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La ragione. (Philadelphia, Pa.) 1917-????, August 23, 1917, Image 3

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E voi, cavaliere, risponde
Giovannino, da quando hanno co
minciato ad attaccarvi vi state
assecchendo.
* * *
Nella città delle Sirene, in A
tlantic City, molto frequente
mente, a spese del Dr. Curiangio
lo, convengono i componenti la
combricola curiangelesca. Quan
do l'epa è piena e le cervella in
fiammate dai succhi di generose
bevande, si va a passeggiare nel
boardvvalk.
Guai se in questo momento
passassero il cecato e Raffaeluc
cio. Il Dr. Curiangiolo sarebbe
capace di fare lo sciosciammoc
ca in atto di mettere la mano... »
in tasca e tirar fuori una bot
tiglia di cordiale.
# * *
Il capi» calzolaio si lagna se su
queste colonne si fa il suo nome,
e sta bene ; anche noi gli diamo
ragione. E perchè lui sparla di
noi e va a riferire al degenerato
che noi gli abbiamo detto di aver
visto i suoi scritti, quando que
sta è una menzogna di sana pian
ta?
* * *
Ferruccio Giannini ha negato
di aver detto di volere sfamale
un nostro amico. Se qualcuno ci
tiene a dimostrare che egli l'ab
bia detto, ci faccia una dichiara
zione e noi la pubblicheremo.
Jjr # *
Ci si riferisce che nella socie
tà calzolai si discuteva circa il
prossimo scioglimento dell'Oidi
ne Figli d'ltalia e si era preoc-1
cupatf per la fine che avrebbe
fatta il fondo di cassa.
Bravi i nostri scarpari! anche
essi si preoccupano del nostro
Ordine. Non ci sarebbe niente di
male se i fondi finissero come fi
nì il profitto di una famosa E
seursione fatta dagli scarpari in
feiiry boat.
* * *
Due militi entusiasti della Fe
derazione si sono ritirati da es
sa: i Ignori Falanga e Giovanni
E Non abbiamo però avuto il pia- j
cere di leggere le rivelazioni con- j
tenute nelle lettere di dimissioni.
E che ne dice il signor Falanga
della tassa di 25 soldi imposta I
ai soci pendenti per mante- [
nere in vita una cloaca e per ali
mentare i vizii di un alcoolizzato, :
di un degenerato?
E* * »
Sissignore, le Logge di Phila
deiphia dell'Ordine Indipendente
hanno contribuito in ragione
di dieci soldi al mese per o
giù socio al fondo prò famiglie
richiamat i ; ma il Comitato della
Mobilitazione civile non ha rice
vuto che una parte infinitesimale
di quel denaro. Ci vuol tanto po
co a smentirci. Si riscontrino i
libri di quel Comitato e si faccia
il confronto con il denaro versa
to dalle Logge. E il denaro del
FondofUnico Mortuario in quali
mani si trova?
* t- #
Il degenerato pretende gli si
paghi l'abbonamento e l'importo
di avvisi per uno o due numeri
al mese della Cloaca. Si ricordino
i lettori di quell'immondo foglio
che altre volte il degenerato si è
fatto pagare l'abbonamento e poi
le sue pubblicazioni si sono sospe
se. Gli abbonati dunque non si |
facciano truffare una quarta voi- !
ta.
Quando il degenerato avrà da
to 52 copie della Cloaca che for
mano un anno di pubblicazioni,
allora avrà diritto ad essere pa
galo.
* * *
Il degenerato ha detto che il
grande Pederasta non è un fal
sario, uno spergiuro, ecc. ecc.
Se lo avesse definito per tale j
noi non gli avremmo creduto,
perchè fino ad oggi non ha detto
mai il vero.
Solamente dobbiamo credere il
Municipio del suo paese, che fu
vittima delle unghie del lestofan
te, ed un povero ragazzo che ri
portò i segni dell'immondo sa
tiro. Se non ci credete scrivete :
in Italia alla famiglia del Grande ;
Pederasta.
Che bella coppia! Il degenera
to, assistente usciere di concilia
zione che truffava i 6 soldi delle
citazioni ed il satiro vice cancel
liere truffaldino.
* * *
La damerina delle sette strade
in Chi i -tian, che tutta si dondo
la iftmdo cammina, mostrando
o offrendo le parti più delicate
dellalsua personcina elegante e '
perversa ; colei che si dice sia di- '
scendente di conti o baroni ha
tale iun attaccamento per la
"Cloaca'' da confrontarla perfino
con la Forbice di Philadelphia.
Ah, insensata, perchè non vie
ni fuori? Abbiamo delle storielle
piccanti sul conto tuo il cui ma
teriale ci sarebbe sufficiente per
parecchie puntate.
I DUE ORDINI
| Mentre in prima pagina della
Cloaca di parecchie settimane fa.
i a caratteri grassetti, l'austria-1
cante ripete ancora una volta che
non è contro l'istituzione dei Fi
gli d'ltalia, nel corpo di essa poi,
j con la più sfacciata mala fede e
col più grande cinismo, getta
continuamente bava velenosa
| contro tutto l'intero Ordine.
Lo sappiamo il tuo giuoco, de-1
■ generato, vuoi lanciale la pietra 1
| nascondendo la mano come il ma-1
landrino che aspetta il viandan
te. Stiano in guardia i fratelli, i
veri fratelli, quelli che senza se-1
condi fini hanno dato all'Ordine
tutte le loro energie, tutto il 10-1
ro cuore e trattino come si me- j
rita questo girella, quest'uomo j
nefasto che, come lupo rapace, j
cambia il pelo ma non il vizio.
Mentre per la paura di avere '
| contro a sè una massa di migliaia |
di operai che gli potrebbero ri
! cacciare in gola le orrende be
j stemmie, dice di avere la fiducia j
| più assoluta nell'Ordine nostro,
di tanto in tanto getta una ma
j nata di fango per distruggerne |
; la compagine.
Folle tentativo il tuo, mio caro
| Libera nos Domine ; ma co
me non vedi che dal momento
che hai incominciata la campa
gna diffamatoria, il tuo amatissi
jmo Ordine fa continuamente
passi indietro, mentre l'Ordine
! Figli d'ltalia, il genuino per la
! bontà della causa e anche come
atto di protesta alle tue scem
piaggini, ingrandisce sempre di
più le sue file? Non vedi che ogni
j settimana il nostro Ordine inizia
I nuove Logge, forti di numero di
! fratelli e composte del migliore
lelementoIelemento delle nostre colonie?
| Tu che sei il porta voce, la trom
iha sfiatata degl'lndipendenti e
j che metti a disposizione di co
[ storo il tuo foglio di carta come
! organo ufficiale, perchè non pub
blichi il resoconto di quello che
| fanno essi per ogni settimana?
I Qui ti vorremmo: ai fatti e non
alle parole vuote di senso.
Alle tue meschinissime insi
nuazioni circa il Charter e lo
sbandamento dell'Ordine Figli
d'ltalia, ti hanno già risposto,
falsario ; io ti posso solamente j
assicurare che il pericolo dello
sbandamento esiste nella tua '
mente avvinazzata.
Tengo a ricordarti, e questo ti !
serva per lezione, che dalle no- j
stre Logge non si cacciano i |
Grandi Ufficiali a fischi e qual- ;
che cosa di peggio come a Brow
nsville, Pa. I Grandi Ufficiali no
stri, che noi stessi abbiamo elet
ti con unanime plebiscito, sono
veri padri di famiglia, rispettosi,
rispettati e temuti nello stesso
tempo, per la loro energica ope
ra che spendono per la causa di 1
tutti.
Rispondo ad una sola tua insi
nuazione, che è la più grave, e
10 farò brevemente rubando un
pochettino di tempo alla mia bar
be ria, quel tempo che altri dedi- !
cano alle bettole ed ai lupanari. :
Ad un certo punto della Cloa
ca tu sentenzii che l'Ordine Figli
d'ltalia nei suoi anni di vita non j '
ha fatto mai nulla, io invece af
fermo con fatti che le tue asser- '
zioni sono un mondo di falsità.
L'aver riuniti in una sola fami
glia tante migliaia di connaziona- ;
11 è già qualche cosa di grande ; ! ;
l'aver riunita sotto un solo ves- ;
siilo una massa di italiani di di- j
verse regioni d'ltalia, di diffe- ;
rente fede religiosa e credo poli- j
tico, aventi odii e rancori fra lo
ro ed averli affratellati non è 1
stato un miracolo, un grande ;
miracolo? Basterebbe solamente;;
questo fatto a distruggere le tue
continuate calunnie ed insinua- 1 '
zioni. '
E poi altre cose si sono coni- .
pi ute. Non è l'Ordine dei F. d'l- j
talia che ha soccorso e soccorre <
ancora le famiglie dei richiama- '
ti ed ha spedito migliaia e mi- ]
gliaia di dollari alla Croce Rossa?
Non è stato l'Ordine nostro che T
ha acquistato migliaia e migliaia 1
I di lire al Prestito Nazionale e
che ha istituito il Fondo Unico
! Mortuario che paga puntualmen-
I te? Non è l'Ordine nostro che con
! il suo denaro ha fatto fabbrica
! re delle case in Italia dopo il ter
remoto di Avezzano? No il è l'Or
dine nostro che conserva a nome
di tutti gl'italiani di America
quella sacra reliquia che è il
J Pantheon Garibaldino? Qui a Fi
| ladelfia sotto gli auspici dell'Or
; dine Figli d'ltalia non è sorta la
Banca Statale ? Non è stato l'Or
dine Figli d'ltalia a raccogliere in
meno di dieci giorni 12 mila dol
| lari per la borsa al Principe di U
| dine? E non sai che fra breve si
i incomincerà la propaganda per il
fabbricato sociale e che nella
| prossima Suprema Convenzione
| di Settembre si discuterà e si ap
| proverà la istituzione di un'orfa-
I notrofio e la casa per i vecchi fra
telli dell'Ordine?
Che cosa vuoi di più in pochi
j anni di vita, che cosa pretendi tu
! dall'Ordine? Hai forse dato il tuo
appoggio all'Ordine per potere da
| Esso pretendere di più di quello
iche ha fatto? Vorresti l'Ospeda
le? Alcoolizzato! Tu dovresti bat
terci le mani perchè fra breve
nell'orfanotrofio saremo costretti
a rinchiudere i tuoi figli, quando
cioè qualcuno ti raccoglierà esa
nime dalla pubblica via, vittima
dell'alcoolismo.
Ed ora, enumera, signor mio,
che cosa hanno fatto i tuoi Indi
pendenti che tanto ti preme di
difendere. Rispondi ; perchè noi
proveremo piacere a sentire che
essi progrediscono per gl'interes
si collettivi e non per tre o quat
tro persone. Rispondi; quali sono
le sue benemerenze?
A queste categoriche domande
l'austriacante non risponderà af
fatto, abbaierà in un altro verso,
inventerà nuove calunnie e come
al solito per la santa paura di a
vere una tiratina di orecchi da
qualche nostro fratello, pubbli- j
cherà ancora a lettere cubitali
che egli non è contro i Figli d'l
talia.
Ah ! mascherina! tutti i fratel
li ti conoscono e non abboccano j
all'amo.
Antonino Viglione.
Lettera aperta
ili Cav. C. C. A. Baldi
Molto Illustre Signore.
Ella che risiede in alto, molto
in alto, vorrà scusarmi della li-j
l>ertà che mi prendo rielFindiriz- '
zarle la presente per domandare
certe spiegazioni necessarie a de- j
lucidare alcuni dubbi sorti nella !
mia povera mente. Le domande j
che avrò l'onore di rivolgerle, non j
sono tendenziose ,ma mirano a ,
stabilire il principio della verità, j
Non creda ch'io ciò faccia per ! 1
vanagloria, chè non ho pretenzio- j
ne alcuna e non aspiro a titoli j j
onorifici, e tanto meno a quello :
del cavalierato ufficiale.
Non pare infatti anche a Lei, !
che non c'è da avere soverchie '
velleità per certi titoli, specie poi
quando questi titoli vengono ac- .
quistati non per meriti personali
o per aver fatto del bene alla
massa dei connazionali, ma per i '
aver pagato i bills di Hotel, al fi-1 1
glio di una qualche Eccellenza?
Nessuna, nessunissima gelosia ! •
per il titolo acquistato così a
buon mercato, e neppure per po
sizioni finanziarie edificate collo
sfruttamento dei poveri coloni. <
Meglio mangiare un tozzo di pa- '
ne nero, frutto di onorati sudori,
che vivere lautamente a spese <
del sudore altrui e con la coscien- 1
za inquieta! ]
Queste dichiarazioni prelimi- 1
nari ho creduto di fare, accioc
ché Ella non faccia scrivere dal <
degenerato, che presentemente è <
al suo soldo e che qualche anno 1
addietro, parlando di Lei, lo di- <
ceva degno del berretto a righe
e della catena al piede, che il mo- <
vente che mi spinge sia la gelo- ]
sia. ì
Noi combattiamo per un moti- 1
vo santo, per la purificazione del- (
la Colonia, così come i nostri 1
LA RAGIONE
soldati combattono per un'ltalia
più grande e più rispettata.
Entriamo quindi senz'altro nel
merito della quistione.
Ella, Cavaliere, si fa chiamare
Presidente di una Federazione di
Società italiane che il degenera
to ha definito una massa di tep
pisti. Che questa Federazione e
sista, tutti lo dicono, dove essa
sia, nessuno lo sa. Sarà Ella tan
to buona, Signor Cavaliere Uffi
ciale, di farmi conoscere quante
sono le società Federate e quali
| ne sono gli scopi ? Ella che è un
grande uomo e di non comune
| talento, mi immagino sarà pure
| molto pratico in materia di Fe~
j derazione, tanto più che è citta
dino di una Nazione federata;
quindi può darmi, se vuole, spie
gazioni esaurienti al riguardo.
A mio modo di vedere però,
Illustre Cavaliere, per Federazio
ne si dovrebbe intendere la fu
sione di più Enti morali, di molti
Enti morali che si uniscono per
interessi e doveri comuni e per lo
espletamento di un qualsiasi pro
gramma a vantaggio della collet
tività.
I singoli enti nominano ogni
anno, in ossequio alle leggi ed ai
regolamenti, i loro delegati onde
costituire il Consiglio, in seno al
quale vengono eletti gli Ufficiali.
Tali, a mio credere, le linee ge
neraii della Federazione.
Ora quella da Lei presieduta j
non può chiamarsi così, giacché
non vi sono Società fede'- 3 te, se j
se ne eccettuano una o due delle
quali sono presidenti i membri |
della dinastia baldiana. Dall'ulti- j
ma relazione rileviamo che della
tanto decantata Federazione fan
no parte tre Società di M. S. e
un esiguo manipolo di individui
a Lei legati a filo doppio per fa
vori ricevuti.
Se una Corte di giustizia or
non è molto condannava un gio
vane che con arte e raggiri ten
tava di ottenere titoli accademi
ci che non meritava, come do
vrebbe esser condannato Lei dal
le Società Italiane non essendo
meno disonesto il suo atto, cioè
quello di dare un nome falso ad
un'accolita di pochi individui, on
de farsi credere, nell'ambiente a
mericano, il capo della» Colonia,
jed ottenere così dei favori per la
propria famiglia ed a discapito
della collettività?
E dico a discapito e danno del
la collettività giacché ho appreso
da un ex-Direttore della Federa
iiet'* '"X'hiamiamola così per in
telligenza del benigno lettore
addetto ai rimpatri e alla distri
buzione dei sussidi, che tutti co
loro che si presentano per aiuti,
| ottengono quello che domandano,
| anche se non meritevoli, purché
; risulti dai vostri registri che fac
ciano parte della vostra estesa
clientela; quelli invece che non
| figurano sui libri delle vostre a
| ziende non ottengono nulla, an
j che se malati od infelici.
Di quanto sopra Le prometto
.che, a suo tempo, pubblicherò un
elenco dettagliato, di tutta quella
povera gente cioè cui fu negato il
sussidio, pur meritandolo e un al
j tro elenco di coloro che furono j
i aiutati dalla vostra filantropica
I istituzione, pur non avendone bi-
I sogno perchè possedevano depo
| siti perfino nella Sua banca, ma
| che avevano un gran merito di j
fronte a Lei : o erano suoi clienti
o le erano stati raccomandati da j
qualcuno dei suoi vassalli.
Questi son fatti e non insinua- j
zioni ; fatti che si possono prò- (
vare ad ogni momento con docu- '
| meqti alla mano.
Un'altra odmanda e poi basta...
almeno per ora. Ci si riferisce
che per il rimpatrio di un certo
Fiaschi si prelevarono dal fondo
della Federazione dollari 15; per
la rimanenza del viaggio si volle j
fare una lotteria di un orologio I
d'oro e i biglietti furono venduti |
a un dollaro ciascuno.
L'orologio era veramente di o
-10 e perchè non fu più sorteggia
to?
La. domanda è molto esplicita
e tale dovrebbe essere anche la
risposta.
Un modesto operaio.
Riceviamo e pubblichiamo:
City, 7-2-17.
Signor Viglione,
Leggendo oggi il misero foglio |
del venduto alla Germania, non
ho potuto fare a meno, quale o
peraio onesto di scrivere a quel
farabutto una lettera.
Vi mando copia conforme, per-1
che sono sicuro che quell'imbe- j
cille non risponde, così mi fate il
favore di pubblicarla.
Caro Dirett. della Rassegna,
Ti credevo almeno un tantino i
co nun poco di pudore. Ho letto ;
più volte la tua poco rassegna e
malgrado le tue strombazzature, s
le tue accuse senza documenti,
che sempre hai promesso di fare
vedere e che mai si vedono, ere- i
devo che se qualche giorno ti ca
pitasse qualche vero birbante lo
avresti messo alla gogna, coi tuoi !
curiosi attacchi. Quando facesti ;
il tuo primo fuoco a salve, con- ;
tro i mestatori della Colonia, pei i
.la circostanza della venuta della'
Missione Italiana qui, credevo 1
che entrava il piombo.
Forse mi sono ingannato, sarà j
entrato del rame per farti ta- j
cere
Hanno ragione quelli della Ra- !
gione ragionando, che sei uno |
che ti vendi per poche grana.
Sei forse miope e diventi eie- j
con un poco di pudore. Ho letto
dev'essere, ed ogni individuo, an-1
che imbecille, può capire dalla
tua pappardella di sabato 301
giugno u. s. Tu dici che vuoi epu-1
rare la Colonia dai birbanti, ma
a me sembra che tu tieni il sac
co, perchè ti fanno leccare i piat
ti e scolare i bicchieri.
Dimmi di grazia, cosa ha fatto
| il Cavaliere della Gran Via, C. C.
A. Baldi, e figlio anche, per la
Colonia ?
Dimmi, chi glielo ha dato quel
I diritto che il grande Cav. si è ar
rogato di rappresentare la Colo
nia? Dimmi se anche il Cav. della
Gran Via è nemico dei Di Silve
stro che cosa c'entrano le miglia
jia di uomini che appartengono
! all'Ordine facendo negare la pa
j rata e la consegna della meda
glia?
Dimmi perchè il becchino tra
! mava per la consegna della me
li daglia? Dimmi perchè il becchi
| no ha tramato per non far sfilare
i i Figli d'ltalia in parata?
Dimmi perchè al banchetto ha
portato 5 suoi bravi don Rogri
go? perchè non ha invitato gli
uomini più degni di lui e del fi
glio?
Dimmi ancora, tu ti scagli con
tro il console, perchè ha preso le
parti della Colonia?
Vedi quanto ti fai vedere lecca
piatti, scagliandoti contro perso
ne verso le quali non hai nessun
diritto. Fai la campagna a chi
non la merita.
Vedi, io sono un semplice ope
raio, ho figli e mi devo adoperare
acciò sparisca quella minaccia
che aleggia nella susta dei miei
figli e dei coloni onesti.
Noi dobbiamo essere tutti u
guali, non abbiamo bisogno di
rappresentanti, se il bisogno vi
fosse, noi dobbiamo sceglierli. Mi
piacerebbe se tu facessi il com
mento a questa mia, in modo,
vedi, che potrei piano piano con
vincerti di essere su una falsa
strada.
Non ti credere che io parlo per
partigianeria, no, assolutamente
no.
Intanto, se ti occorre il mio in
dirizzo, io abito al No. 639 Fede
rai St. e mi chiamo Domenico
Millerape.
COSCIENTI CHE INSORGONO
Riceviamo e pubblichiamo sen
za commenti, poiché di fronte al
l'eloquenza dei fatti, ogni com
mento guasterebbe :
Egregio Sig. Direttore
del Giornale "La Ragione"
City.
La prego di inserire sul suo
i giornale le seguente dichiarazio
-1 ne:
"Io qui sottoscritto ('risalo
Giovanni dichiaro di dimettermi
j dalla Loggia "Tripoli e Cirene"
No. 21 dell'Ordine Indipendente
Pigli d'ltalia, per entrare nella
Loggia Carlo Altobelli, No. 719
dell'Ordine Figli d'ltalia in Ame
rica.
Con stima
Giovanni Cusato
1504 S. Clarion St."
i Phila.. Aug., 4, 1917.
* * sii
j F. Silvagni
Direttore della "Ragione"
"Dichiaro io qui sottoscritto
di diirtcUernii dalia Loggia Cesa
re Battisti Ordine Indipendente
Figli d'ltalia, nella quale entrai
a far parte, perchè preso con in
canno ed entro a far parte del
vero Ordine Figli d'ltalia in A- i
merica.
Le mie dimissioni sono irrevo
cabili.
l'hila., Ag. 4, 1917.
Dev.mo
Vito Pagano."
Ai nostri amici e fratelli lettori
QUESTO GIORNALE E' FATTO DA VOSTRI AMICI, DA
VOSTRI FRATELLI CHE VIVONO CON ll> LAVORO QUOTI
DIANO. SE \ OLETE PERCIÒ* CHE "LA RAGIONE" CONTINUI
A PUBBLICARSI, E'VOSTRO DOVERE DI CONTRIBUIRE \
MANTENERLA IN VITA. NOI SIAMO BENE CORAZZATI E
NON LA SMETTEREMO SE NON AVREMO RICACCIATI NEL
LA MELMA IL SICARIO. DEL RESTO SONO GIÀ' NOTI I SK
GNI DI DEBOLEZZA, DI ISOLAMENTO E LA CLOACA IN SE
GNO DEL PROGRESSO FATTO HA DIMINUITO IL NUMERO
DI PAGINE. AVANTI. DUNQUE; NOI ASPETTIAMO LA VO
STRA SOLIDARIETÀ'.
Sig. Ciov. Di Silvestro
1 Caro Giovanni,
Quando per una cosa, quando
i per un'altra, ancora si è potuto
J addivenire al famoso conlraddit
i torio fra te e Titolo, per stabilire
definitivamente a chi spetta la
ragione, e a chi, il torto.
Forse anche tu sei d'accordo
i con Titolo nel non volervi sotto
porre al nostro giudizio, per non
i abbassarvi fino al livello di operai
coscienti? Anche tu vuoi nascon
dere la verità, oppure temi che
ì la luce sia fatta?
Noi staremo sulla breccia e
non vi daremo un minuto di tre
gua, fino a quando non saremo
riusciti nel nostro intento, di
stabilire in modo evidente a chi
spettano le responsabilità.
L'amicizia che abbiamo per te,
non ci farà deviare dai nostri
propositi, nè tampoco potrà an
nebbiare il nostro cervello fino al
punto di dare un giudizio meno
che sereno. La verità, e, la co
scienza tranquilla, al di sopra di
ogni altra cosa.
Nell'attesa di una tua risposta,
noi prepariamo il materiale di at
tacco.
A buon intenditor, poche pa
role
N. Iìivano Asti.
Sig. Vincenzo Titolo
Caro Vincenzo,
Nell'ultimo colloquio che noi
abbiamo avuto a tarda ora di
notte, tu mi facesti comprendere,
essere molto meglio, quando mi
veniva rapportato qualche discor
so detto da te a mio riguardo,
ch'io fossi venuto nel tuo nego
zio prima di ricorrere alla pub
blicità a mezzo della stampa, allo
scopo di accertarmi della veridi
cità delle parole dette.
Ti chiedo venia quindi se non
tengo conto della tua vaccoman
dazione e ricorro alla pubblicità
a mezzo de "La Ragione", per
chè le tue chiacchiere sono dive
nute di dominio pubblico, e que
sto pubblico è necessario sappia
come s'è svolto il nostro collo
quio e dia il suo giudizio. Questi
sono i motivi che mi hanno in
dotto ad indirizzarti la pi-esente
a mezzo de La Ragione.
Si dice, che tu abbia riferito a
parecchi amici che nell'abbocca
mento svoltosi fra noi io abbia
negato di avere firmato attacchi
pubblicati su La Ragione che ri
guardassero la tua persona. Ten
go a dichiarare solennemente, e
la mia parola vale bene la tua,
che questa asserzione è falsa, an
zi falsissima. Tu mi parlasti di
una lettera a te indirizzata che
trovavasi in tuo possesso ed era
firmata da me. A questa tua co
municazione protestai energica
mente, perchè mai e poi mai ti a
vevo indirizzata una lettera pri
vata. A questa mia protesta tu
spiegasti che si trattava di un
comunicato pubblicato su La Ra
gione, dedicato a Giovanni Di Sil
vestro e firmato da me ed allora
io ti soggiunsi, che quanto era
stato pubblicato a mia firma era
roba mia e ne assumevo intera
la responsabilità. Per chi mi co
nosce sa e tu lo sai più d'ogni
altro che io non sono tale da
firmare un qualunque scritto che
non sia parto della mia modesta
intelligenza e, che non subisco
imposizioni da chicchessia, nep
pure dai miei migliori amici. No,
mio caro Titolo, io non apparten
3

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