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Cronaca sovversiva. [volume] (Barre, Vt.) 1903-1920, March 09, 1918, Image 1

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ANvO VI Nura. 10
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ANELITI E SINGULTI
J LA SETTIMANA DEL CALENDÀRIO
X MARZO 1872. Esule nella patria a cui dai
primi attelìti all'ultimo sospiro aveva dato ogni
palpito dell'anima eroica, ogni fiamma dell'in
telletto vastissimo, tutta la vita, insuperato esem
pio di fervore e di pertinacia, muore a Pisa nella
casa ospitale di Giannetta Rosselli- Nathan, fra f
le braccia di Felice Dagrimo e di Adriano Lemmi,
di sessantasette anni Giuseppe Mazzini che
in Genova era nto il 22 Giugno del 1805.
Trapica tutta la sua vita che albeggia fra i
" - t
delìrii della Santa Alleanza, sanguina dt tutte t
Ir persecuzioni e si chiude nel singhiozzo di tutti
i disinganni attimo di gioia effimera su la via
dolorosa, la romana repubblica del 1849, e la .
garibaldina epopea che nel 1860, tra Marsala,
ed il Faro, l'unità della patria consacra sul sa
crifizio della fede che fu della sua prima ora
e dell'ultima.
Contate di quella fede le stazioni angosciose,
e ditemi se a tanto martirio sarebbe la vostra
sopravissuta, e se nella iconografia de la patria
v'è annumiatore più audace, araldo più puro,
apostolo più jir dente e più nobile, del suo riscatto,
della sua indipcnfcuza e della sua unità.
Nelle carceri di Savona, . quando ancora .non
ha venticinque anni freme Giuseppe Mazzini le
rivincite drl 1821; e ne vengono fuori i moti
piemontesi del 1833 che il tradimento e la forca
schiacciano implacati, 'guadagnandogli come a
"bandito di primo catalogo" la prima condanna
a morte ignominiosa.
Se ne vendica l'anno di poi colla spedizione
di Savoia; le oblique improntitudini del Ramo
rino, il raggiro bieco agli ospiti, umiliante fino
al ridicalo la enormità dell'insuccesso to ridu-
'cono su l'orlo" deì sepolcro; 'non alla disperazione.
Matura fatidico il 1843 che scuote più pro
fondamente che nella sua struttura e nella sita'
configurazione politica il vvechio mon4o, ed a
wi .- : AT.irf.ini ni tradimento
Milano nityuiiK "-
savoiardo anche una volta, abbeverandolo del fiele
di tutte le amarezze e di tutte le delusioni.
Roma lo conforta l'anno dopo della sola giòia
che abbia mai sorriso al suo cinquantenne mar
tirio. L'ebobea sfolgora.
L'Italia, che
quando ninno ancor viveva
era, nel fervore e negli auspkii della sua fede
tre. volte, sovrana ritrovava, intorno al Campidoglio
gloria, virtù, eroismi della prima repubblica, Ga
ribaldi e Mameli Pisacane, Manara, Medici,
Avezzana, la spada nel pugno, su le labbra gli
epicedii, su le fronti il sorriso della vittoriane Roma
io prodama ciiìadino suo, e primo dei suoi trium
viri la repubblica.
Orgogliosa ebbrezza d'una giornata fugace
Edi aveva indarno ricordato all'assemblea eh
"da Dio e dal Popolo aveva il doppio mandata
di resistere finché avesse forza alla prepotenzi
straniera e di provare al mondo che noi!
è nossibilc esitare tra il giusto e l'ingiusti
fra ij diritto eterno e la forza brutale, e che 1
monarchie fondate sull'egoismo delle cupidigì
insorto e devono cedere o capitolare, ma
' repubbliche fondate sul dovere e sulle credens
non cedono non capitolano, muoiono prot
stando.
Coi decreti del 30 Giugno J del 2 Luglio 18;
la repubblica abdicò assassinata da un'alt
repubblica; e Giuseppe Mazzini riprese . i
Marsiglia e Ginevra la vta dell esilio.
Ma nel 1854 la Lunigiana lampeggia di
volte, ma nel 1857 Genova freme la liberazioni
Kf azzini torna, vi coglie un altra condanna.
morte, ma vede disegnarsi corrusca d'audacQ
di promesse la spedizione di Carlo Risaci
E' ancora il sacrifizio orrendo ea tmptacaio
Safri è l'eccidio, ma
si scopron le tornii
risorgono i morti
', di scozzali di Sansa guidano da Quarto
mar tre volte italiano a Marsala a Gibilrosf
Palermo a Milazzo le rosse legioni dei
il genio de U vittoria. - .
La bandiera non è più quella; tra le sue p
ingenue si abbica col nome sacro de la pi
il nome del parricida che a Novara ne trat
fortune, e Mazzini jstuicnuw firn r
tra l'apostasia o la ribellione, intravede, in j
della unitaria liberazione che alla patria f.
sognalo e propizialo, la piemontese con?
dell'Italia che non ne muterà il destino si
I conquistatori sbarrano ad Aspromona
Monterotondo, a Mentana la via di Roma ir
la breccia di Porla Pia non saliranno f
notte come i ladri, picchiandosi il petto indi
del sacrilegio, per chiederne perdono alni
cui fumano ancora le mani del sangue gèo
con cui le vittime delle stragi nefande di Pf,
di .Casa Atquati, con cui cento e mille preti
hanno scontato l'amor della patria, IJo
eroico della sua redenzione.
to filing with the Postraaster of Lynn,
and is
Corrispondenze, lettere, money orders debbono
E mentre la reggia si schiude prodiga agli eroi
detta, sesta giornata, alle consorterie borboniche
e papaline, ai barattieri detta rivoluzione, Giu
seppe Mazzini
Dopo quarantanni d'esilio
Passa libero per terra italiana
Sol quand'e' morto
il 10 Marzo del 1872, e soltanto per posare nel
sonno che non ha risvegli accanto ai resti della
mamma adorata, nel cimitero di Staglieno.
Ed a lui morto toccherà l'ultimo oltraggio: pel
suo monumento in Roma le centomila lire dei
Savoiardi che lo hanno tre volte condannalo alla
forca; l'edizione nazionale delle due opere ad
iniziativa di Giovanni Gioititi; l'adozione nelle
scuole pubbliche dei suoi Doveri dell'Uomo
per decreto ministeriale di Nunzio Nasi.
L'orgia degli sciacalli su le sue ossa su la
sua memoria.
Alla sua vita incontaminata, al suo apostolato
nobilissimo', al suo mezzo secolo di martirio non
poteva il destino irridere di più beffarda di più
utroce ironìa.
j Non temo sia fra i lettori della Cronaca Sov
versiva f hi protesti contro l'apologetica rievoca
zione, su queste paginette di calendario, di Giu
)epe Mazzini nel quarantesimo sesto anniversa
rio della sua inerte.
Da lui ci divide l'abisso. Tra la parola e
J'apostolato, fra il pensiero e l'azione di lui, e
l'ideale nostro del riscatto, il contetto nostro
tifila rivoluzione è così geometrica l'antitesi che
Parigine del movimento socialista, e,, meglio, del
tovimento- anarchico, non sapremmo ravvisare se
!lciorier.CS.5Ì(l'Ie specìfica alla democrazia sto
rica dì cui il .fazzini fu e rimane il simbolo
al un tempo più severo e più luminoso.
Ma un punto è in cui il dissidio si placa.
E' nel valore che Giuseppe Mazzini conferisce
al carattere 7io7i soltanto come remota guarenti
gia di libertà nell'ordine nuovo, ma come ' stru
mento necessario dell'azione rivoluzionaria che
10 deve attingere, edificare, custodire.
E se in questa valutazione del carattere cia
scuno di noi, come non vi ha dubbio, consente,
l'omaggio che di qui si tritmla .alla memoria di
lui il carattere più terso, adamantino, di' cui
s'ingemmi la nuova storia d'Italia noiì istupirà
i compagni, i quali vi desumeranno anzi, e più,
11 criterio ad intendere di quel dissidio le acredini
a cui indulge, più che il mezzo secolo trascorso,
la ragione tornata fuori ed a! disopra delle pas
sioni irose al suo dominio sereno.
Mazzini fu nemico nostro implacabile; doveva
esserlo.
Nei sei'' lustri che vanno dal 1830 al ISòO,
gli anni in cui Giuseppe Mazzini, abbagliato
dalle gloriose tradizioni della stirpe,- chiede la
terza Italia libera, una, repubblicana, il principio
di nazionalità ha fatto le sue prove, e la demo
crazia esperimenti decisivi, da cui quello è supe
rato,' da cui questa è sfiduciata.
Il nuovo modo di produzione vuole livellate le
frontiere, vuole per l'acerba concorrenza di cui
vive e prospera, aperta ogni via, libere e franche
le spiaggie, i ?uari, i porti, i mercati del mondo:
la borghesia nella patria intisichisce ed affoga.
Il proletari ito ha vis'o la prima e la seconda
repubblica. L'aveva rsui ruderi delle monarchie
nobiliari strappata alle raffiche sanguinose del
terrore; l'aveva sui trattati del 1815 e su la santa
Alleanza riscattata di temerità e di eroismo; di
quella e di questa aveva scontato l'ingratitudine,
l'abbandono, lo scherno. I nuovi padroni valevano
l'antico. La repubblica di Badingtiet e dt Lamar
tine non valeva più che la. monarchia di Carlo X
e di Polignac, non aveva che blandìzie pei ben
pasciuti, che piombo per la canaglia. E la ca
naglia che per millennii aveva sperato in dio,
nel 're, nella repubblica, guardò oltre la chiesa,
oltre il soglio, oltre la patria; trovò su la sua
via straccioni sbrandellati dalle sue stesse miserie,
cun-i sotto la soma delle sue stesse onte, della
sua croce istessa.
Cercò in sè, fra le concordi legioni dei lavo
ratori del mondo, nelle vellose braccia conserte
non solo il diritto, che nel lavoro ha le sue fonti
l'egida di ogni sicurezza e di ogni gioia del ri
vere e del progredire,- ma la forza e lo strumento
della comune liberazione.
Fu L'Internazionale; fu più tardi la Co
mune, che in Mazzini, lucumone di dio, della
patria, della legge, non trovarono grazia ne quar
tiere mai.
Sondate ogni pagina della sua opera immensa,
frugate il suo epistolario politico, l'intimo, le
stesse lettere a la vecchia madre, non vi pescherete
che sermoni e querimonie die anatemi e dileggi:
"le cose vanno male le stolte e furibonde
predicazioni del socialismo hanno spaventato
la borghesi!. A forza di predicare gli interessi
materiali all'operaio ed al contadino, l'hanno
reso egoista e violento. Louis Blanc, Proudhon,
Cabet e dieci altri stolidi che si credono salva -
Alass., the engiish translation of articles, if
tberefore entitled to uncontrasted circulation.
essere esclusivamente indirizzati Cronaca Sovversiva", P. O. Box 678 - Lynn,
tori del mondo hanno empito la testa al popolo
dì miglioramenti improvvisi, di palazzi incan
tati, di paesi di cuccagna; e ss il popolo non
vede posstbiltà di realizzazione immediata di
tutti questi sogni, non si muove. L'onore, la
libertà, l'opinione europea sono nulla per esso.
In alcune località . . . . i contadini si sono le
vati scannando i . . . proprietarii .... e sac
cheggiando le loro case 1)
Contro gli insorti della Comune, nella settimana
sanguinosa in cui Gallifet ne mitragliava trenta
cinque mila e ne mandava in Caledonip od alla
Gujana altrettanti,.' imperversò, più atrocemente
che non il Thiers, in un suo opuscolo rimasto
famoso: L'Intemazionale e Giuseppe Mazzini
suscitando polemiche indemoniate, l'aspra let
tera di Michele Bahouni 'ne su La Teologia Poli
tica di Giuseppe Mazzini e l'Internazionale,
un'aspra competizione tra socialisti ed anarchici
per una parte e di repubblicani per l'altra, che du
rarono anni ed anni, solcale più che una volta
dal lampo caino delle cohelLile e delle crchibusate
fratricide. .
1 ti
Noi- ci guarderemo bene dal risollevarle. Sulla '
vecchia esperienza è venula assidendosi la nuova,
e se concordano entrambe a riconoscere che le
polemiche tra i partiti d'avanguardia, tra repub
blicani e socialisti, 0 tra socialisti ed anarchici
sono, a volle più aspre che non contro il nemico
secolare ed uguile accampato dall'altra riva; ed
a trovarne i fermenti nell'azione pratica quoti
diana, nell'aspra coni petizione che ne consegue,
nelle gare -dolente del proselitismo e più e
peggio nei momenti di. crisi quando sconfitte e
disinganni le avvelenano in cui si risolve
l'antagonismo dottrinale; documentano pure che
ove siano di inni parte e dall'altra sincerità di
fede, sicurezza di 'convinzioni, disenteresse ed
abnegazione sovraiutto, la passione trascende in
via assolutamente eccezionale soltanto i confini
del dibattito onesto e civile.
Avvenne così die mentre Giuseppe Mazzini
all'aspro rabbuffo di Midwle Bakounine non
replicò altro, tra internazionalisti e repubblicani
la polemica durò appassionata ed irosa, e si
riaccende sporadica anche ai dì nostri agevol
mente, all'esca, lasciatemelo dire, di un comune
nonsenso.
Gli Internazionalisti non si nascondevano l'in
fluenza che, sul movimento operaio italiano quano
meno, esercitava Giuseppe Mazzini, e disperando
d'averlo mai con sè, disperando di poterne vincere
mai l'opposizione, sentendola barriera e remora
alle loro ansie di progresso, trattolo fuori dalla
cornice- del suo tempo che, solo, ne disegua le
proporzioni, ne mette in luce propria la figura,
ne chiarisce il pensiero e ne spiega gli atteggia
menti, lo mandarono iniro col suo dio impossibile,
col suo catechismo dei doveri, colla sua repubblica
giacobina come un parruccone ammuffito od un
reazionario matricolato, negandogli ogni fede,
ogni credito ed ogni merito, anche la deferenza
a cui lo consacravano cinquantanni d'indicibile
passione.
Dall' altra, per lo stesso fenomeno, coloro che
presumono di continuarne l'apostolato ed a rag
giungere la repubblica debbono attendere che non
vi siano più repubblicani, e se ne vedono chiusa
la via dalle falangi dell' internazionalismo prole
tario, lo tirano giù dagli altari e lo portano per
le fiere come un cavadenti miracoloso che ha per
tutti i mali un rimedio, e dimenticando che "la
dottrina mazziniana, nata nel ritorno di dio
nella storia durante la santa alleanza muove da
un presupposto teologico, in aperto contraste
colle nuove dottrine che nate su le rovine della
teologia e della metafisica muovono da concetto
razionale della natura e non escono ' dai" suoi
confini, ne fanno un ateo cogli atei, un socialista
coi socialisti, un anàrchico cogli anarchici, se
1) Alla madre il 10 Dicembre 1851.
1.. -.4-. -- Jf ' X
-r. , . v ; x
it containsany of them, referred to by Act
capiti; ne fanno il più groHesco ed il piiTmiserevoli'.
dei feticci.
Una. duplice contamin tzione. contro la quale
insorge sdegnalo il Sergi colle cui oneste parole
conchiudc:
"Coloro che gli fanno colpa di non avere
avuto aspirazioni odierne, e coloro che vo
gliono trovarle a tutti i costi nelle sue opere,
hanno torto. La questione sociale non era nata
nel periodo mazziniano: invece allora si lottava
per le nazionalità; attribuire a Mazzini i con
cetti del socialismo è un errore, volerli rintrac
ciare nei suoi scritti, è un'illusione, fargliene
colpa di non averne avuti è una stupidaggine.
Mazzini era deista: voler far di Mazzini un
Scoio
re che sia vero
Dai èkrmU' francesi del Canada ap
prendiamo che Sebastiano Faure e' stato
condannato a due anni di carcere per
"oltraggi al pudore".
Che qualche cosa d'anormale fosse av
venuto nella redazione di "Ce qui il fini
dire il Étomale cie egtli aveva osato
lanciare mentre k, repubblica in guerra
non deliraa più' che della forca, ave
vamo desunto or sono circa tre mesi quan
do Sebastiano Faure per le condizioni di
salute, che egli accusava inaspettatamente
gravi, chiamava a sostituirlo il compagno
Mauricius.
Più' tardi, alcuni compagni, marinai a
bordo di un transatlantico giunto un
mese addietro qui. ci dissero che Sebastiano
Faure era in carcere sotto l'accusa gra
vissima di omicidio; e "Ce qui il faut dire"
non ci e' pervenuto più'.
Confessiamo che se dell'arresto non ci
poteva rimaner dubbio, all'accusa da cui
sarebbe stato determinato prestavamo fede
tanto minore che al governo della repub
blica era pervenuto fi Clemenceau, la cui
apparizione inaugura un sistema di rea
zione tutta caratteristica in cui perfidia
ipocrita e ferocia domenicana s'abbicano
immutabilmente, direi quasi fatalmente.
Una forma caratteristica di reazione
tutta propria dei politicanti che alla vetta
del potere giungono dal sottosuolo rivo
luzionario. Nicotera che a Sansa con Pisacane e'
lascialo per morto, ed alla morte non
iscampa che per scontare nei Fossi della
Favignana le audacie di Sapri, non porta
del suo martirio vivo altra esperienza se
non che "delle rivoluzioni e dei rivoluzio
nari! non bisogna aver pietà', ed alla Cor
te di Cassazione dubbiosa se si possa ap
plicare agli anarchici l'articolo 248 del
Codice Penale tronca gli indugi gridandole
dalla tribuna ministeriale che gli anarchici
costituiscono la più' specifica associazione
di malfattori che la legge possa preve
dere; ed ai lancieri del re grida il 1 Mag
gio 1892, come Guglielmo alle reclute di
Postdam, che l'ordine essi hanno a custo
dire dovessero sotto le zampe ferrate dei
cavalli schiacciare donne e bambini, la
madre ed i figlioli.
Del Crispi, inutile discorrere. Non ve
deva nel. 1848 altro mezzo a sbarazzarsi
dei Borboni che le bombe al fuminato
di mercurio; a Parigi nel 1858 e', la bomba
sotto al gabbano, con Felice Orsini nell'at
tentato contro il terzo Bonaparte; poi,
mutata la camicia rossa e l'anima del
cospiratore nella livrea e nella domesticità'
del cortigiano, ad affogare nel 1894 l'insur
rezione dei Fasci nel sangue e nella ver
gogna i suoi epigoni, inventa e legge alla
Camera il famoso trattato di Bisacquino
con cui Bosco, De Felice, Barbato la 'fiera
ed incorrotta anima di Nicola Barbato
avrebbero promesso la cessione alla Rus
sia della loro isola indomita ed eroica.
Clemenceau, che ha speso mezzo secolo
della sua acredine parlamentare a seppel
lir ministeri e ad estirpare dall'animo dei
sudditi ogni fede ed ogni devozione allo
Stato, non si atcontenta d'inondare di
birri, di soldati Parigi, Lione, Marsiglia, i
grandi centri industriali e minerari! di
Francia a soffocarvi de la mitraglia repub
blicana le agitazioni proletarie" del I Mag
gio che neppure Constans aveva impe
dito ma trascina in carcere, su la gogna
quali cospiratori monarchici al soldo degli
Orleans, gli agitatori della Confederation
General du Travail che le inspirano alla
riscossa della giornata di otto ore.
Riafferrato il potere si e fatta studiosa
premura di porre sul dosso degli antimili
taristi, della propaganda anarchica so
of Congjess, of OctoberSth, 1917.
MARCH 9th 1918
Mass.
ateo è uno sproposito, volerlo difendere del suo
deismo, è una miseria.
11 dio di Mazzini non era il dio imperialista
dei papi, nè quello politico dei cattolici moderni,
neppure il soggiogatore di anime.
Mazzinvera quel che era nel suo tempo, e
lasciamolo quel che poteva essere: un grand'uo
mo, un grande scrittore con immensa cultura,
un apostolo della libertà umana, uri carattere,
uno dei pochi nel mondo".
Un nemico implacabile, ma grande che si
può ricordare senz'astio e senza paura.
, M1NIN
f
00
pratutto-, le responsabilità' dei primi ro
vescli della guerra e degli scarsi progressi
della vittoria; a vendicarsi dei competitori
antichi e nuovi, di quelli con più' atroce
libidine che hi parlamento od in piazza rac
coglievano maggior considerazioni fiducia
0 simpatia. ,
L'accusa di tradimento a Caillaux, su la
quale ci guarderemo bene 'dal giudicare
noi ma contro la quale insorgono concordi
1 socialisti; l'accusa di tradimento a Malvy
sopratutto perche' alla stampa socialista
e libertaria non istrinse il laccio fin dalla
prima ora; l'accusa di cooperare coLvaiser
alla disfatta della Francia lancia' impu
dentemente contro tutti gli lepi.uii delle
.c,rgani7.axiorì, operaie; l'acoip.i. omici
dio contro Sebastien Faure o l'accusa ma
gari più' accessibile e più' cara agli insot
tanati pallanzisti di Montreal "per oltraggi
al pudore".
Più' accessibile abbiamo detto, perche'
non ignora nessuno il quale, pur brevemen
te, sia vissuto nel mondo sovversivo pari
gino che Sebastien Faure non ha nulla del
giansenista, e che se coltiva del mondo e
delle. sue pompe un sacro orrore, d'orrore
anche piti' sdegnoso ha ripagato sempre la
continenza, la castità' e le altre eunuche
teologali virtù' dello stesso decalogo, felice
di cogliere più' che negli applausi dell'u
ditorio, dell'entusiasmo dei compagni ra
piti o negli ultimi latrati dell'avversario
sconfitto, il preniio delle sue traversie as
sidue e delle sue vittorie incomparabili (tu
le labbra sorridenti e fra le braccia protese
d'un'etera magnifica e sapiente.
Un pagano fremente le ebbrezze della
carne, Petronio e Catiiina, colla stessa
lussuria, le stesse turbolenze, lo stesso
coraggio, le stesse virtù' indiscutibili, gli
stessi vizii anche.
Cosi' almeno egli era quando sul cranio
terso non gli splendevano ancora i sessan
tanni che nel gennaio ultimo gli sono
tra le spalle caduti. Se poi e' cambiato, ne
da quelle febbri del sangue e della carne
egli sia di poi ruzzolato nell'aberrazione
morbida che tra il sarcasmo e la rivincita
della clericanaglia lo inchioda innanzi e
più' perdutamente che non tra i rigori
delle sanzioni penali, vuol dire che ha per
duto la testa.
Perche' se fosse vero proprio, come scri
vono i fogli delle sacrestie canadesi, che
egli si sia abbandonato alle mostruose
lubricità' che della sua parola rovente
ha flagellato implacabile durante trenta
anni; se egli si fosse livellato coi flanoi
diani e coi pallanzisti, se ai loro istituti
fetenti la perversione e l'abbominio egli
avesse livellata "la Ruche" libertaria,
10 non so quale fraterna indulgenza '
fosse la più' nazarena, quella che nel per
cosso vede soltanto, di se stesso o d'altrui,
la vittima, di pietà' tanto degna quanto
più' profondo e più' tetro e', l'abisso in
cui e' precipitata potrebbe rizzarlo in
piedi ?
A qualunque altr nel suo caso, io per
donerei; a lui non so.
Coloro che l'intelligenza e la fede, il
coraggio e la pertinacia hanno sospinto a
l'avanguardia, finiscono, vogliano, o non
vogliano, per essere indice, esponente,
araldi della nuova corrente d'idee che al
l'antica vengono sovversive ad urtarsi
sono inevitabili, gelosi termini di paragone
fra le vecchie aspirazioni e le nuove del
cui valore si giudica dai volghi, a torto
od a ragione, dalla bontà', dalla schiet
tezza, dalla coerenza dei simboli; e quando
11 volgo trova Sebastien Faure, l'educatore
libertario della "Ruche" su la stessa gogna
che il Padre Ceresa o Don Riva, esponenti
della educazione cattolica, il volgo lira

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