L'oro inglese si investe senz'alcuna
esitatone in imprese del Giappone ne
mico possibile dell'impero Brittanico nel
l'estremo oriente; dell'Austria che può
volgere i cannoni sulle truppe di re Gior
gio a Gallipoli ed a Saloniccocome Vit
torio III di Savoia investe i suoi milioni
nella ditta Krupp a fabbricare i cannoni
che oggi contendono dall'Alpe, cosparsa
. ii cadaveri, il passo insanguinato al grcg
ge condotto al macello.
Non ha patria il capitalismo che per
abbagliare delle sue baldorie sentimen
tali e ìipugnati il pubblico zotico ed affamato.
Il trust guerraiolo, avendo interesse,
anzi lo scopo di far aumentare le spese
militari, si assicura l'appoggio di ex-ufficiali
dell'esercito e della marina, i quali
godendo stima, amicizie intime ed in
fluenze presso le corti di cui sono il so
stegno, animati ed infatuati dal milita
rismo di cui fecero la loro professione,
sono gli individui meglio designati a pro
vocare nei governi la destinazione di
maggiori somme ai bilanci della guerra.
Sir Andrew Noble, presidente della
Armstrong Whitvvorth e Co., una delle
più forti compagnie del trust, parlando
di questi ufficiali dice che la compagnia
da lui presieduta "had found their assi
stance most valuable."
E non è quello il solo mezzo impiegato
per procurarsi le ordinazioni, ma tutte
ouelle istituzioni private che sorsero ne
eli ultimi cinquantanni in ogni contrada
d'Europa e d'America, e che sembrano
.cenerate unicamente dal patriottismo
dalla filantropia borghese, che cosa sono
se non creature goffamente simulate, del
trust guerraiolo?
Alla Navy League d'Inghilterra che
-ammoniva il governo a non allarmarsi
solamente per il rapido progresso nella
potenza navale tedesca, ma anche a tener
conto di quanto si faceva dagli altri mem
bri della triplice alleanza, appartengono
-quattro vice-presidenti delle ditte prò
prietarie degli arsenali italiani e dei can
tieri Austro -Ungarici. Lord Glenconner
cognato di Asquith, uno dei membri della
Naw League, è presidente ed azionista
di parecchie compagnie indusriali tutte
Strettamente connesse al trust.
In America la Navy League, che tanta
attività ha dimostrato negli ultimi anni
in favore della preparedness, nacque per
volere dei miliardari produttori di muni
zioni della repubblica.
Fra i suoi fondatori troverete i nomi
xii C. M. Shwab presidente della Beth
ilehem Steel Corporation; J. P. Morgan
-che ne fu il fondatore, direttore della Uni
ted State Steel Corporation; e potremmo
continuare a passare in rivista tutti i 19
fondatori della Navy League, tanto cara
a Wilson, e vedremmo che tutti rappre
sentavano le corporazioni potentissime
del ferro e dell'acciaio, o dello zinco, o
del rame, tutti metalli indispensabili nel
la fabbricazione di armamenti: quegli
-stessi che mentre armavano le diverse
fazioni messicane tanto schiamazzo fe
cero per indurre il popolo d'America ad
impugnare le armi contro la traviata re
pubblica degli Atzechi.
E in Italia. . . ? Oh in Italia il presi-
- dente della Lega navale era quel tale am
miraglio Dettolo i cui rapporti con le Ac
ciaierie di Terni erano di natura così deli
cata d e ogni qualvolta gli riusciva di an
dare al goerno le azioni della Terni al-
. za vano di prezzo !
Altro che. responsabilità tedesca.
Tutti tutti senza distinzione nò pre
ferenze hanno la loro parte di colpa
.gli stati d'Europa.
Ma più degli stati, più delle congreghe
la colpa è del capitale, che non ha patria
e fluttua inesorabilmente da un mercato
all'altro del mondo.
La' guerra attuale non e- guerra di na
zioni, unii è guerra di razza; è una guerra
senza idealità è la guerra maramaida dei
rapi ali in correa di pretini, la c acc ia ine
sor.ì'a, (.menta al dividendo.
Ld ( uva li'- una lotta di R-erv.izioia
per h -' c'ct'i 1 re h- f de-imata a ,-oc-(
( !'.!, 'e.
Il . upiud.Vmo ha tr.-.t:. dalla guerra
J -p..r,ui ..mi icii.-i e ,-u! s, v nhnn di q vn
iir i i.
d'i.-.:".
ì:pì i r il -uo i p ,
r mio. -eh' rn-Mdot
' . e
. e;, i::i- d'avei ' 'i rr.t., V -i,. re
.ju, 'u: erntif ' d vn!n, 1 ;k. r
alle n.i-a l'ie del mondo la -;;a ui-m in: e?i-;-uh..:
Non ve n'adontate! è il ghigno dei mo
renti. Nando.
Pei nostri reclusi.
Ricordate che a Virginia,
Minn. si insapona il capestro
ad una madre, a quattro scio
peranti, a tre agitatori, per
aver osato di alzar la voce e le
braccia contro le infamie del
trust siderurgico e le aggres
sioni maramalde dei suoi sgher
ri:
Ricordate che a San Fran
cisco il Sant'Uffizio repubbli
cano innalza la forca per l'e
stremo auto-da-fe' di cinque
reprobi invisi alla mafia padro
nale. Ricordate che a Los Ange
les i fratelli Magon, a New York
a West Hoboken, in cento altri
canti della grande repubblica,
diecine di compagni sono nelle
grinfie della giustizia dome-,
nicana, rei tutti dello stesso
delitto: di aver sobillato nel
cuore degli schiavi avviliti lo
spirito della rivolta l'anelito
alla liberazione, di essersi po
sti contro il padronato, contro
i poteri politici conniventi, con
tro la sbirraglia provocatrice,
barbara ed assassina, con gli
sfruttati e gli oppressi.
Ricordate che la giustizia
altro non e' che l'organizzazione
della vendetta e si illude colui,
che da essa s'aspetta altra ri
compensa che non sia di scher
ni, di inganni, di dolori e di
pianto.
Dal supplizio atroce, i no
stri reclusi, sol noi possiamo
salvarli, uniti in un patto che
deve essere di sangue e di rivol
ta, in una promessa che deve
essere di redenzione.
Contro lo Stato
Cont. e fine vedi numero prec.
Le sommosse del 1780 ebbero origine da
quei pregiudizi che il governo stesso a
veva incoraggiati.
L'eccessiva ed inadeguata tassazione,
comunque velata nei mezzi, non manca
mai di manifestarsi nei suoi effetti per
niciosi. Condannando alla miseria la
maggior parte degli uomini, la tassa
zione mantiene costantemente vivo il
malcontento nella massa, la quale priva,
come sfortunatamente è, di ogni altro
mezzo di difesa, è forzata a ricorrere alla
violenza.
La vera causa di tutte le sommosse
qualunque ne sia la parvenza, è sempre
il bisogno di benessere. Ciò dimostra
che il sistema di governo è imperfetto,
ed intralcia il benessere dal quale la so
cietà sarà preservata.
E' impossibile che i governi fino ad
ora esistiti possano aver avuto altra ori
gine se non nella violazione totale di o
gni principio morale. L'oblio in cui l'o
rigine loro è sepolta implica di per sè
stesso l'iniquità e l'ingiustizia da cui nac
quero.
Non poteva essere difficile nelle prime
età della storia, quando le precipue oc
cupazioni degli uomini erano la caccia e
la pesca, ad una banda di prepotenti,
prendere possesso di un paese e soggio
garlo. Una volta il potere stabilito rima
neva facile al capo della banda cambiare
il nome di brigante in quello di monarca;
i qui l'origine della monarchia e dei re.
Ouelle bande di pirati dopo essersi
spartito il mondo dividendolo m regni,
incominciarono a litigare fra loro. Ciò
che fu da principio ottenuto con la vio-
enza, dagli altri fu considerato legittimo
1 riprenderlo: sicché una seconda inva
sione successe alla 'rima. 'Alternativa
mente varcarono i conlini che ciascuno
ivcva assegnato al suo. dominio, e la bru
talità con cui si trattarono l'un l'altro
spiega il carat tere originario delie monar-
hie. Il conquistatore considerava il vin
to, non coi rie suo prigioniero ina come
iia proprietà. Egli lo conduceva in trien
lo avvinto di caleiK' e lo condannava a
ao piacimento, alla -.ehiaitù od alla
norie. Sii come il tempo nnscom'e la sto
il d'ila loro origine, i sueres-ori a-smi-(
io reove appannii per h j;, i 1 ix,'..! re- la
"roon'a, ma i prin ipii e le limeità loro
non e.jfi.b'arono. ( i clic prima era sac
cheggio, a tui.M' ii nome ledale di n u
di'a; ed il potere ori.Liinariamente Usur
pato, divenne ereditario.
Che cosa potevano produrre governi
fondati su tali basi, se non una continua
successione di guerre e di estorsioni? La
guerra è la loro professione abituale, la
condizione necessaria della loro esistenza.
Il male non è particolare ad uno, più che
non lo sia agli altri; è il principio comune
a tutti. Non esiste in essi alcuna base su
cui sìa possibile innestare delle riforme:
il rimedio migliore ed il più efficace è di
ricominciare di bel nuovo.
Quali scene di orrore e di elaborata ini
quità si presentano ai nostri occhi nel
contemplare la natura di questi governi,
nel rifarne la storia!
Se noi volessimo delineare la natura
umana con bassezze morali, ed ipocrisie
che fanno rabbrividire e che l'umanità
rifiuta, non avremmo che da fotografare
i re, le corti, ed i ministeri. L'uomo, nella
sua natura, con tutti i suoi difetti ed im
perfezioni non arriva a tanto.
E' possibile supporre che se i governi
si fossero sviluppati sopra dei retti prin
cipi, e non avessero avuto interesse a se
guire l'ingiustizia, il mondo avrebbe po
NOI E OLI ALTRI
ANCHE BOIA.
Invano i guerraiuoli ci decantano le
virtù eroiche dei combattenti che da due
anni infuriano nell'opra caina sui campi
devastati della vecchia Europa; invano
essi ricorrono alla prosa ricca ed elegante
della nuova pleiade di Barzini, che dalle
greppie giornalistiche, gettano a piene
mani nel solco della guerra il seme dell'a
mor patrio e del fervore bellico.
La psicologia militare fatta di vio
lenza e di brutalità rimane ancora
quale la descrisse uno degli scrittori più
ortodossi: lo Spencer. Il quale giudicava
i militari e i militaristi, misoneisti anzi
tutto, perchè "il militarismo conservan
do le istituzioni adatte ai suoi bisogni,
impedisce o neutralizza i cambiamenti
verso istituzioni più eque"; e poi vendi
cativi, perchè "sotto il regime militare
la vendetta diviene una virtù ed è una
disgrazia mancarvi"; ambiziosi, (nel
senso brutto della parola) perchè "quan
do il successo che si ottiene col distrug
gere i propri simili sorpassa tutti gli ono
ri, una nuova causa di piacere sorge da
l'esercizio in grande dell'arte di ammaz
zare: viene l'orgoglio dalle spoglie del
vinto"; prepotenti, poiché "quando è
cosa onorevole stabilire la dominazione,
v'è poca probalità di rispettare il diritto
del più debole;" cretini, poiché " il sen
timento di obbedienza, la rassegnazione
passiva, è lo stato mentale del soldato" ;
ladri, perchè "la guerra ha per effetto
naturale di mantenere lo spirito di frode"
E. . . boia aggiungo io, poiché il sol
dato deve fucilare a sangue freddo il suo
commilitone condannato alla morte dal
tribunale giberna. E tra le bassezze a cui
scende il soldato nell'esercizio : . . delle
sue funzioni, quella del boia è certo la
più repugnante, la più vile, la più mara
maida, che mal s'addice ai decantati cani
pioni della civiltà e del progresso, ai sedi
centi cavalieri dell'umanità.
Se ri ha da prestar fede alle notizieche
trapelano attraverso' la fitta rete della
censura e che raccogliamo di tanto in
tanto nei giornali dell'ordine, gli ammu
tinamenti individuali e collettivi nei
campi della strage non son pochi e du
rano da un pezzo. Quando il reprobo non
sia accoppato a bruciapelo dall'ufficiale
superiore, sarà giustiziato senza una lar
va di processo dal pellottonc d'esecu
zione. E così il soldato diventa il boia di co
lore; che trovano il coraggio di rifiutarsi
all'assassinio dei propri fratelli.
Sguattero, bambinaio, cocchiere e ruf
fiano dei superiori in tempo di pace; as
sassino, fratricida, boia in tempo di guer
ra, il soldato è' sempre lo strumento cieco,
per l'occhiuta rapina dei paelroni, per le
maramalde vendette elei potentati, il
puntello più forte del predominio bor
ghese, l'ostacolo maggiore .alla libera
zione proletaria.
liceo in lingua povera, cosa significano
le frasi sonanti e le tirate rettorichc sulla
patria, la bandiera e l'eroismo dei soldati!
DOVE -UNO I MIEI l-'ICLl?
fiere are my cluldi cu E' il 1 itolo
di una liim einematograì n "-a che fa il giro
dei ti atri preceduta ed a'vompagmda j
di una redime ehia o-.i, 1 ut t'ameri- !
' na . !
Ri:-pondo a due scopi; l'uno: quello di '
scroccar quattrini dal puhbl'co beota 1
die si pigia dinnanzi alle: porte' le i cine- j
matografi attratto dal titolo e dalla re
clamine suggestivi, meglio stuzzicanti.
tuto ridursi alle tristi condizioni in cui
noi ora lo troviamo? Come può il con
tadino indursi , mentre segue l'aratro a
trascurare il suo lavoro utile e pacifico
ed andare alla guerra contro il contadino
d'un altro paese? Come può essere spin
to a tanto l'operaio della fabbrica ? Cos'è
per essi il potere nella nazione? Aggiun
ge forse qualcosa la guerra, ai beni d'ai
cuno, o ne aumenta essa il valore ? Non
sono la conquista e la disfatta, pagate
allo stesso prezzo, e non ne sono le tasse
la conseguenza inevitabile? La guerra
è indispensabile ai governi ; e i popoli so
no le vittime del gioco.
La società è sempre un bene, il gover
no invece, anche nella sua forma migliore
potrà essere magari un male necessario;
ma sempre un male; nella forma peggiore
poi, diventa intollerabile.
Il mestiere del governante è sempre
stato monopolizzato dagli individui più
ignoranti e più abbietti.
Thomas Paine.
L'altro: quello di ravvivare il culto delle
più impudiche e balorde menzogne con
venzionali.
E' un "affare commerciale" sopratutto;
ma che serve anche molto bene a difen
dere l'indissolubilità del matrimonio, la
santità della famiglia, la servitù mulie
bre, quali sono volute e consacrate dalla
Chiesa e dallo Stato.
E' una lunghissima e noiosissima filip
pica contro la limitazione della prole.
Fra "l'imbroglio" messicano, lo scio
pero ferroviario, l'invasione dei pescicanì
sulle spiaggie dell'atlantico, la cuccagna
elettorale, s'inframette il birth control,
assurgendo all'importanza di un pro
blema nazionale. E a fargli strada io
penso sono stati i processi e le con
danne subite daglT assertòri del neo-mal-thusianismo
nei feudi della ipocrisia pu
ritana. Il buffo è che i padri coscritti d'Ame
rica rimettono al cinematografo il com
pito di salvare la bancarotta dell'amore
e di tutta la morale borghese in malora,
con drammi a lungo metraggio, stupidi
barocchi volgari osceni, in cui l'arte
l'arte vera è contumace--e vi s'affollano
invece mariti traditi e mogli adultere,
donne seminude e scene appetitose e
provocanti, di "ratti" e di "voli" dai ta
lami coniugali e dai focolari domestici.
E' un dramma insulso superficiale as
surdo falso quello di cui parliamo.
Un buon marito yankee, si lascia tra
sportare dalla moglie di razza ebrea alle
pratiche neo-malthusiane. Punto, vinto
esasperato dal rimorso, un bel giorno
grida a sua moglie: "Dove sono i miei
figli?" Ecco in due parole l'intreccio (?)
del dramma.
Il quale, se riesce a far sbadigliare o
'dormire addirittura uno spregiudicato,
scuote certo ed abbatte gli spiriti timo
rati di Dio e li riconduce al sacro rispetto
dei suoi comandamenti.
Perchè nell'esasperazione del prota
gonista del dramma, ie anime pudibonde
vedono la collera di messer lo padreterno,
che comandò agli uomini e alle donne di
crescere e moltiplicarsi, oltre che di par
torire con dolore e di sudar sangue sul
lavoro: gli stessi comandamenti sanciti
ed imposti dalle autorità. . . e ivili e dalle
leggi borghesi.
"Dove sono i miei figli ?" domandano
i semidei della terra in nome e per conto
del dio dei cieli.
E lo elite a noi ?
Ah! voi prevenite una domanda e he
la plebaglia potrebbe e' dovrebbe rivol
gervi. "Cosa ne avete fatto voi dei nostri fi
eli, dei figli che concepimmo nello fra
zio, che partorimmo nel dolore-, che alle
vammo a stenti, voi padroni e signori del
cielo e della terra, d'ogni luogo ove si su
da nell'esosa ed ingrata fatica, voi che
ce li rubaste ancor teneri e fragili e li rin-
chi ideste in una ga?ra senza aria e senza
luce-, e li piegaste al lavoro bestiale; (he
giovani, robusti e- lit ri, li trascinaste sui
campi di battaglia, a far baluardo dei
loro petti al vostro dominio, ai privilegi
vostri? ("osa ne ave-te fatto oi di qiit -sta
umanità asservii a ai vosi ri o'ci i. im
miserita dai vo.-tri ap;.(1Ì!Ì. prostituita
alle vostre libidini."
..h' e la urli ranno pure questa do
mi. avlac-a-pc rati dalla millenaria pas
cione, i poveri ri-li nella storia, nel gior
no de 1 supremo giudizio, col colte llo alla
g ila.
E sarà sentenza di morte la loro.
IL POPOLO SOVRANO.
Dunque conta pur qualche cosa que
sto popolo . Dunque è menzogna il dire
che le cose di quaggiù' vengono regolate
da governanti e padroni secondo il loro
capriccio o i loro interessi. E' la volontà
del popolo che si interroga nelle questioni
più gravi che travagliano le nazioni; è
l'interesse pubblico che più d'ogni altro
pesa sulla bilancia sociale; è il popolo
l'arbitro, il giudice, il vindice sovrano
del destino di tutti.
Almeno a sentir la stampa quotidiana
che dell'opinione e della volontà po
polari è l'interprete dovrebbe essere
così.
Credete forse che i governanti abbiano
dichiarato la guerra, perchè gli interessi
borghesi e dinastici lo richiedevano?
Niente affatto. E' stato il popolo a voler
la guerra.
Che cosa volevate che facesse il re,
quando tutto il popolo era lì in piazza
a tumultuare, perchè moriva dalla voglia
di fare alle fucilate coi tedeschi ?
Sia fatta la volontà tua, disse al pepolo.
E si andò in guerra, per volere di popolo,
ed in nome e per conto del popolo.
Qui in America poi ... E chi è più
del popolo qui ?
The interest of the people, first of ali
and above ali : l'interesse del popolo, pri
ma di tutto e sopratutto. Così gridava
in coro ed a gran voce la stampa magna
d'America, di questi giorni, in occasione
del conflitto ferroviario.
Che gazzarra!
Te lo han messo in tutte le vetrine, in
tutte le pose e in tutte le foggie, codesto
signor people.
"Eh! voi che fate? voi ferrovieri e pa
droni? Parlate di scioperi, di ammuti
namenti, gli uni, di rappresaglie, di au
menti di tariffe gli altri, quasi che le fer
rovie fossero roba vostra? Voi vi rego
late secondo i vostri interessi, Ma dove
me lo mettete l'interesse del popolo! "
Ma, dite un po', potrei far la conoscen
za col vostro Signor Popolo che vuole la
guerra in Europa e che in America ti si
para dinnanzi ai ferrovieri e li costringe
a starsene al loro posto ? Fosse quello che
marcisce nelle risaie? che vomita sangue
e sudore nelle miniere e nelle oficine?
quello senza pane, senza tetto, senza a
more? quello dei pezzenti, degli strac
cioni? E' quello che ha voluto la guerra? E'
quello il padrone delle ferrovie in Ame
rica ? E' all'interesse di quel popolo lì che
bisogna guardare?
E no che non è quello!
Quanto mai manifestò una volontà
propria, il popolo degli straccioni? E chi
mai prese cura dei suoi interessi?
Smettiamo l'ironia: quello che padroni
e governanti e preti d'ogni paese, ma spe
cialmente d'America, vanno giocando da
tempo non poco alla plebaglia dei lavora
tori è uno "scherzo dei meglio riusciti."
E' valso a disarmare la lotta di classe
d'ogni spirito battagliero e pugnace, a
prostituire il movimento operaio alla po
litica, a togliere al proletariato ogni vel
leità rivoluzionaria, imbambolandolo a
festa, come i marmocchi che non voglio
no star cheti.
Non per nulla lo chiamiamo il popolo
sovrano.
Come i re costituzionali regna. ... e
non governa.
I minatori del bacino di Old
Forge, nella Pennsylvania, so
no in rivolta contro i loro ne
grieri. Ad affiancare, e non a diri
gere l'agitazione, e' fra loro il
compagno Galleani.
In attesa di notizie precise ci
sorride la speranza che allo
sciopero quei minatori siano
stati spinti dalla voce, dal con
siglio, dal monito del cuore ad
attestare la loro fraterna soli
darietà' con i compagni del
Minnesota.
La comnni'.ù elle non vul pcrineliae ui
suoi l'i:) umili cittadini ai imprimere V
riunente le loro o ni; ioni, per quanto w
possano esser filse ed odiose, è soltanto
it n'aero! la di schiavi.
Wendell Phillips-

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